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POESIA

Terra Nostra

Poesie di Giuseppe Pietroni

di Giuseppe Pietroni

Ventaglio Novanta n. 49 2014 pp. 123–126

MAMMA

Un nome che d’inverno come la neve imbianca le vie del cuore, un nome che sorride alla primavera come la luce bagna nella pioggia i riflessi dei giorni incerti…. Un nome che mette un po’ d’oro nei tramonti d’autunno spesso lontani, nel mondo dei figli a volte troppo lontani…. Un nome splendido quando l’estate rende uomini nella liberta’ degli anni. Mamma, un nome da sentire perchè musica dove solenne diviene ogni poesia.

Mamma, un nome per me sempre vero, un nome per tutti… perennemente amato.

(toccante poesia dedicata all’amatissima madre)

UN CAMION NELLA STORIA

Avanza in una notte senza luce, un’incredibile storia ancora vissuta, diventa unica il 14 di novembre 1951. Un camion nella vita per rimaner nel lontano sole di Novembre, sommerso perché sognato nella notte d’acqua più eterna di un secolo italiano.

“Anch’io avevo vent’anni”, ero di Rovigo e mai dimenticherò quella notte buia dal cui fondo arriva sempre un grido. Magia è l’alluvione, immanenza e destino, tragedia e gloria, infinito odio quanto grande il rancore per chi poteva… “Sono Vittorino Padovan e sul camion mi trovavo quella notte leggendaria, d’allora è cambiato il grande fiume, cambiato è tutto, siam migliori ma ancora soli”.

23/06/2007

“I grandi drammi offrono emozioni grandi… un sacro silenzio di vita…”

TERRANOSTRA

Che ci abbracci tutte le volte che il sole luccicare fa sui solchi l’umido e profondo verbo della tua storia… oh terra polesana nostra poiché nessuno può non trovare in te una missione per sé. L’aratro o l’azienda, le parole o i mestieri, in terranostra tutto germoglia similmente al sorriso che non trova stanchezza sul viso.

Terranostra planata d’orizzonti dove Cristo s’è fermato affinché avanti andiamo, terranostra vista d’ogni angolo mai nascondi all’occhio la ricamata stoffa della storia… la tua storia sempre verde se posata sei su un letto nidiato fra cielo ad acqua.

Non c’è in te gente o zolla che non abbia il segreto del tuo verde e tenerezza di certi giorni… terranostra perché il pensiero va oltre l’orizzonte dove Cristo s’è fermato.

07/10/1993

“Sei il nostro Polesine d’oro verde…”

ACCADEMIA DELLE GIOIE

Scrigno d’arti feconde nei secoli riempisti di voci i giorni del tuo tempo dedicati a scienze e dotti pensieri. In salotti e stanze socchiuse, in biblioteche ed aule magne a te si mirava qual compimento d’imprese. Tu che illuminismo donasti e romantici sogni plaudesti circa l’umano vagare alle spiagge ideali di verdi dimore.

Dall’opera del Baseggio ai doni di luminosi libri dei Silvestri l’assoluta beltà dei quadri e i reperti nascosti nella terra lungo il mondo.

Oh sala Oliva d’immenso cuore che personaggi ospitasti e cenacoli d’artisti, anche il Campiello fu lì a presentarti onore. Oh Accademia che il fascino della tua ombra auguriamo baci lontan nel tempo il trionfo dell’amore e della fama che come seta il nostro lume volgon d’immensità.

1990

“Uno scrigno di tesori deve sempre far uscire luce”

BADOER LA BELLA

Quando Palladio ti concepì, forse ad una regina pensava se siffatta maestria disegnò il tuo aspetto nella sua fantasia. Villa d’amicizia poiché ambienti d’esistenza e calore umano quivi son materia di pace celebrata. Dalla penombra del pronao alle due fontane e più in fondo il profilo del paese

Oh Badoer la bella, che così volesti dare storia alla tua gloria… Francesco Badoer Giorgio Loredan Vincenzo Grimani nomi che scorrono nel tuo sangue e che il tempo riporta alla luce del silenzio.

Sei arte nell’arte ed inviti alla festa il fuoco forse spento nell’anima nostra per modellare all’infinito il sogno della storia. Ancor e sempre per tutti noi lo spirito dei tuoi cieli sarà o villa Badoer che custodisci i segreti della tua memoria.

1990

“Una villa ci dona il sapore d’immensità, il tempo si fonde in un istante ed allora anche la leggenda è storia”.

L’AMBRA DEL DELTA

E’ la sagoma tenera e dolce che da a queste terre pensieri d’Oriente.

Loreo, Rosolina mare, Porto Caleri, Albarella… punti in un cielo che pare immoto spazio pien di sogno sopra terre e paesi di semplice tranquillità in rugiada della pace sopra cui si stende immenso l’ideale che non vuole perdere il colore della vita.

Contarina, Donada, Ariano, San Basilio, Taglio di Po, Porto Tolle… danno cuore alla dolce sagoma che l’ambra del delta illumina tra le ombre che forse son già ricordo.

Com’è nel sogno d’ambra nella preziosità del delta unir si vuole per armonia senza pena il passato nato dalla notte al futuro che pensa allo scorrere del giorno.

Ambra del delta, che piena sei di ricchezze dalla profumata grazia di quella tranquillità… anche laddove spira qualche freddo vento calda e tenera è la tua forza nelle mani umili e radiose della tua gente. Oh ambra del delta unirti puoi sempre più ad ogni luce che splende su tutto il sentiero polesano. Allor più terra e paese più vi saranno che non possano veder la sagoma d’oriente dolce e tenera dell’ambra del delta.

1991

“Ambra vuol dire tesori dei tesori, nel Polesine ne abbiamo tanti e nessuno li porterà via”

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Come citare questo articolo

Giuseppe Pietroni. “Terra Nostra”. Ventaglio Novanta, n. 49, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/terra-nostra/

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