Il Museo della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino celebra il ventennale della sua istituzione, in un crescendo di risultati positivi, scaturiti da passione e volontà encomiabili, a supporto di capacità professionali che scaturiscono dalle radici di un territorio vocato al “Mondo della Luna” e alle sue poliedriche interpretazioni.
Tra gli obiettivi perseguiti dal Museo, fin dai suoi albori, è da sottolineare l’attivazione di sistematiche campagne di ricerca, che hanno condotto ad acquisire in progress un rilevante numero di materiali archivistici e documentari d’epoca: dalle fotografie alle locandine di spettacoli, dai fogli volanti dei cantastorie a svariati carteggi archivistici pubblici e privati, da volumi specialistici di non facile reperibilità ad altrettanto rari opuscoli e periodici.
Le aree territoriali prese in esame sono state a respiro nazionale, con privilegiati percorsi interregionali. Oggetto di operazioni di schedatura secondo i canoni definiti dal Comitato Scientifico del Museo, le ampie e variegate documentazioni raccolte hanno consentito l’ampliamento del patrimonio espositivo e, al tempo stesso, la formazione di depositi in grado di favorire un eventuale turn over allestitivo oppure di costituire un significativo ausilio all’ideazione di nuove mostre temporanee.
• ricerche e acquisizioni sul mercato archivistico, con particolare riferimento alla cosiddetta archivistica “minore”;
• indagini archivistiche su note fiere in areale padano tra Otto e Novecento;
• aggiornamento del patrimonio bibliografico museale (volumi, opuscoli, riviste e articoli su quotidiani);
• reperimento di materiali discografici sullo spettacolo popolare, in particolare sugli ultimi cantastorie italiani.
Quest’ultimo tema ha colmato una lacuna del Museo attraverso il recupero di incisioni discografiche, a testimonianza della produzione (o, meglio, dell’autoproduzione) di vari cantastorie italiani che, soprattutto negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, cercarono di adeguarsi ai nuovi gusti popolari abbandonando la stampa dei tradizionali “fogli volanti” per affrontare una nuova e moderna strada, la discografia, che potesse loro permettere una meno incerta sopravvivenza artistica.
La ricerca ha consentito di costituire un primo nucleo documentario, grazie all’acquisizione di 25 dischi a 45 giri, alcuni dei quali riproducenti pure incisioni di musiche di organi meccanici e di piani a cilindro e due, in particolare, incentrati sul mondo circense (Orlando e Moira Orfei).
L’inchiesta ha inoltre condotto al reperimento di un significativo numero di fogli volanti, soprattutto facenti parte degli archivi dell’Associazione Italiana Cantastorie e del cantastorie bolognese Marino Piazza (1909-1993), curatore della stampa di testi (su fogli volanti o “canzonieri”) anche di altri cantori ambulanti, per una loro distribuzione al pubblico delle fiere e dei mercati in Italia Settentrionale. Un “tesoretto” di fogli (anche di grande formato) con repertori cantati e narrazioni di fine Ottocento-inizi Novecento, nonché alcuni almanacchi contadini della medesima epoca (di leopardiana memoria…) hanno completato questa tranche tematica.
Anche l’indagine di archivistica “minore” ha riservato interessanti sorprese, ad iniziare da un consistente corpus epistolare di diverse compagnie di “arte varia” italiane e straniere che, negli anni ’30 del ‘900, offrivano i loro spettacoli, descritti e illustrati, ad un impresario teatrale. L’acquisizione di diverso materiale pubblicitario circense (o di ispirazione circense) ha costituito un non comune arricchimento documentario, unitamente ad un catalogo ottocentesco di un noto padiglione anatomico itinerante, il Museo Crassé di proprietà Leandro Greppi con ben 8016 figure esposte alla grandezza naturale, e ad alcune corrispondenze del romagnolo Alfredo Giovannini (1890-1990), prestigiatore, illusionista e fotografo ambulante in Italia e in vari paesi europei.
Ulteriore linfa al patrimonio museale è pervenuta dal recupero di varie immagini e manifesti d’epoca su spettacoli popolari, compagnie “lillipuziane” e, soprattutto, su “orsanti” e altri suonatori girovaghi. L’argomento è stato pure felicemente integrato da esempi di fumetti a tema e di chiavi di lettura tra narrativa e mondo popolare.
Interessanti documentazioni, infine, si sono concretizzate attraverso la presa in carico di volumi specializzati, nonché di periodici d’epoca raffiguranti in copertina o in controcopertina fotografie o disegni ispirati a eventi o episodi di spettacolo popolare, tra i quali l’“Illustrazione del Popolo” del 18 maggio 1924, la cui prima pagina, disegnata da Alfredo Ortelli, ritrae i clowns Fratellini, impegnati a divertire i piccoli pazienti ricoverati in un ospedale parigino, di gran lunga anticipatori degli odierni clowns di corsia.
Per concludere, quindi, una “caccia” proficua per il Museo della Giostra e dello Spettacolo Popolare, che si confida possa produrre analoghi positivi risultati anche in campagne future.
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Come citare questo articolo
Gian Paolo Borghi. “Nuova linfa per il Museo”. Ventaglio Novanta, n. 60, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/nuova-linfa-per-il-museo/