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ATTUALITÀ - INIZIATIVE AMBIENTALI

“Una spiaggia per il Fratino”

A porto Caleri conclusa con successo la terza Campagna del WWF per favorire l’incremento della specie a rischio di estinzione

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 56 2018 pp. 174–178

A Porto Caleri di Rosolina sorge la prima spiaggia nel Delta del Po Veneto dedicata alla riproduzione del Fratino. E’ un’iniziativa, curata per il terzo anno consecutivo dal WWF, che evidenzia come in Italia ed in Europa questa specie abbia subito negli ultimi anni un fortissimo calo.

“Il Fratino (Charadrius alexandrinus) è un piccolo limicolo appartenente alla famiglia dei Caradridi. Dai dati disponibili – ci dice Eddi Boschetti presidente provinciale del WWF – si può affermare che la popolazione italiana sia diminuita di almeno il 50% negli ultimi 10 anni e sia addirittura scomparsa da alcuni paesi dell’Europa del Nord. Non a caso il Fratino figura nella Lista Rossa degli uccelli nidificanti, elenco che comprende appunto le specie in serio pericolo di estinzione nel nostro Paese”.

“La sopravvivenza del Fratino – continua Boschetti – è naturalmente legata alla conservazione del suo habitat, che nella fattispecie è costituito prevalentemente da spiagge ben conservate, dove le infrastrutture e il turismo balneare sono scarsi o assenti, dove ancora sono presenti detriti naturali quali legni e conchiglie, dove le dune embrionali e le dune stabili non sono occupate da cemento o infrastrutture turistiche.”

E come si presenta la condizione del nostro litorale?

“Una situazione interessante è individuabile nel tratto litoraneo compreso tra Marina di Caleri e il Canale di Caleri che determina il confine con l’Isola di Albarella. Nonostante le condizioni favorevoli, l’impatto antropico, dovuto in prevalenza al turismo balneare è ancora troppo intenso per consentire un buon successo riproduttivo di questa specie estremamente fragile. La deposizione delle uova avviene in piccole depressioni che ricava sulla sabbia e che mimetizza con conchiglie e altri detriti. Le sue stesse uova sono color sabbia, macchiettate di nero, praticamente invisibili, pertanto è facilissimo calpestarle. Anche i cani dei turisti che frequentano questa spiaggia libera se lasciati vagare ovunque, possono recare gravi danni in particolare a uova e pulcini”.

Qual è il periodo più delicato?

“La riproduzione inizia a marzo con un picco a maggio per terminare ad agosto; in genere la femmina depone 3 uova, la cova dura dai 24 ai 27 giorni. I pulcini, appena nati, abbandonano il nido e seguono i genitori alla ricerca di cibo, pertanto imparano subito a muoversi sulle zampe e dopo un mese sono in grado di volare. Le minacce che mettono a rischio questa specie derivano da diversi fattori: dalla predazione da parte di animali selvatici, in particolare del Gabbiano reale e del Ratto, alla predazione da parte di cani lasciati liberi sulla spiaggia, al calpestio di turisti e bagnanti, all’uso improprio di mezzi meccanici sia nelle opere di movimentazione della sabbia che di pulizia delle spiagge”.

Come intervenire?

“Per arginare il trend negativo che sta registrando questa specie anche per l’area del Delta del Po, il WWF Provinciale di Rovigo, ha proposto al Comune di Rosolina, nell’ambito del riconoscimento della Bandiera Blu da parte delle sue spiagge, un progetto pilota di monitoraggio e tutela della specie. Un progetto che interessa il tratto di spiaggia antistante a una delle Oasi litoranee più importanti dell’Adriatico: il Giardino Botanico Litoraneo di Porto Caleri”.

In pratica come si concretizza l’azione di protezione del WWF?

“Ai primi riscontri di presenza della specie nell’area interessata, i volontari dell’Associazione, in collaborazione con l’Unità Organizzativa Forestale Veneto Ovest, il comune di Rosolina e l’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po posizionano un’opportuna cartellonistica che invita i tanti turisti e bagnanti a non attraversare l’area recintata. La curiosità spesso vince sulla timidezza, pertanto molti visitatori si avvicinano agli operatori incuriositi da binocoli e cannocchiali, ottenendo così la possibilità di osservare “da vicino” i Fratini e le loro covate. I volontari più esperti in tecniche fotografiche, nel frattempo documentano le attività delle coppie con l’ausilio anche di trappole fotografiche mimetiche in grado di scattare foto e girare filmati in contemporanea. I dati vengono poi elaborati e discussi in una relazione a fine annata e messi a disposizione del Coordinamento nazionale di tutela del Fratino, dell’ISPRA, del WWF Italia, del Comune di Rosolina e dell’Ente Parco Regionale Veneto”.

Non è dunque mancato il sostegno delle istituzioni né quello dei frequentatori del litorale.

“In effetti questa iniziativa ha ottenuto nel tempo un crescente consenso da parte del pubblico in generale e dagli stessi frequentatori della spiaggia libera in particolare, al punto che sono diventati essi stessi parte attiva dell’azione di tutela. A prova di questo si trovano infatti riparazioni non attribuibili ai volontari o agli operatori del Giardino Botanico, effettuate con materiali di fortuna.

E i risultati ottenuti in questi primi tre anni sembrano premiare lo sforzo di conservazione messo in atto finora”.

Quali i riscontri più significativi?

“Sono incrementati da circa una decina nel 2015 a una quindicina nell’anno in corso gli individui adulti che hanno sostato sulla spiaggia nel periodo riproduttivo e da tre a sette i nidi accertati dagli operatori del WWF. Tuttavia restano dubbi sul numero totale di giovani arrivati a involarsi, dal momento che la predazione da parte di gabbiani reali e altre insidie naturali a cui è soggetta la specie restano alte”.

“C’è un caso positivo – continua Boschetti – che ci ha dato molta soddisfazione. Si tratta di una femmina, nata e inanellata quando aveva pochi giorni di vita proprio a Porto Caleri da un ornitologo 5 anni orsono, che torna ogni anno a nidificare nel medesimo sito. Una vera prova di fedeltà che dimostra sia la qualità della spiaggia di Caleri quale luogo ideale per la riproduzione del Fratino, sia la stoica determinazione che dimostra questo piccolo uccello poco più grande di un passero a sfidare i mille ostacoli che incontra ogni anno alla ricerca di un sito riproduttivo sicuro dove crescere i suoi piccoli e dove il successo riproduttivo non è comunque garantito se non a costo di numerosi tentativi”.

Una bella soddisfazione, dunque…

“Auspichiamo che questo commovente messaggio che ci arriva dalla natura – conclude Eddi Boschetti – possa suscitare una maggiore diffusione di esperienze di protezione di questa specie nel resto del Delta del Po e in molte altre spiagge italiane.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. ““Una spiaggia per il Fratino””. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/una-spiaggia-per-il-fratino/

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