Giugno 1602, la primavera va finendo mentre l’aria e il sole estivo avanzano gagliardi. Nei campi il grano già biondeggia e la mietitura è vicina.
A Ficarolo, in casa dei coniugi Battista e Jacopa De’ Cavicchioli, nelle vicinanze dove oggi sorge l’oratorio di San Pietro, tutto procede normalmente; la vita è calma e serena anche se non mancano i problemi quotidiani: il sale di ogni famiglia! Appesa al muro c’è un’immagine della Sacra Famiglia dipinta su una tavoletta di legno, si dice di scuola ferrarese, tramandata da tempi immemorabili, di generazione in generazione. Maria e Giuseppe presentano Gesù Bambino, da poco nato, all’adorazione dei Magi, personaggi misteriosi venuti dall’Oriente guidati da una stella.
Chissà quante volte quei coniugi hanno rivolto lo sguardo amoroso a quell’immagine e indirizzato le loro preghiere per chiede aiuto, conforto, per ringraziare o per lodare. Per i Cristiani, anche oggi come allora, avere in casa un’immagine della Sacra Famiglia è molto importante: ci fa sentire protetti e rappresenta un modello di vita.
Ma quel giorno lo sguardo fu attratto da qualcosa di strano: delle lacrime scendevano dagli occhi di Maria. Una cosa mai osservata!
In un primo momento avranno pensato di aver visto male, ma poi i due coniugi si accorsero che erano lacrime vere. Il fatto si ripeté anche il 13 dello stesso mese.
Fu avvertito subito il parroco, i parroci dei paesi limitrofi ed il Vescovo di Ferrara perché Ficarolo a quel tempo faceva parte della diocesi di Ferrara. Anche le autorità religiose constatarono l’autenticità della lacrimazione e nel corso dei secoli, cardinali, Vescovi, religiosi e molti fedeli hanno raggiunto Ficarolo per rendere omaggio all’immagine di Maria e della Sacra Famiglia.
Con grande solennità la Sacra Immagine fu portata nella chiesa parrocchiale, accompagnata da una grande folla di fedeli provenienti dalle terre vicine e lontane. L’evento è stato descritto minuziosamente dal Delegato della Diocesi di Ferrara in un documento conservato ancor oggi nella Biblioteca Ariostea di Ferrara.
Per ricordare il 415° della lacrimazione della Madonna dei Magi, come normalmente viene chiamata l’immagine, a Ficarolo nella sala parrocchiale Giovanni XXIII, su iniziativa dell’Associazione culturale “Il Carmine” che ha fatto proprio un desiderio del Parroco Mons. Giancarlo Crepaldi, è stata allestita una mostra dal titolo “L’iconografia della Vergine Maria e della Sacra Famiglia nelle nostre case”.
Superiore alle attese la disponibilità dei parrocchiani ad aderire all’iniziativa: sono state raccolte ed esposte oltre 100 immagini, tutte diverse: alcune piuttosto antiche, altre meno, fino ad arrivare ai giorni nostri.
In esposizione numerose stampe su tela e su carta di diverse dimensioni incorniciate in varie forme e raffiguranti la Sacra Famiglia. Immagini rinvenute nelle nostre case, appese preferibilmente nelle stanze da letto sopra il letto matrimoniale a protezione della famiglia e come segno di devozione.
Nella mostra di Ficarolo non mancano quadri di svariata forma e foggia, alcuni molto antichi, altri dei nostri giorni. Pregevoli alcune copie di quadri di pittori famosi realizzate dallo scomparso concittadino ficarolese Renato Mazzali, che ha realizzato anche una copia su tavola di legno della “Madonna dei Magi”, anch’essa presente in esposizione.
Di particolare pregio uno stendardo di proprietà della Parrocchia di S. Stefano Proto Martire di Castelmassa di ottima fattura raffigurante la Beata Vergine del Rosario appartenuto fin dal lontano 1573 alla Confraternita del Santo Rosario che lo portava in processione la prima domenica di ottobre di ogni anno.
La mostra è stata inaugurata dal presidente dell’Associazione Culturale “IL CARMINE” Arch. Massimiliano Furini, alla presenza del parroco Mons Giancarlo Crepaldi, del presidente della locale associazione AVIS Delia Barbini, del presidente AIDO Ficarolo Stefano Cirella e di un folto pubblico che non ha voluto mancare a questo importante appuntamento.
L’Arch. Furini nel suo breve intervento ha ringraziato i coniugi Ivo e Natalina Calza per l’allestimento della mostra, tutte le famiglie che hanno voluto portare le immagini per l’esposizione e il parroco per aver avuto per primo l’intuizione della mostra e per aver messo a disposizione la sala parrocchiale.
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Come citare questo articolo
Agostino Paramatti. “Immagini della Sacra Famiglia”. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/immagini-della-sacra-famiglia/