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STORIA - TRADIZIONI

I ponti di Bottrighe

Dopo vent’anni dalla costruzione del nuovo viadotto, resta vivo il ricordo del vecchio ponte stradale e di quello ferroviario

di Roberto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 49 2014 pp. 70–73

Era il 5 maggio 1993 quando venne aperto, cambiando la viabilità, il nuovo ponte che, a valle del paese di Bottrighe, supera il fiume Po. Una realtà, questa, ormai consolidata, che però non ha fatto dimenticare il vecchio collegamento, rimpianto soprattutto perché il nuovo viadotto ha allontanato di fatto due comunità rivierasche di Bottrighe e Corbola da sempre molto legate. Con il vecchio ponte di borgata Curicchi, infatti, Bottrighe e Corbola erano “separate” solamente da due chilometri, rispetto agli attuali otto.

Il vecchio ponte stradale

Era questo un manufatto in ferro, costruito dalla Provincia di Rovigo tra il 1903 ed il 1906, realizzato dalla Società Nazionale Officine di Savigliano. Al tempo, l’attesa del completamento della costruzione era stata notevole, tanto che il ponte venne aperto al traffico ancora prima della inaugurazione ufficiale, verso la fine del dicembre 1905.

Per utilizzarlo bisognava però pagare un pedaggio, aspetto questo che suscitò vive proteste da parte delle popolazioni locali, cosicchè fu attuata una sorta di compromesso: venne concesso il passaggio gratuito a pedoni e ciclisti, mentre per i mezzi in genere il pedaggio rimase in vigore sino al luglio 1920.

Fu del tutto agibile fino al 14 luglio 1944, giorno in cui venne gravemente danneggiato da un’incursione aerea statunitense durante la seconda guerra mondiale. Nel corso dell’operazione dell’aviazione americana, volta ad ostacolare le vie di comunicazione alle truppe tedesche, furono colpiti gravemente sia il ponte stradale, sia il vicino ponte ferroviario che collegava Adria con Ariano Polesine. Il colpo di grazia si verificò nel gennaio 1945 a seguito di un’altra incursione aerea.

Il secondo ponte

Nel dopoguerra, a seguito della distruzione del ponte, per qualche tempo i collegamenti tra le due comunità di Corbola e Bottrighe furono tenuti tramite un traghetto, ma ben presto il collegamento stradale venne ricostruito. Questo secondo viadotto rimase in funzione per cinquant’anni, ma fu spesso additato come pericoloso per la sicurezza idraulica, specie in occasione delle piene del Po. Risultava infatti poco elevato rispetto alla corrente del fiume, la quale ad ogni piena piena rischiava di trovare un grave ostacolo al deflusso. In queste occasioni il ponte ovviamente veniva chiuso al traffico, con un innegabile disagio per le popolazioni rivierasche. Si giunse così al 1986, quando fu decretata la costruzione del nuovo ponte.

Il ponte ferroviario

Per il ponte ferroviario, entrato in esercizio nel 1933, anche questo gravemente danneggiato dal bombardamento alleato, non fu mai avviato un piano di rifacimento e venne demolito nel 1971. Infatti, a causa dei gravi danni riscontrati su tutta la tratta tra Adria e Ariano, non ci fu speranza di ricostruzione della linea ferroviaria per gli alti costi dell’operazione.

Il progetto di rifacimento della ferrovia per la verità riemerse piu volte negli anni novanta, ipotizzando la ricostruzione della linea che, secondo i piani della politica di allora, sarebbe diventata la cosiddetta “Romea ferroviaria”: un collegamento tra Venezia e Roma evitando il già trafficato nodo di Bologna. Sul progetto cadde poi il silenzio piu assoluto.

Del ponte ferroviario resta dunque il ricordo, ma rimangono anche delle immagini davvero particolari, legate a due film realizzati nel dopoguerra. Negli anni sessanta infatti, la zona ed i resti del ponte ferroviario furono l’ideale set per due famose pellicole cinematografiche. La prima per le riprese di “Addio alle armi”: in vari giorni di lavoro fu girata una scena sul troncone del vecchio ponte, alla quale parteciparono in veste di comparse molti concittadini, un avvenimento, per allora, davvero insolito.

Successivamente la zona e il vecchio ponte ferroviario vennero scelte per girare alcune scene del celebre film “Tutti a casa” con Alberto Sordi, Carla Gravina, Serge Reggiani e Nino Castelnuovo, per la regia di Luigi Comencini.

Il nuovo ponte

Il nuovo ponte, in funzione come detto da maggio 1993, è dunque – in ordine cronologico – il terzo viadotto stradale di collegamento tra Bottrighe e Corbola. E’ dedicato alla “Brigata Cremona”, in memoria del raggruppamento militare che liberò i due centri rivieraschi al termine del secondo conflitto mondiale: è lungo 1.013 metri ed è stato costruito dalle Cogei e Intin spa di Roma e Cir Costruzioni di Rovigo.

A differenza di altri, più a monte, che collegano la sponda Veneta con quella Emiliana, realizzati ad Occhiobello e Ficarolo, o la sponda Veneta con quella Mantovana, attuato a Castelmassa, il ponte che nasce a Bottrighe è tutto Veneto, come del resto gli altri due che sorgono più a valle, a Porto Viro e Cà Venier.

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Come citare questo articolo

Roberto Marangoni. “I ponti di Bottrighe”. Ventaglio Novanta, n. 49, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-ponti-di-bottrighe/

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