Lo scorso 5 giugno, dopo due settimane di manifestazioni inserite nel contesto del prestigioso “Maggio Rodigino”, si è svolta al Teatro Don Bosco di Rovigo la serata conclusiva del sedicesimo Festival “Tra Scuole e Teatro”, una manifestazione promossa e organizzata dal Teatro Don Bosco e dall’associazione Teatro Nexus fin dal 2001, sostenuta a partire dal 2006 dall’associazione Noi Rovigo e, a partire dal 2016, dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo. La manifestazione ha goduto inoltre del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo e della Fondazione per lo sviluppo del Polesine in campo Letterario, Artistico e Musicale.
La serata ha registrato il tutto esaurito del pubblico, come pure tutte le precedenti serate in cartellone, che hanno visto avvicendarsi sulla scena gli spettacoli realizzati dai laboratori teatrali condotti nelle diverse scuole partecipanti durante l’anno scolastico. Un risultato davvero importante che testimonia il sempre crescente interesse per una manifestazione ormai storica per le scuole della città.
In platea erano presenti anche tutti i rappresentanti degli enti promotori e sostenitori del Festival, insieme agli studenti, agli insegnanti e ai dirigenti degli istituti coinvolti. In particolare erano presenti Don Mario Lucchiari direttore del Centro Teatro “Don Bosco”, Severino Zennaro presidente dell’Associazione Noi Rovigo, il presidente Luigi Costato e il segretario generale Giorgio Lazzarini della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo del Polesine in campo Letterario, Artistico e Musicale Fausto Merchiori, il sindaco Massimo Bergamin e l’assessore alla cultura Andrea Donzelli del Comune di Rovigo.
Il Festival 2017 ha dato modo a Teatro Nexus e Teatro Don Bosco di svilupparne il format proponendo, oltre alle sette serate teatrali a ingresso, ben due matinée (in unico appuntamento a marzo) che hanno visto protagonisti gli studenti della città come spettatori di due prime assolute per Rovigo: “Listening Party” e “Il mondo dei grandi”, entrambi spettacoli esito di laboratori teatrali condotti da professionisti del teatro e del teatro educazione. In particolare, Carola Minincleri (Farmacia Zoo: È – Mestre) ha presentato un gruppo di ragazzi provenienti dalle scuole medie superiori di Venezia e Mestre; Massimiliano Piva (Teatro Cosquillas – Ferrara) ha presentato un gruppo di ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 13 anni.
Visto il successo di questa versione, l’aspirazione dei promotori del Festival è di mantenere e aumentare ancora le dimensioni della manifestazione.
Quest’anno il Festival ha visto in scena cinque istituti scolastici provenienti da tutta la provincia, da Adria a Badia Polesine. Le scuole in concorso nel 2017 hanno presentato rielaborazioni originali tratte dalla letteratura internazionale, tematiche attuali, quali il bullismo e, per contrapposizione, l’inclusione, grandi nomi della letteratura teatrale internazionale, quali Dario Fo, Alfred Jarry, e Pierre-Augustin Caron De Beaumarchais valorizzato in un prezioso lavoro drammaturgico da insegnanti e ragazzi che lo hanno interpretato in un francese davvero ben parlato oltre che in italiano. Si è potuto apprezzare anche il Mateatro del Liceo “Bocchi-Galilei” di Adria originale e duraturo esperimento di allenamento alla matematica attraverso il teatro e il rinato laboratorio del Liceo Scientifico “Paleocapa”, che ha proposto una versione meta-laboratoriale mettendo in scena un esperimento sociale drammatizzato.
Le tecniche e i linguaggi utilizzati per le diverse messe in scena sono stati i più vari e hanno offerto al pubblico ogni sera rappresentazioni all’altezza delle filodrammatiche, tanto apprezzate dal pubblico.
L’amore per il teatro in questo Festival è il vero protagonista, obiettivo per chi organizza è aumentare sempre di più l’affezione a questa arte che nella provincia soffre di una poco efficace divulgazione.
La serata finale è stata aperta dal Drama club del Liceo “Celio-Roccati” di Rovigo, vincitore dell’edizione 2016 del Festival, che ha presentato in lingua inglese e fuori concorso “The Tell-Tale Heart” tratto dall’omonimo racconto di Edgar Allan Poe: uno spettacolo ben curato con punte di eccellenza tra gli studenti attori, valorizzati in ogni loro competenza oltre che nella specificità linguistica del laboratorio, una messa in scena che ha raccolto il favore di tutto il pubblico in sala.
