È stimolante per noi, classe 5B classico del Liceo statale “Celio-Roccati”, raccontare come siamo stati coinvolti nel progetto Rovigo Levico Rovereto 1919-2019 e come abbiamo realizzato, coordinati dalla prof.ssa M.L. Mutterle, il format Il piacere della scoperta. Il dialogo culturale tra Rovigo Levico e Rovereto.
Ogni progetto è per noi una sfida, un'occasione per misurarci, per mostrare quelle competenze che in quattro anni di liceo abbiamo acquisito e scoperto di avere e che abbiamo molta voglia di applicare e mostrare. Sono le attività di questo tipo inoltre che rendono la VB più che una classe, una famiglia, in cui le singole abilità, insieme ad una risata ed un sorriso, danno la forza a tutti di dare il meglio di sé.
Siamo stati coinvolti nell’anno scolastico 2018/2019 dopo l’approvazione e la condivisione del progetto didattico dalla dirigente Anna Maria Pastorelli e la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Accademia dei Concordi, Biblioteca del Seminario vescovile di Rovigo e CPSSAE (centro studi storici Archeologici ed etnografici).
Se l’indirizzo artistico ha sviluppato graficamente la tematica progettuale, noi abbiamo svolto una ricerca storica sia in classe ma anche alla biblioteca del seminario con incontri pomeridiani che sono stati fondamentali perché abbiamo avuto modo di conoscere e approfondire l’argomento tra documenti d’archivio, libri, giornali e riviste online ed anche di ricostruire, in un clima sereno di collaborazione e di studio, grazie all'aiuto del dottor Mazzetti e il dottor Peretto e ai bibliotecari del seminario, la realtà degli esuli trentini accolti a Rovigo negli anni precedenti la prima guerra mondiale ed il loro impegno per tenere vivo un dialogo ed un rapporto con il loro territorio di provenienza. Una pagina di storia locale e nazionale ancora per noi sconosciuta.
Una figura che abbiamo subito capito di essere centrale per il nostro lavoro è stata quella di Don Antonio Rossaro (Rovereto1883- Padova 1952). Egli fu consacrato sacerdote a Rovigo nel 1911, divenne coadiutore del parroco a Ceneselli, insegnante al collegio vescovile l’Angelo custode di Rovigo, catechista al Ginnasio Liceo “Celio della Città ed anche direttore dell’Accademia dei Concordi (1918-1920) e della rivista cattolica “Il Popolo”.
Ma l’aspetto per noi più significativo per il progetto fu quello di scoprire il suo impegno per tenere vivo il rapporto tra la sua terra d’origine, il Trentino, ed il Polesine, terra d’adozione: un filo rosso che non si è mai spezzato nemmeno quando ritornò a Rovereto per assumere l’incarico di direttore della biblioteca e dove continuò il suo impegno civile ideando la Campana dei Caduti “Maria dolens” ed il Museo della Guerra.
Va sottolineato come durante la tragica alluvione del 1951 organizzò concreti aiuti per il nostro territorio contraccambiando la generosità polesana manifestatasi con raccolte di cibarie, utensili, attrezzi, corredini per neonati e contributi finanziari che hanno permesso la realizzazione di un laboratorio femminile proprio a Rovereto nel primo dopoguerra.
Don Rossaro durante gli anni del primo conflitto mondiale dal Polesine è stato partecipe della sofferenza dei suoi concittadini, pur essendo lontano dalla sua patria, fondando la rivista Alba trentina (1917-1924), un mensile che già nel nome della testata voleva trasmettere una sensazione di speranza, che un giorno anche il Trentino sarebbe stato investito di una luce nuova entrando nel Regno d’Italia.
Fu anche promotore, insieme all’avv. Giannino Tessaro, dell’associazione Famiglia trentina, che riuniva a Rovigo gli esuli trentini non solo con finalità politiche ma come un circolo intimo e famigliare che esprimeva il sentimento spontaneo di affetto fraterno da cui gli esuli trentini erano incoraggiati a trarre conforto in quel periodo di difficoltà.
Ma il sostegno e la condivisione avveniva anche con segni tangibili come monumenti e ritualità civili: l’inaugurazione il 20 maggio 1917 del monumento, forse il primo in Italia, a Cesare Battisti, martire irredentista, nella parte esterna del Palazzo del Corpo di Guardia a Rovigo in piazza Vittorio Emanuele II, opera di Virgilio Milani; la distribuzione e vendita durante le riunioni patriottiche delle cartoline (12) incise dall’artista irredentista Giorgio Wenther Marini (Rovereto 1890-Venezia 1973) corredate da distici di don Rossaro che raccontavano le sofferenze ed il dramma del trentino durante la Grande Guerra.
