“Polesine, cultura da gustare” è un nome, un marchio, un brand formidabile, che riassume in sé la forza di un territorio carico di storia, ma anche di risorse. Per l’Istituto alberghiero “G. Cipriani” di Adria è un’eccellenza, una sfida, un’avventura, un laboratorio didattico. Neanche il Covid è riuscito a fermare del tutto questo progetto: si procede a distanza, si gettano le basi delle edizioni future, quando l’emergenza sarà solo un ricordo.
“Polesine, cultura da gustare” è una rassegna enogastronomica e culturale realizzata ogni anno dalle ragazze e dai ragazzi dell’Istituto Alberghiero, coinvolgendo tutte e tre le articolazioni: enogastronomia, sala e vendita, accoglienza turistica. Tutti hanno il loro posto nel progetto, tutti hanno il loro compito da svolgere: chi cucina, chi serve in tavola, chi accoglie gli ospiti, chi fa da guida, chi spiega cosa c’è dietro e in ogni piatto e in ogni bicchiere.
Insegnanti e studenti ci lavorano fin dall’inizio di ogni anno scolastico, per arrivare ad alcuni eventi conclusivi – in genere quattro – articolati a loro volta in due momenti: la presentazione di quanto realizzato dagli studenti ai consigli di classe, organismo collegiale a cui prendono parte le diverse componenti scolastiche, docenti, genitori e studenti; e un pranzo, una cena, un banchetto aperto agli ospiti esterni, durante il quale ci si mette alla prova sul piano pratico. Salvo alcuni ospiti d’onore, il dirigente scolastico e alcuni professori, il resto è pubblico pagante: niente a che vedere con qualsiasi altra prova sul campo né con i laboratori realizzati fra studenti nel corso degli studi. Qui ci si mette alla prova sul serio, la sala è piena di clienti, anche se magari più facili alla commozione e al sorriso.
Molti degli ospiti sono familiari degli studenti, ma non solo. Tutti gli amici della scuola possono partecipare. C’è chi segue questi eventi fin dall’inizio, e non ne mancherebbe uno per nessuna ragione. Chi c’è stato se lo ricorderà per sempre: i piatti preparati con il massimo impegno, le tavole perfette, l’accoglienza calorosa, ragazze e ragazzi coinvolti in un evento che è vita vera, non un’esercitazione. Tutto di altissimo livello, da ristorante stellato. L’emozione, talvolta la commozione. Momenti deliziosi, come la presentazione iniziale degli studenti, tutti insieme con le loro divise colorate, coordinati dai docenti, ciascuno impegnato a svolgere la sua parte, ma tutti parte di un’unica grande squadra.
“Polesine, cultura da gustare” ha compiuto undici anni nel 2020, l’anno del Covid, fermandosi al primo evento. Quest’anno ne ha compiuti dodici. Ha un precursore, un progetto chiamato “Gastronomia”, voluto per riscoprire e valorizzare i prodotti del territorio in cui l’istituto ha non solo la sua sede ma anche le sue radici, nato com’è per la formazione del personale necessario per lo sviluppo turistico del Delta. Uno spirito che fa tuttora da faro per la rassegna, che ai prodotti locali ha però abbinato lo studio e la divulgazione dell’identità polesana dal punto di vista storico-culturale.
“Polesine, cultura da gustare è una Unità di Apprendimento che contribuisce significativamente alla formazione professionale e culturale dei nostri studenti di classe quarta”, spiega il professor Gianpiero Manca, docente di Laboratorio di sala e vendita e responsabile del progetto: “Consente loro di perfezionare la conoscenza del territorio polesano attraverso un approccio didattico allo sviluppo delle competenze in forma esperienziale, basato sulla ricerca e lo studio dei prodotti tipici, delle risorse ambientali, artistiche, storiche e letterarie. È un’attività riconosciuta come PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) perché prevede il contatto con aziende produttive e con la presenza di ospiti esterni”.
La prima volta della rassegna segue di poco l’intitolazione dell’istituto a Giuseppe Cipriani, che risale al 1° dicembre 2007. Il primo evento di “Polesine, cultura da gustare” è del 15 dicembre 2009.
