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POESIA

Se i sogni volano

Poesie di Marina Feniello

di Marina Feniello

Ventaglio Novanta n. 61 2020 pp. 136–137

STAZIONI

Le stazioni sono porti metropolitani. Nelle stazioni si tengono e si lasciano, le mani. Le stazioni sono luoghi di ritrovamento, alle stazioni: lacrime, amore, struggimento.

Stazione è sinonimo di attesa di qualcosa; alla stazione un senzatetto certamente riposa.

Tra un binario che aspetta e una rotaia che parte -“Scusi.. il prossimo treno per Marte?”- Alla stazione forse tu, non lo sai ma alcune persone serene vedrai.

Sono i pendolari, nei loro abiti quotidiani .. fumano impavidi sulla banchina di fronte ai binari, calcano la linea gialla come si fa lungo una passerella e portano con sé l’ombrello, se la giornata proprio non è bella.

Alla stazione una cosa può finire, o può iniziare.

Ma adesso prendi il treno tu, e non ci pensare.

IL FOGLIO BIANCO

Alcuni la chiamano “sindrome del foglio bianco”. È quella strana paura che ti frena che viene quando hai un nuovo quaderno, quando stai per iniziare un disegno. Vorresti fare tutto partire con la mano ben spedita ma hai paura di sbagliare e ti tremano le dita.

A volte succede nell’interrogazione: sai tutto, hai capito bene la lezione poi.. in un attimo, il vuoto nella mente, il foglio bianco e non ricordi niente.

La sindrome del foglio bianco è un dono d’intelletto, non è un difetto ma un pregio maledetto! Quando ti prende, e vorresti dire tutto: <Ciao, come stai? Perché non hai più scritto?> Invece poi, non dici proprio niente, il foglio bianco, la voce inesistente.

IL GAMBERO

Per quanto tempo si è sempre pensato che il gambero fosse, un crostaceo scellerato.

Per questo suo modo strano, di camminare a ritroso e all’indietro andare.

Invece no! Il gambero è tenace perché lui va sì avanti, ma di schiena.

Certo.. non fa una vita proprio serena. Porta il peso dei suoi problemi sulle spalle grosse e guarda la strada che ha percorso pensando a quanto dura fosse.

RIFLESSIONE

Davanti a cosa non mi fermerò? Se sono fermo davanti a questo muro, ho eretto una barriera al mio futuro, davanti a cosa non mi fermerò?

Se i sogni volano e tu gli spari addosso, un tiratore scelto sei.. Da bambino mi divertivo a camminare lungo il fosso.

L’equilibrio era un gioco da ragazzi.. adesso, camminiamo come pazzi, in fretta e furia di giorno fino a sera.

A volte mi domando cosa aspetto, che arrivi la bufera?

Non c’è salvezza né equilibrio adesso, quando ci credo poi mi dico, fesso!

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Come citare questo articolo

Marina Feniello. “Se i sogni volano”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/se-i-sogni-volano/

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