Un foglio di carta, una matita: se c’è passione e fantasia, basta poco per delineare una storia. Gli occhi non mentono. Si dice siano lo specchio del cuore. E quando ti osservano con un’intensità disarmante – seppur fuoriusciti non da una foto ma da un disegno, perfetto, preciso, emozionante – non si può non restare ad ammirarli…
L’arte di Ilaria Ferrari, trentacinquenne rodigina, è fatta di piccole cose che lasciano il segno. La sua arma vincente è composta da matite colorate, fantasia, passione, senso estetico, precisione e sensibilità. “Ho frequentato il liceo scientifico Paleocapa di Rovigo, poi mi sono iscritta alla facoltà di ingegneria – racconta l’artista -. E’ stata una scelta motivata più da una questione pratica, che di passione: l’esigenza di trovare lavoro, prima di tutto, e per questo per anni ho messo da parte la mia passione per il disegno”.
Ilaria Ferrari inizia fin da piccola a disegnare, autodidatta. Contemporaneamente prova una forte passione per i cavalli: “ho costretto i miei genitori a portarmi al maneggio per imparare a cavalcare. Avevo 4 anni e non sapevo ancora leggere né scrivere. Poi, nonostante varie difficoltà, sono riuscita ad averne due – ricorda -. Anche i gatti mi sono sempre piaciuti. Proprio osservando questi splendidi animali nascono vari miei disegni”.
Dopo che gli impegni della vita l’avevano portata all’abbandono temporaneo della propria passione per il disegno, fortunatamente viene spronata da un’amica a riprendere in mano carta e matite: “Era il 2011 e, dopo la laurea e il lavoro di programmatore alla produzione nell’impresa di famiglia, – ricorda Ilaria – è stata proprio una persona a me cara a spingermi a ricominciare. Avevo effettivamente voglia di disegnare, ma credevo di non esserne più capace. Poi, con qualche dritta giusta, incontrando persone che hanno saputo anche consigliarmi il tipo di carta appropriata e gli strumenti più idonei da utilizzare, ho ripreso a disegnare”.
I ritratti di Ilaria sembrano reali: gli animali è come se uscissero dal foglio, emettessero il proprio verso tipico, osservassero l’interlocutore con sguardo vigile, curioso, talvolta docile, come per chiedere una carezza.
Le opere, a colori o in bianco e nero richiedono tempo e costanza, talvolta anche alcuni mesi di impegno. “L’ispirazione può venire in qualsiasi momento – prosegue il racconto -. Da un esemplare visto per caso, a una fotografia trovata in internet o scattata dal vivo. Anche se comunque il tempo è poco, da dedicare al mio hobby – aggiunge Ilaria Ferrari – soprattutto di sera, dopo le 22, e il sabato pomeriggio, mi ci butto a capofitto e con grande soddisfazione”.
Ilaria Ferrari non si stanca mai di disegnare. Spesso si affeziona alle proprie opere, creature che provengono dalla personale verve creativa, l’una diversa dall’altra. Spesso è difficile anche separarsene, quasi come una madre da un figlio; ha già esposto i propri lavori durante banchetti fieristici, e a Palazzo Dolfin, e al Manegium di Fratta.
“Cerco anche di farmi conoscere grazie alla tecnologia, utilizzando face book e Instagram, mezzi sicuramente più veloci” ricorda.
Ma, al di là del potere di Internet, quando Ilaria prende in mano foglio e matite colorate, è come si accendesse un interruttore: gli occhi iniziano a brillare, l’inanimato prende vita e nasce l’ennesima originale storia.
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Come citare questo articolo
Elisabetta Zanchetta. “I disegni di Ilaria Ferrari”. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-disegni-di-ilaria-ferrari/