E’ un’assolata giornata d’estate quando nel cimitero monumentare di Rovigo viene scorta una suggestiva lapide dal sapore storico. L’insegna recita:
“Alla cara e venerata memoria di Andrea Angusto Spessa… chirurgo ostetrico oculista studioso valente felice in Crespino e Rovigo”.
A scoprirla è il personale di Pop Out, società che gestisce i servizi presso il Museo delle Acque di Crespino, operante nel settore museale e organizzatrice di eventi a carattere storico-culturale nel territorio polesano. Quasi come un misterioso richiamo, quella scritta desta fin da subito un tale interesse da spingere Evelin Crepaldi, operatore della società in questione, a dare avvio ad una serie di ricerche mirate a portare in luce la storia del medico.
Prezioso è l’aiuto degli uffici anagrafe di Crespino e Altivole per ottenere precisi dati anagrafici. Successivi studi permettono inoltre di reperire in loco una serie di relazioni medico-scientifiche redatte dal sanitario. Si riesce così a stilare una sintetica biografia che qui di seguito proponiamo.
La vita impegnata del medico di Crespino
Andrea Augusto Spessa nasce il 16 luglio 1802 a San Vito d’Asolo, e già negli anni 30 dell’800 risulta aggregato all’Accademia dei Concordi di Rovigo come socio ordinario. Esercita la sua professione di medico in Rovigo e Crespino. Frequenta quotidianamente il paese rivierasco e menziona nei suoi trattati nomi di assistiti residenti in loco.
Tra i temi da lui studiati emergono nascite di feti malformi, interrogativi sulle presunte cause e sensibili riflessioni sulle condizioni delle donne sconvolte da questi tristi eventi. Gli anni in cui opera lo Spessa sono inoltre gli stessi in cui il morbo della pellagra sta mietendo vittime tra la popolazione contadina. Il “morbo delle 3 D” (Dermatite, Dissenteria, Demenza) produce il numero maggiore di casi proprio in Veneto e lo Spessa ipotizza cause e rimedi con l’intento di lasciare ai posteri indicazioni su come intervenire per placarne la diffusione. L’impegnato medico di Crespino si spegne a Rovigo il 2 febbraio del 1874.
Una apprezzata rappresentazione scenica
I misteriosi e talvolta crudi contenuti di questa rimossa pagina di storia crespinese, sono apparsi appropriati per la progettazione di un percorso a tema da inserire nella rassegna Veneto Spettacoli di Mistero, festival promosso dalla Regione Veneto e realizzato dal Comitato Regionale UNPLI Veneto, volto a far conoscere capitoli arcani della storia del territorio.
È con grande orgoglio, che la società Pop Out ha visto accolta con interesse la richiesta di collaborazione inoltrata alla Pro Loco di Crespino, che ha garantito nell’immediato il suo appoggio insieme all’amministrazione comunale, permettendo di presentare richiesta di partecipazione al festival. Ben presto viene stilato un canovaccio per la rappresentazione scenica, che viene intitolata “Il buio oltre la scienza: diario di un medico”, e si infittiscono le prove per il debutto.
Giungiamo così a domenica 25 ottobre 2020, giornata programmata per la “prima”. Speciale cornice per questo appuntamento, sono stati la meravigliosa piazza paesana dedicata a Fetonte e le suggestive sale del Museo delle Acque.
Alla voce narrante di Evelin Crepaldi si sono intervallati inserti drammatizzati interpretati da due talentuosi attori dello staff Pop Out: Michael Miazzi, nei panni del valente medico e Sarah Lanzoni, nel triplice ruolo di pellagrosa, partoriente e segretaria dello Spessa.
È nelle recitate raccomandazioni dello Spessa, formulate circa due secoli fa per combattere la pellagra – quali una pronta igiene personale e una puntuale aerazione degli interni – che possiamo scorgere una sconvolgente affinità con le problematiche affrontate quotidianamente ai nostri giorni, nel clima della mondiale pandemia. Le parole di Andrea Augusto Spessa, mai come in questo momento ci ricordano che il passato – spesso considerato distante da noi – in realtà è sempre pronto a bussare nuovamente alle nostre porte.
Molto apprezzata dai crespinesi la rappresentazione ideata da Pop Out, e colto appieno il messaggio che l’evento ha voluto lasciare ai visitatori accorsi numerosi: la consapevolezza che a volte piccoli casi fortuiti diventano preziosa fonte d’ispirazione per una progettualità volta a porre la storia e la cultura come fondamentale veicolo di sensibilizzazione del pubblico di fronte a tematiche particolarmente delicate ed attuali.
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Come citare questo articolo
Eveline Crepaldi. “Oltre la scienza”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/oltre-la-scienza/