Ma il momento di maggior valore simbolico è stata la consegna della bandiera italiana a Levico il 20 settembre 1919 adornata con un nastro che riportava le parole Il Polesine auspice Rovigo a Levico redenta.
Così tra racconti di Levico, di Rovereto e delle nostra città, sentendo raccontare della Famiglia Trentina, dell'avvocato Giannino Tessaro e sfogliando Alba Trentina abbiamo iniziato con tanta energia a delineare il nostro progetto e la nostra presentazione in anteprima il 6 giugno nella sala degli Arazzi dell’Accademia dei Concordi.
Se inizialmente le nostre idee sembravano poche e confuse, da quel momento le informazioni erano quadruplicate e le idee più fantasiose iniziavano a pervenire alla nostra mente e il progetto a prendere forma. Per noi, esporre un testo a sola voce, come una relazione monotona, non rendeva l'idea dell'entusiasmo con cui abbiamo colto l'attività che c'è stata proposta.
Dovevamo trovare una modalità originale e vivace, che sapesse coinvolgere il pubblico. Così con un vero e proprio brainstorming abbiamo costruito un programma che si rifacesse ai format televisivi di divulgazione culturale, all'interno del quale abbiamo inserito interviste, riprese e ricostruzioni storiche. Abbiamo provato a proporre un legame tra storia e attualità, accorciando quei cent'anni che intercorrono tra l'oggi e il 1919 focalizzando la nostra attenzione sulla memoria e sui valori di vicinanza e di solidarietà che nel passato hanno caratterizzato il dialogo culturale e civile tra il Polesine e il Trentino.
L’idea è stata, poi, perfezionata per la presentazione ufficiale il 16 ottobre sempre nella sala degli Arazzi del palazzo accademico: un’intervista a don Antonio Rossaro in studio con servizi esterni di approfondimento (video delle interviste) incentrata sulla sua attività in Polesine. In quel pomeriggio la nostra tensione era palpabile e visibile nei nostri occhi perché erano presenti, oltre ai nostri famigliari e docenti, le Autorità che rappresentavano i diversi Enti che avevano patrocinato l’iniziativa. Ma come ci capita spesso, essere sulla scena ci galvanizza ed i complimenti ricevuti ci hanno fatto dimenticare il faticoso lavoro svolto di rifinitura del copione e delle prove.
Ultima e importante tappa si è svolta il 24 ottobre, giorno in cui abbiamo ripercorso, insieme agli studenti dell’indirizzo artistico ed ai rappresentanti delle istituzioni promotrici, le tappe della gita o meglio del “pellegrinaggio” organizzato dal Comitato pro bandiera a Levico il 20 settembre del 1919 e siamo stati ricevuti, come allora, dagli amministratori di Levico e Rovereto.
Rivedere a Levico la bandiera consegnata cento anni fa dai nostri concittadini, fotografarsi sotto la via Rovigo appositamente dedicata dal Comune trentino in ricordo di quella importante giornata di fratellanza; ammirare la Campana dei Caduti ed essere ospitati nella sede della biblioteca di Rovereto ci ha fatto rivivere quel sentimento di comunanza che tanto emergeva tra le pagine dei libri e dei documenti.
Comunque se il nostro progetto è riuscito dobbiamo ringraziare la dirigente Anna Maria Pastorelli, la prof.ssa Mutterle e la collaborazione e disponibilità del dott. R. Peretto e del dott. A. Mazzetti, dello storico Gabriele Antonioli di Ceneselli, del vice presidente dell’Accademia dei Concordi Pier Luigi Bagatin, della compagnia Sette Moli con cui abbiamo collaborato per la ricostruzione della consegna della bandiera nella sede consigliare del Comune di Polesella gentilmente ospitati del sindaco.
Abbiamo apprezzato particolarmente questo progetto didattico perché siamo riusciti, in modo innovativo, ad entrare in una pagina di storia locale interconnessa con la macrostoria, discostandoci dal tradizionale approccio scolastico anche dialogando attivamente con gli esperti esterni. Ci ha appassionato in quanto ha rappresentato un’occasione per comprendere appieno che la solidarietà, la vicinanza ed il dialogo con le persone sono valori che superano i confini geografici; che la bandiera, come la costituzione, incarna le idealità di un popolo e come sia indispensabile studiare la storia per diventare consapevoli cittadini di oggi.
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Liceo classico “Celio-Roccati”. “Rovigo-Levico-Rovereto 1919-2019”. Ventaglio Novanta, n. 60, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/rovigo-levico-rovereto-1919-2019/