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Bernardinello e il Transvisionismo

Il pittore, originario di Lendinara, trasferisce sulla tela la genialità delle sue visioni. Opera a Milano, ottenendo significativi riconoscimenti

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 56 2018 pp. 120–123

Sono tempi di meritati riconoscimenti per Mario Bernardinello, artista di origini lendinaresi che, negli anni del dopoguerra, con la famiglia ha lasciato il Polesine, verso la Lombardia, dove ha avuto modo di scoprire l’inclinazione più autentica che doveva identificare la sua esistenza.

Cinquant’anni di vita artistica e un curriculum di grande spessore quello del pittore polesano, contrassegnati da una instancabile attività creativa e di promotore di eventi. Tra gli altri da sottolineare come sia stato l’organizzatore e il curatore della mostra Palio Artistico Milano Expo 2015 (a tema “ARTE energia dall’immaginario”) con l’esposizione di 260 artisti selezionati (appartenenti a 26 gruppi lombardi) presso il prestigioso Palazzo della Permanente di Milano, con la pubblicazione di un catalogo di oltre 300 pagine edito da Grafiche San Patrignano (Rimini). A questa iniziativa è seguito il volume “40 artisti al Quirinale” (edito da Digicopy, Milano) la cui prima copia è stata realizzata in edizione di pregio in esclusiva per il Presidente della Repubblica Italiana On. Sergio Mattarella, al quale è stata personalmente consegnata presso il Quirinale nel 2016.

Recentissima poi la sua partecipazione alla “Triennale di Roma 2017”, alloggiata in un’ala del Vittoriano (ovvero l’Altare della Patria) dal titolo “Aeterna”, in cui Mario Bernardinello è stato chiamato a far parte della Commissione Scientifica preposta alla realizzazione della qualificante rassegna – curata da Gianni Dunil -, che ha visto anche il coinvolgimento dei noti Prof. Vittorio Sgarbi, Achille Bonito Oliva, Daniele Radini Tedeschi.

Innumerevoli le sue partecipazioni a mostre collettive e personali in location prestigiose: dall’Università degli Studi la Sapienza di Roma, al Palazzo Reale di Milano; dal Palazzo Nervi di Torino, al palazzo dei Normanni di Palermo; dalla Kunsthuis Gallery di Bruxelles, alla Newman University di Wichita nel Kansas (USA). Da sottolineare anche il suo attivo impegno come membro della prestigiosa Permanente di Milano, nonché la frequentazione di importanti gallerie non solo italiane.

Un percorso sicuramente di grande rilievo quello vissuto da Mario Bernardinello, che dalla pittura figurativa è gradualmente approdato all’informale, divenendo componente di spicco del Transvisionismo, movimento nato nel 1995 e tuttora attivo, contrassegnato dall’entusiasmo e dalla creatività dei vari pittori aderenti.

Bernardinello solitamente torna in Polesine – dove viene affettuosamente accolto dai cugini – nel periodo dell’Ottobre rodigino, e non manca di godere dell’animato mondo delle vie del centro, con un immancabile sguardo alla fantasmagorica sequenza di colori che caratterizza le giornate della fiera.

Alla terra d’origine non rinuncia, e sono ancora ben presenti nella sua mente gli anni della sua infanzia e della preadolescenza vissuti a Lendinara. Fu questa una parentesi di ritorno, giacché la sua famiglia alla fine degli anni ‘30 si era trasferita a Milano lasciando il Polesine, per tornarvi transitoriamente nel periodo della seconda guerra mondiale.

Pertanto Mario Bernardinello frequentò le medie nella cittadina che gli ha dato i natali, restandovi legato, anche dopo il suo definitivo ritorno nel milanese. Cosicché nel 1964 – quando da poco aveva iniziato una proficua attività espositiva – volle allestire a Lendinara una mostra dei suoi quadri, che ebbe un successo al di sopra di ogni aspettativa. Bernardinello ricorda in particolare lo stretto rapporto intessuto con Rolando Rigobello, orefice appassionato di archeologia e degli aspetti artistici della città, che lo portò ad immortalare alcune vedute di Lendinara, nei confronti delle quali ebbe a registrare ampi apprezzamenti.

