DI LEGGERO ARGENTO
Di leggero argento le trame di luce s’infrangono nei rapidi gorgheggi degli uccelli di palude raccolti tra gli argini di Cà Cornera e senza corse ma lente si cullano nei tremolii delle acque e negli orizzonti si perdono come stormi in volo oltre il vento del mare.
Cà Cornera, 18 marzo 2012
E IO NON DIMENTICO
E io non mi dimentico di un solo momento trascorso come altri nel silenzio della luce lungo anse semiaperte di barene che lasciano rifluire a gocce di pace piccole macchie di pigolii e di richiami trascoloranti in suoni d’ocarina d’argilla dipinta e vecchia di millenni.
Cà Cornera, 18 marzo 2012
NELLA CORTE DI CA’ CORNERA
Nella corte di Cà Cornera sei giunta da San Juan de Los Lagos o Vergine Maria benedetta dal Messico al capitello che da secoli ti aspettava ai piedi del Po tra ortensie e alberi di rose e compagnia ti tengono il frullar d’ali di due rondinelle nel piccolo spazio pieno di profumo di gigli. A due passi il tempo si scioglie come sogni e la luce assorbe e si rifrange mentre tu guardi sopra la luna che non smette di muovere le onde del mare con sussulti che si perdono nel silenzio delle golene.
Cà Cornera, 6 giugno 2012 Trattoria da Venerino
MI PORTA IL VENTO
Mi porta il vento ad una sosta breve alla pieve di san Basilio lassù piantata sulle dune fossili in ascolto delle pietre che sussurrano i versi lasciati da Dante che non finiscono di raggiungerci nell’intimo fin dove ci apriamo oltre i secoli stessi di vita della quercia da lì poco lontana che quasi raggiunge con i rami il cielo e il mare con le radici che anche noi portiamo dentro che da queste corti anche se ormai silenziose non dimentichiamo di avere nelle vene.
San Basilio, 15 luglio 2012
M’APPARE VESTITA DI ABBANDONO
M’appare vestita d’abbandono una casa linda che nella solitaria corte risplende di suoni che s’odono dal passato e il cielo ritorna e avanza come polvere, grida e sorrisi svaniscono e rinascono come aria che arriva e dondolano struggimenti al chiaro di lume e nuovi raccolti come opere d’arte stanno per fiorire dove un’osteria non esala ormai più odore di vino e bucata è l’insegna dello spaccio scolorita di un colore che ritrovi ancora in fondo alla memoria.
Ca Cappellino-Mea, 18 marzo 2012
NEL SILENZIO DELLA LUCE
Nel silenzio della luce che cala soffia il vento e fischia tra i rami spogli che accennano a gemme in arrivo davanti ad una muta casa solitaria.
Cà Cappello, 18 marzo 2012
DOVE FINISCE IL FIUME
Dove finisce il fiume e fin dove arriva il mare in questo delta da scoprire fra le nuvole e le onde che corrono lontano come le dune di sabbia che il vento scompiglia? Arsi salmastri spuntano sulla spiaggia relitti di legno ed eringi là assolati e investiti dal vento che fischia da secoli e non si stanca nel ripetersi ciclico dei giorni e delle notti delle aurore e dei crepuscoli di un rosso inquietato dopo un velo di rugiada.
Boccasette, 24 luglio 2011
A GABBRIS FERRARI
Una notte tra naviganti di mari e di fiumi sotto un cielo di velari d’afa mossi da brevi folate di vento e di soffi di nostalgia distribuiti su lontananze di ritmi dell’onda che avanza e si ritira in un gioco che non smette e lascia spazi da riappropiarsi sempre insieme con le stelle che non ci lasciano seppure lassù in alto.
Cà Cornera, 20 luglio 2012 Mostra “Per mari e per fiumi”
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Come citare questo articolo
Daniele Donegà. “Nelle Valli del Delta”. Ventaglio Novanta, n. 46, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/nelle-valli-del-delta/