Rendere omaggio al Polesine, terra ricca di bellezze naturali, arte, cultura e tradizioni, ha costituito il leit-motiv delle recenti conviviali culturali del Circolo Polesano degli Amici dell’Arte. Il tema è stato ulteriormente approfondito nell’ambito dell’ottobre rodigino, con una mostra di fotografia e di arte figurativa, intitolata “Il Polesine: paesaggio, monumenti, tradizioni e persone” inaugurata, alla presenza delle autorità cittadine il 22 ottobre, nei locali della Nuova Pescheria.
L’esposizione, cui hanno aderito soci e amici del Circolo, è stata suddivisa in sezioni, ad iniziare dalla “Fotografia”, in cui si sono potute sfogliare sequenze di immagini, attraverso istantanee che hanno immortalato un susseguirsi di paesaggi, di percorsi, di itinerari, in cui spesso l’acqua ha costituito l’elemento dominante, in un succedersi di canali, fiumi, lagune, valli da pesca.
Alla fotografia è seguita la sezione dedicata all’“Arte figurativa”. Qui gli artisti si sono ispirati, prima con il sentimento che con il pennello, a cogliere e svelare le emozioni che il territorio offre, trasmettendo al visitatore tutta la devozione e il rispetto che suggellano il senso di appartenenza.
Non poteva mancare nell’esposizione, la sezione di scatti ispirati a “Ieri e oggi”. Una selezione di istantanee che hanno fermato momenti di vita e di storia di tanti onesti polesani che, pur costretti a vivere in ristrettezze economiche, hanno mantenuta intatta la speranza, riuscendo ad affrancarsi da un destino spesso avverso, trasformandolo in un momento di crescita e di opportunità. Si sono potute vedere immagini del secolo passato, con i grandi eventi che l’hanno contraddistinto, dal periodo della dittatura, alle guerre, alla ricostruzione, sino alla tragedia della rotta del Po che ha segnato inesorabilmente il destino di molti polesani. Poi altri eventi legati alle tradizioni popolari, alle feste, al folclore, alle usanze di un tempo che si sono perse per inseguire l’illusione di un facile progresso.
A conclusione del percorso, sono stati esposti alcuni scatti fotografici, in cui i protagonisti continuano pure oggi a confrontarsi con le tradizioni, in un curioso “amarcord” in chiave nostalgica. All’interno della mostra si è colta l’opportunità per commemorare alcuni soci artisti, di recente scomparsi, che hanno dimostrato attenzione e disponibilità al Circolo, contribuendo ad aumentarne la visibilità sul territorio. Il ricordo va a Gabbris Ferrari, eclettico artista rodigino, che amava spesso ripetere che come nella natura la luce crea il colore, così nella pittura il colore crea la luce. E’ presente con opere in cui esprime tutta la sua arte con schizzi di pura autenticità e di espressione creativa.
Artista poliedrico e collaboratore di Gabbris, è stato poi celebrato Giorgio Mazzon, con una esposizione di fotografie realizzate in diversi anni e in diversi luoghi del Delta, raccolte nel volume “In calmissima luce” edito da “Il ponte del Sale”. Nei sapienti scatti ha colto tutto il fascino di “un paesaggio nudo, invernale, altamente lirico, senza quasi la presenza dell’uomo, come Giorgio lo aveva conosciuto e ora gli appariva, qualcosa di intimo e universale, insieme remoto e familiare, recente eppure rivolto all’aperto al futuro” (Marco Munaro curatore dell’opera).
Non poteva mancare un ricordo di Sergio Garbato, socio onorario, fine intellettuale che trasmetteva la sua poliedrica cultura in modo accattivante, a guisa di “sapiente affabulatore” sapeva incantare e donare piacevoli suggestioni in chi lo ascoltava. Dello scrittore e giornalista è stata riproposta l’opera “Di passaggio. Tracce di viaggiatori in Polesine da Dante a Herbart” con illustrazioni dell’amico Gabbris Ferrari, edito da” Il Ponte del Sale”. Nell’opera Garbato ha analizzato momenti ed aspetti del territorio, lasciando pure lui, come i personaggi illustri passati in Polesine e raccontati nel volume, una traccia indelebile del suo passaggio.
Alcuni pomeriggi, nel corso dell’esposizione nella Pescheria nuova, sono stati intercalati da incontri letterari, con la scrittrice Stefania Paron che ha presentato “Impronte dell’anima” antologia laboratorio scrittura creativa di Ceregnano 2017/18. E’ intervenuto anche il professore Lino Segantin, che ha illustrato storie polesane tratte dalla rivista semestrale “Ventaglio novanta” di cui è direttore.
Il presidente del Circolo degli Amici dell’Arte Giorgio Lazzarini ha creduto fortemente nella validità dell’iniziativa, poiché ha visto nel materiale esposto l’opportunità di diffondere un patrimonio fondamentale per ricordare il passato, comprendere il presente e costruire il futuro, trasmettendo valori che potranno restare impressi alle generazioni più giovani.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Federica Panziera. “Momenti di vita e di storia”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/momenti-di-vita-e-di-storia/