Nel corso della stessa serata conclusiva sono stati assegnati i premi ai partecipanti previsti dagli organizzatori del Festival e dai partners. Scopo del Festival è, infatti, non solo offrire una piacevole e qualificata rassegna teatrale alla cittadinanza ma soprattutto incentivare una forma d’arte che permette l’arricchimento culturale degli studenti che hanno l’opportunità di conoscere autori e opere e, nel contempo, sperimentare se stessi alla prova con ruoli, recitazione e rapporto con gli altri mentre contribuiscono a mettere in scena un’opera dove tutti sono protagonisti.
L’ultima serata, come da programma, si è quindi conclusa con la consegna dei riconoscimenti agli istituti scolastici in concorso da parte del presidente della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. Il prof. Luigi Costato ha consegnato l’attestato di partecipazione a tutti i cinque istituti scolastici che hanno aderito al Festival. Inoltre, il presidente della Fondazione ha consegnato a tali scuole anche un contributo economico, un aiuto concreto per incentivare il proseguimento dell’attività teatrale negli anni futuri. La Fondazione, infatti, dal 2016 sostiene il Festival apprezzandone il valore formativo e culturale e incoraggiando l’esperienza laboratoriale durante l’anno scolastico, condividendone le finalità del progetto sopra esposte.
È stata poi la volta dei premi assegnati dalla giuria di studenti, un gruppo di lavoro formato dagli studenti stessi partecipanti al Festival inviati direttamente dalle scuole in concorso ad osservare e valutare i lavori di tutti i partecipanti. Gli studenti hanno scelto di assegnare il premio per la migliore scenografia al Liceo “Celio-Roccati” (Rovigo) e al laboratorio condotto dalla professoressa Mirella Boso per lo spettacolo “Isabella tre caravelle e un cacciaballe”. Impossibile, per questo spettacolo, non riconoscere la coerenza estetica e l’esecuzione puntuale delle scenografie, utilizzate in scena dagli attori continuamente con cambi di scena a vista, un progetto complesso ed efficace. Luca Cherubini, giurato e attore della scuola media “Carlo Goldoni” di Ceregnano, nella consegna della menzione, ha sottolineato come lavorare in giuria gli abbia permesso di imparare ad apprezzare diverse tipologie di linguaggi e metodi del fare teatro.
Il miglior progetto didattico educativo è stato, secondo gli studenti, “Impetus” scritto e diretto da Ciro Mattia Gonano per il laboratorio del Liceo Scientifico “P. Paleocapa” (Rovigo); la motivazione della giuria studenti ha evidenziato come lo spettacolo trattasse argomenti in programma (la dittatura nazista) in un modo educativo sia per gli studenti che hanno allestito lo spettacolo, sia per il pubblico che vi ha assistito.
Al laboratorio dell’Istituto di Istruzione Superiore “Primo Levi” di Badia Polesine, condotto nell’ambito del Liceo “E. Balzan” da Georg Sobbe, la giuria studenti ha deciso di assegnare la menzione speciale per la “poeticità dell’allestimento” colpiti dalla particolare ed efficace soluzione scenica individuata dal regista e ben gestita dagli attori che con una sola scala erano in grado di creare, secondo le scene, diversi ambienti situazioni e momenti della drammaturgia.
Il pubblico ha premiato come miglior spettacolo “Wonder – la meraviglia di essere unici”, adattamento teatrale del romanzo di R. J. Palacio, frutto di un laboratorio di sensibilizzazione a tutte le arti della scena. Per questo spettacolo presentato dalla scuola media “Carlo Goldoni” di Ceregnano, si è letteralmente messa in moto un’intera comunità; ai ragazzi è stato trasmesso amore e rispetto per il “fare teatro” integrando la preparazione delle scene con esperienze da spettatori e con la visita al Teatro Sociale rodigino, oltre che motivando gli allievi e le famiglie ad essere presenti tutte le sere del Festival per conoscere anche gli spettacoli delle altre scuole.
Infine, il miglior spettacolo valutato dalla giuria studenti è stato “Isabella tre caravelle e un cacciaballe” di Dario Fo, adattamento a cura della professoressa Rossella Moscatello, rappresentato dal gruppo del laboratorio del Liceo “Celio-Roccati” che vanta una storia più che ventennale. Una grande soddisfazione per studenti, insegnanti e famiglie portare in scena un testo sagace e sarcastico, come quello del premio Nobel Fo, non certo facile da indossare per dei giovanissimi studenti-attori.
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Barbara Chinaglia. “Tra Scuole e Teatro”. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/tra-scuole-e-teatro/