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STORIA - TRADIZIONI

Il diniego dell’imperatore

Disappunto per la mancata visita di Francesco I ad Adria nel 1819. Nel 1827 il viceré Ranieri fu accolto festosamente al Museo Bocchi

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 61 2020 pp. 66–69

Avrebbe dovuto replicarsi ad Adria l’atmosfera di festa registrata nel 1819 a Rovigo per la visita dell’imperatore d’Austria Francesco I (cfr Un imperatore a Rovigo in Ventaglio n. 60 pag. 32 e successive).

C’era infatti attesa nella città che diede il nome all’Adriatico per l’arrivo dell’augusto personaggio ipotizzato durante una delle giornate previste per il soggiorno rodigino, ovvero tra l’1 e il 4 Marzo 1819.

Il clima di fervida attesa, ad Adria, è documentato da Benvenuto Bocchi (1779-1856) nelle prime pagine degli appunti che egli vergò all’epoca: una sequenza iniziata nel 1818 ed interrotta dopo trent’anni nel 1848. (Si tratta di annotazioni che fanno parte di una ampia raccolta stesa a più mani, per oltre un secolo, dal 1745 al 1848. Un manoscritto che è stato pubblicato nel 2010 da Apogeo Editore, col titolo “Gli Annali Guarnieri – Bocchi (1745-1848) Un secolo di Cronaca e storia adriese”. Opera che ha visto la luce grazie all’accurato lavoro di trascrizione e approfondimento con apposite note svolto dal prof. Giuseppe Pastega).

Benvenuto Bocchi, personaggio importante della famosa famiglia di Adria, era subentrato allo zio Stefano (1756-1818) morto da un anno, nella stesura degli appunti di cronaca, utilizzando quello che si presenta come il terzo fascicolo degli Annali¹.

Vediamo dunque come si espresse nell’occasione.

La “fausta notizia” e i preparativi per l’accoglienza del monarca nel febbraio 1819

Innanzitutto Benvenuto dà la “fausta notizia” della imminente visita dell’imperatore:

“21 Febbraro 1819 giorno di domenica Venne in Adria appositamente S.r Vice Delegato Willerstof per annunciare la fausta notizia, che sua Maestà l’Augusto Nostro Monarca F. I si sarebbe degnata di portarsi in questa Città il giorno 2 marzo prossimo venturo”.²

L’annuncio accende gli entusiasmi, cosicché già il giorno successivo ad Adria ci si attiva per non farsi trovare impreparati allo straordinario evento.

Pertanto il 22 febbraio Benvenuto Bocchi annota:

“La Deputazione Comunale convocò i Cittadini Adriesi ed annunciò loro la consolante novella: passò poscia a far conoscere ai medesimi che sarebbero occorse necessariamente moltissime spese per dimostrare l’universale nostra esultanza ad un tanto monarca e che la Comune era priva di qualunque mezzo per supplire a quanto istantaneamente sarebbe occorso a tal’uopo. Scossi gli adriesi per sì fortunatissima circostanza si offrirono spontaneamente, ed esborsarono una summa vistosa per si fatto avvenimento vistoso per questa Città.”

Gli sforzi per accogliere al meglio l’imperatore ed avviare gli attesi festeggiamenti danno dunque immediati positivi risultati. Ed il notista mette in evidenza la disponibilità di privati cittadini a fronteggiare le necessarie spese, essendo il Comune (la Comune si legge) privo di mezzi… (problemi questi, a quanto pare, sempre di attualità!)

In data 28 febbraio, pertanto, Benvenuto Bocchi può sottolineare, con soddisfazione, che sono già stati attivati interventi di abbellimento della città: addobbati i principali palazzi, tra cui il Palazzo Comunale; sistemate varie strade; attuato lo scoprimento dei “Pavimenti Mosaici che tutt’ora esistono sottoterra nei campi di S.r Domenico Giulianati”; fatti inoltre “de’ scavi di antichità, quali riuscirono anco felicissimi per varj ritrovati di pezzi Etruschi”; si costruì anche “uno cospicuo arco Trionfale all’intrare in Città”. Pronta anche la Banda, predisposto il rinfresco, disposte carrozze per lo spettacolo serale…

Insomma tutta Adria è in festa, parata al meglio per accogliere l’augusto sovrano. E Benvenuto Bocchi annota inoltre con orgoglio: “Anco il Domestico mio Museo sarebbe stato onorato da Sua Maestà l’Imperatore, giacché le antichità erano uno dei primi moventi che conducevano il venerato Monarca”.