Da quella prima volta sono successe tante cose. Sono passate generazioni di studenti, molti dei quali hanno trovato la voluta collocazione nel mondo del lavoro, alcuni con grande successo. Sono cambiati molti insegnanti. Sono passati vari dirigenti scolastici: Daniele Stoppa (2006-2013), Romano Veronese (2013-2018), Francesco Lazzarini (2018-19), Lorenza Fogagnolo (dal 2019). Dal punto di vista didattico l’evento ha preso la forma attuale, momento di sperimentazione, ma anche di valutazione. Dal 2012 a raccontare questa bella storia c’è il giornale della scuola, La Gazeta, magazine che prende il nome da un’antica moneta veneziana (da cui le moderne Gazzette e i Gazzettini).
Negli anni, ci sono stati pranzi, cene, banchetti, buffet. Per lo più all’interno dell’istituto, nel grande ristorante-scuola su cui si apre la hall; talvolta all’esterno, in luoghi simbolo del Polesine e a volte agli eventi è stata abbinata una visita guidata. In linea di massima si è proceduto seguendo la conformazione della provincia: un evento per l’Alto Polesine, uno per Rovigo e il Medio Polesine, uno per Adria, sede dell’Alberghiero, uno per il Delta, in un ideale cammino insieme ai due fiumi che costeggiano e corteggiano la nostra terra polesana regalandole materie prime semplici, dal mais al riso, dagli animali da cortile al pesce, che si trasformano in pietanze saporite. Per il vino ci si è in genere rivolti al Veneto, dai Colli Euganei alle terre del prosecco.
Ma “Polesine, cultura da gustare” non è solo enogastronomia, è un percorso culturale a tutto campo. Per limitarsi ai tempi più recenti, nel 2019 i riflettori sono stati puntati sullo slow tourism, dedicando ogni evento all’opera di un diverso autore polesano (Gino Piva, Pellegrino Artusi raccontato da Gabbris Ferrari, Gianfranco Scarpari) e alla giovane autrice polesana Beatrice Benà che ha scritto della deportazione del nonno in un campo di concentramento. In occasioni come queste, da un lato gli studenti hanno fatto la loro parte in cucina, sala e accoglienza, ma anche, insieme ad alcuni ospiti, hanno presentato agli invitati gli autori in questione, la loro vita, le loro opere.
Nel 2020 era appena cominciata una edizione dedicata a “Polesine, cultura da gustare… e da vedere”, con sei ospiti speciali invitati a partecipare alle cene in programma (Denis Raccanelli, Elisabetta Dalla Villa, Osvaldo Forno, Elisa Bertaglia, Paolo Franzoso, Eliana Albertini e di nuovo le opere di Gabbris Ferrari a fare da cornice) che tutto si è bloccato per il Covid. Così, dopo il primo evento, il 1° febbraio2020, dedicato a Raccanelli e Dalla Villa, il resto, che era rimasto nel cassetto, è raccontato sulla pagina Facebook della scuola.
Infine, in questo difficile 2021, emergenza permettendo, ci si è dedicati alle “passeggiate polesane”: le ville, il Delta, la Rovigo dei Grandi Fiumi, le vie storiche di Adria, tenendo sempre presente l’intreccio possibile fra menu, abbinamenti culinari, prodotti tipici, territorio, tradizione, cultura.
“La scuola, con i suoi attori principali, gli studenti e i docenti che li guidano, non si ferma di fronte alle difficoltà del momento”, conclude la Dirigente Lorenza Fogagnolo: “Ciò che non è possibile fare in presenza, con i tanti graditi ospiti che hanno ravvivato gli “eventi” negli anni trascorsi, si trasforma in una sinfonia virtuale, nella quale tutti danno il proprio apporto, mettendo in campo altre competenze ancora, quelle digitali, in attesa di poter ritornare ad accogliere i nostri ospiti – famiglie e amici della scuola – e far loro scoprire l’appassionato lavoro della comunità scolastica per la valorizzazione del nostro territorio”.
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Come citare questo articolo
Cristiano Draghi. “Polesine, cultura da gustare”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/polesine-cultura-da-gustare/