Pubblicità

AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Un parco letterario a Lendinara

Il giardino di Ca’ Dolfin, incantevole sfondo per letture inedite. Una significativa tappa del progetto Art Co-Working for Region

di Elisa Targa

Ventaglio Novanta n. 49 2014 pp. 24–27

Sempre più spesso lo storico giardino romantico Ca’ Dolfin-Marchiori si configura come importante scenario di manifestazioni culturali. Tra le varie riuscite iniziative, da ricordare l’ultima tappa del progetto Art Co-Working for Region, progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente. E all’incontro presso il giardino Ca’ Dolfin-Marchiori, reso possibile grazie alla disponibilità dell’attuale proprietario, l’ing. Giuseppe Marchiori, è stata presente anche la dott.ssa Maddalena Zanetti, consigliere generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Questo percorso, intitolato “Il giardino di Ca’ Dolfin: la bellezza raccontata”, è nato con lo spirito di far scoprire diversi angoli del parco-giardino attraverso scritti d’epoca realizzati dal critico d’arte Giuseppe Marchiori (1901-1982) e da artisti e letterati che hanno frequentato questa villa.

L’intero evento (anche a causa del tempo non proprio dei migliori) si è svolto all’interno di una delle antiche serre del giardino; in questo ambiente particolarmente suggestivo, gli attori Sarah Lanzoni e David Pherrachaj hanno piacevolmente intrattenuto il pubblico con letture inedite, accompagnate da brani musicali eseguiti da Claudia Turolla alla chitarra e Vittorio Piombo al violoncello.

Nicola Gasparetto ha introdotto sapientemente i brani letterari del tutto inediti. I primi componimenti presentati agli ospiti, tratti da “Taccuino di un deputato” e da “Uomini allegri”, hanno permesso di parlare delle origini di questo parco-giardino, di epoca ottocentesca, nato dalla creatività dell’allora proprietario Domenico Marchiori.

“Taccuino di un deputato” è uno scritto efficace e sintetico di Domenico Marchiori, inerente gli anni in cui egli fu parlamentare, esperienza che però non amò e di cui lasciò una serie di caricature dei suoi colleghi parlamentari. Domenico va ricordato come un personaggio ragguardevole del Polesine del tempo, sindaco di Lendinara dopo la fine del dominio austriaco, sodale con il celebre garibaldino lendinarese, Alberto Mario. Tra gli aneddoti, si narra che Marchiori ospitò Giuseppe Garibaldi proprio in questa villa nel febbraio 1867, pochi mesi dopo la conclusione della terza guerra di indipendenza combattuta l’anno prima.

“Uomini allegri” è invece un ritratto di Domenico, pubblicato dal nipote Giuseppe Marchiori, sul Corriere del Polesine, in cui il nonno appare in una veste completamente diversa rispetto al componimento precedente: egli infatti si configura come un vero e proprio animatore dei momenti conviviali che si tenevano in questo giardino: cene “luculliane”, non aliene da aspetti culturali, le quali si concludevano spesso con veri e propri tornei poetici. Questo momento di lettura è stato accompagnato dalle musiche per chitarra: Prélude n. 3 di H. Villa Lobos, Sarabanda dalla Cavatina di A. Tansman, Studio in re maggiore di F. Sor.

In seguito è stata data lettura dell’intervista “Ricordi, passioni e rimorsi di un profeta dell’arte moderna”; uno scritto anche questo di Giuseppe Marchiori, risalente al 1977, in cui l’autore, ormai vicino alla morte, ricordava i suoi anni giovanili vissuti nella villa ed una poesia del 1927 “Il vecchio pianoforte e Le rose autunnali”, riemersa da una rivista degli anni ‘30, la Musa Veneta, in cui Giuseppe amava sperimentare la poesia vernacolare. In questo caso, la chitarrista ha riproposto “Romance de los Pinos” e “Torija” di F.M. Torroba, il violoncellista Träumerei di Schumann e “Song of the Birds” di Pablo Casals.

Sono stati poi proposti alcuni scritti di importanti personaggi ospiti nella villa lendinarese di Giuseppe Marchiori nel periodo in cui egli si era qualificato come stimato critico d’arte, divenendo capofila del movimento Fronte Nuovo delle Arti, protagonista a livello internazionale alla Biennale di Venezia nel 1948, momento fondamentale di svolta, svecchiamento ed apertura europea dell’arte italiana.

“Un lungo sodalizio” è un componimento scritto da Giuseppe Santomaso, personaggio di primo piano a fianco di Marchiori nel movimento artistico, e pubblicato due anni dopo la morte di Giuseppe Marchiori. Santomaso fu per lungo tempo ospite in questa villa e anche in una casa di contadini presso la Rotta Sabadina, vicino all’Adige, dove lasciò il segno del suo passaggio in un affresco.

“Notre ami Marchiori” è invece un componimento di Hans Hartung, artista tedesco naturalizzato francese, grande nome dell’arte contemporanea degli anni ‘50-’60, noto per l’energia gestuale che imprimeva alle sue tele. Ospitato da Marchiori in questa villa e in questo giardino, divenuto un vero e proprio cenacolo di artisti e letterati, Hartung ricorda quei momenti, in cui amava suonare anche il pianoforte. Ad accompagnare questo momento, la musica per chitarra di M. Carcassi, “Studio in la maggiore”.

Infine, sono state lette due epistole inedite, tratte dalla copiosa corrispondenza tra Umberto Saba e Giuseppe Marchiori: la prima del novembre del ‘40, l’altra del 30 gennaio del ‘43. L’epistolario consta di ben 120 lettere scritte da Saba a Marchiori nel periodo che va dalla metà degli anni Trenta alla metà degli anni Cinquanta. Proprio per le sue frequentazioni del parco Marchiori, a Saba è dedicata una via lendinarese fiancheggiata da carpini, via che un tempo era parte integrante del parco-giardino ed era uno dei luoghi dove il poeta amava soggiornare. Il loro sodalizio era iniziato fortuitamente, in quanto il trentenne Marchiori aveva svolto il servizio di leva a Trieste e da lì era iniziata la loro corrispondenza epistolare. Entrambe le lettere, hanno un tono sofferto e, come era consuetudine, sono corredate da poesie. A concludere questa ultima parte, il violoncello con le musiche di Giuseppe Martucci.

Al termine della rappresentazione, il pubblico ha applaudito calorosamente i protagonisti della giornata, mostrando apprezzamento per queste iniziative innovative che stanno via via prendendo piede e, a sentir le opinioni dei presenti, sembrerebbero diventare lo “spettacolo del futuro”.

“Iniziative importanti, rientranti nel progetto Art Co-Working for Region – ha affermato Donatella Girotto -, che non sono destinate a svanire, ma a restare un patrimonio sempre vivo e presente, accanto ai nostri monumenti, ai nostri patrimoni artistici e culturali, che questa importante iniziativa ha permesso di far conoscere e valorizzare”.

Proposte apprezzate, che oltretutto hanno permesso a giovani attori, musicisti, fotografi di manifestare il loro talento e la loro passione per l’arte.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Elisa Targa. “Un parco letterario a Lendinara”. Ventaglio Novanta, n. 49, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-parco-letterario-a-lendinara/

Pubblicità