La cocente delusione

La nota successiva è del 2 marzo… ed è intonata ad una profonda mestizia, iniziando col dar credito ad una notizia diffusasi il giorno precedente: “Ieri si vociferava che sua maestà non potesse più fare la sua gita per Adria, atteso un forte raffreddore che gli sopraggiunse (ciò che avrà dato l’adito alla malignità Rovighese per tenerlo possibilmente lontano)…

Purtroppo le voci trovano poi riscontro, con grande delusione collettiva e Benvenuto nei suoi appunti esclama: “Poveri Adriesi! Dopo tanta esultanza, dopo tante spese fatte tanto volentieri, per sì felice avvenimento”.

Il Bocchi sottolinea dunque il clima di sconforto collettivo per lo sfumare del “felice avvenimento”, grazie al quale gli Adriesi si erano preparati per accogliere al meglio “l’amatissimo loro padre”. Il quale – ci informa infine il Bocchi concludendo l’annotazione – promise ai maggiorenti adriesi andati a riverirlo a Rovigo, che sarebbe venuto “in altro momento, qui in Adria”.

Il Museo Domestico e la visita del viceré Ranieri nel 1827

Francesco I d’Austria non ebbe più motivo di raggiungere Adria, ma Benvenuto Bocchi ebbe l’occasione di ospitare per ben due volte il fratello dell’imperatore: Ranieri (1783-1853), viceré responsabile del Lombardo Veneto. Ecco l’annotazione relativa alla seconda visita:

“Oggi, 27 Aprile 1827, giorno di Venerdì. Questa mattina, alle ore una circa pomeridiane arrivò per la seconda volta in Adria S. M. Imp. Il Principe Raniero Vice Rè. Non fu dissimile l’esultanza degli Adriesi da quella esternata il 17 luglio 1825, quando Sua Altezza l’Arciduca Francesco Carlo, unitamente alla sua sposa, l’Arciduchessa Soffia vennero in Adria appositamente onorare di loro presenza il domestico mio Museo.

Tale onore lo ebbi anco in questo giorno da S. A. (…). Gli feci osservare la marmorea iscrizione fattagli per la prima volta, e l’altra che feci erigere per la venuta dell’arciduca nipote coll’arciduchessa sua sposa.

Entrato nella Camera del Museo ed esaminando partitamente i pezzi più pregevoli di Antichità, dette segni di compiacenza, applaudendo ancora il mio genio…”.

– vergate (a volte con vistose interruzioni) da quattro autori, interessati a fermare sulla carta episodi ritenuti interessanti. Si tratta di quattro fascicoli conservati in una busta dell’Archivio Comunale Antico di Adria.

Il primo notista fu Giuseppe Lorenzo Guarnieri (1703-1769), notaio e cancelliere del Capitolo della Cattedrale, che compilò la prima parte del primo fascicolo dal 1745 al 1754. A lui si deve anche il secondo fascicolo, che si può definire monografico in quanto è incentrato totalmente sulle attività legate al Giubileo celebrato ad Adria nel 1751.

Seguono le annotazioni di Francesco Girolamo Bocchi (1748-1810) che continuò a scrivere sul primo fascicolo e poi sul terzo. Anch’egli fu notaio e cancelliere della Cattedrale. Personaggio di spicco della famiglia Bocchi letterato ed appassionato di archeologia, consolidò in modo determinante la raccolta di reperti avviata dai suoi predecessori, dando vita ad un Museo privato incrementato poi dagli eredi e successivamente, all’inizio del ‘900, ceduto alla città di Adria. Fu ospitato dal 1934 al 1961 a Palazzo Cordella come Museo Civico, per passare poi nel nuovo edificio e divenire di pertinenza dello Stato nel 1972, fregiandosi del titolo di Museo Archeologico Nazionale.

Negli “Annali” seguì come notista Stefano Bocchi (1756-1818), fratello di Francesco Girolamo che scrisse sul terzo fascicolo dal 1810 alla morte 1818. Fu Canonico della Cattedrale ed incrementò la raccolta museale, seguendo anche attività di scavo.

Fu poi la volta di Benvenuto Bocchi (1779-1856) che scrisse sul terzo e quarto fascicolo dal 1818 al 1845. Anch’egli notaio e cancelliere della Cattedrale, ampliò il “Museo Domestico”, trasmettendo la passione al figlio Francesco Antonio.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il diniego dell’imperatore”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-diniego-dellimperatore/

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