Parallelamente all’attività pittorica, Bernardinello – che a Milano ebbe a frequentare una scuola di modellismo (oggi si direbbe design) – iniziò a lavorare nell’ambito dell’oggettistica creativa, seguendo nel contempo corsi serali all’Accademia di Belle Arti di Brera gestiti da illustri maestri.

Da una parte dunque “l’arte per l’arte”, ovvero la realizzazione di quadri seguendo unicamente una motivazione estetica ed emotiva, dall’altra “l’arte applicata, per la vita”, ovvero la creatività utilizzata per realizzare oggetti raffinati fruibili nella quotidianità.

Una attività imprenditoriale questa che portò Bernardinello a gestire un laboratorio con una dozzina di dipendenti e a collaborare con varie gallerie e con il mondo della moda.

E nel contempo sempre nuove esposizioni delle sue opere, e una continua attività di ricerca. Al punto da unirsi ad un gruppo di giovani graffitari per dipingere con bombolette spray i muri delle periferie, e scoprire così gradualmente il piacere della pittura informale.

E’ la “gioia cromatica” a caratterizzare le realizzazioni pittoriche di Bernardinello, che sulla tela trasferisce la genialità delle sue visioni, in cui si intersecano e si rincorrono luci e colori in sfondi spesso dorati, ed in alcuni casi del tutto neri. E a questo proposito va detto che l’originalità delle sue opere si deve anche ad una tecnica, di sua invenzione, indicata come “astratto caldo”, con cui l’artista trasferisce non solo sulla tela ma anche su supporti diversi, come PVC ed ecopelle, la raffinata lucentezza dell’oro, sposandola con il tumulto di colori suggeriti dal suo animo in continua effervescente ricerca dell’esito creativo. Per questa nuova tecnica, nel 2013 è stato invitato a tenere una grande mostra e un corso (masterclass) alla Newman University di Wichita nel Kansas (USA): è stata l’occasione per il debutto negli Stati Uniti.

Il 2015 ha visto la sua partecipazione a Venezia in occasione della 56° Biennale, con esposizione a Palazzo Bollani insieme a illustri personaggi come il Nobel per la letteratura Dario Fo, gli attori Franco Nero e Romina Power, e sotto il patrocinio della Fondazione O.A. Sanchez – premio Nobel per la Pace.

Nello speciale dedicato alla 56° Biennale di Venezia 2015 è stato indicato tra i dieci nuovi talenti del panorama contemporaneo (dieci migliori artisti segnalati dal Comitato Scientifico presieduto dalla Dr.ssa S. Pieralice con altri esperti d’arte come il Prof. D. Radini Tedeschi – critico d’arte dell’Università La Sapienza di Roma e curatore del Padiglione Guatemala – e il Maestro pittore Ennio Calabria). Inoltre nel 2015 è stato pubblicato sul Catalogo d’Arte Moderna Giorgio Mondadori, accompagnato da un commento critico incentrato sull’opera scelta.

“Transvisionismo”, ovvero la capacità di vedere “oltre”, di accedere ad una dimensione che non è quella dell’esperienza empirica, ma si connette alle vibrazioni dell’anima. Visioni da trasferire sulla tela che, per essere vere ed appaganti, – lo sottolinea il pittore con convinzione – devono esprimere emozioni non effimere che devono trovare sintonia nell’animo del fruitore dei suoi quadri. Realizzazioni anche di notevole dimensione, alcune delle quali Bernardinello si augura possano, in un futuro non lontano, essere esposte a Rovigo.

Con il capoluogo del Polesine egli intende infatti allacciare un rapporto di collaborazione e di reciprocità con la terra lombarda. A tal proposito egli sta pensando ad un evento a Milano, in cui alcune prestigiose tele della pinacoteca dell’Accademia dei Concordi possano essere esposte nel Palazzo della Permanente (sede del Museo della Permanente, di cui fa parte come socio artista).

Ipotesi da valutare, progetti da definire, creatività da incanalare verso nuove prospettive… Passano gli anni, ma l’animo effervescente di Bernardinello trova ancora spunti non solo per ulteriori iniziative, ma sicuramente anche per nuove “visioni” da trasferire sulle tele. Quadri specchio dell’anima di un maestro affermato; opere raffinate che sicuramente ancora una volta sapranno emozionare e stupire chi ad esse si avvicina.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Bernardinello e il Transvisionismo”. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/bernardinello-e-il-transvisionismo/

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