Un sentiero di terra battura accoglie i passi rilassati dei visitatori. Lasciato il parcheggio alle spalle e varcato l’ingresso protetto da una sbarra, si viene subito catturati ed abbracciati da una fitta vegetazione spontanea. Il silenzio, interrotto solo dal vociferare delle persone, assieme ad una leggera umidità generata dalla vegetazione circostante, accoglie adulti e bambini che, incuriositi, sono giunti qui per una passeggiata all’insegna della scoperta di un luogo, quasi fantastico, per la sua originalità paesaggistica: è il Giardino Botanico di Caleri.
Sull’estremo lembo meridionale del lido di Rosolina Mare, tra l’Adriatico a levante e le lagune a occidente, a ridosso della bocca a mare della laguna di Caleri, si trova un ambiente litoraneo di estrema bellezza naturalistica e di particolare interesse morfologico, floristico ed ecosistemico.
Istituito nel 1991 dal Servizio Forestale Regionale, il Giardino Botanico Litoraneo del Veneto è un’area naturalistica protetta che ricopre una superficie di 44 ettari con un habitat di particolare interesse scientifico. In esso si trovano, in modo sequenziale – dalla battigia alle depressioni intradunali – tutti gli aspetti morfologici e vegetazionali che originano il paesaggio litoraneo.
Il visitatore può inoltrarsi nel giardino, esclusivamente, seguendo un itinerario delimitato e protetto: l’integrità dell’ambiente deve essere preservato e tutelato. I quattro chilometri di percorso lo accompagnano attraverso un sentiero che si snoda dal bosco alle depressioni umide intradunali; dalle dune consolidate alle dune mobili, fino alla battigia ed al mare; per fare ritorno poi, lungo la laguna salmastra, dove un percorso pensile attraversa parte della laguna. Una sosta nella palafitta permette di ammirare lo specchio d’acqua circostante, con aironi e garzette, oltre che vivere la magia degli infuocati tramonti sulla laguna.
Passo dopo passo, si viene rapiti dai profumi e dagli odori della vegetazione, in relazione anche dell’orario della giornata che si sceglie per visitare questo luogo. L’elicriso, il pino mugo, i licheni ed il ginepro, sono solo alcune interessanti esempi di specie vegetazionali dai profumi inebrianti.
Ci si accorge, che a tratti il suolo tende a salire di quota per poi declinare in una depressione… ed ancora torniamo a salire per poi adagiarci su un pianoro: sono le sequenze areali del litorale – composte da cordoni dunosi formatisi grazie al moto ondoso e alla forza eolica – consolidatesi grazie alla presenza della vegetazione.
L’aspetto sequenziale dalle dune consolidate nelle depressioni interne del giardino, fino alle dune mobili sulla spiaggia, ha originato diversi habitat ecosistemici. E’ interessante capire, così, come la vegetazione si adatta alle diverse zone sabbiose, seppur vicine: troviamo infatti una flora mutevole, rappresentata da diverse piante che manifestano aspetti di adattamento molto differenti tra loro.
• Sull’arenile si insedia la pioniera “Cakile marittima” assieme alla nota calcatreppola, ossia “Xanthium italicum”: piante dalle note forme pungenti, il cui scopo è quello di trattenere l’umidità sul margine fogliare per meglio adattarsi nell’ambiente arido come lo è quello della spiaggia.
• Sulla sommità della dune cresce l’“Ammophila littoralis” un cespuglio di sparto pungente, la cui chioma si pone come barriera al vento ricco di granelli di sabbia, contribuendo così alla formazione della duna.
• Nelle depressioni dunali, dove il suolo è ben stabilizzato e protetto, si sviluppano le specie aromatiche e gli arbusti: l’Olivello spinoso, il Caprifoglio ed il Ginepro.
Proseguendo, l’ambiente lascia spazio al bosco termofilo consolidato, incontrando il Leccio il Pino domestico ed il Pino Marittimo. Nel sottobosco, fioriscono fiori di particolare bellezza, tra cui le rare specie di orchidee selvatiche. L’eccezionalità di questo bosco è che presenta anche i caratteri della macchia mediterranea con la presenza di numerose specie vegetazionali.
Oltre all’aspetto floristico, di particolare interesse risulta essere anche la componente faunistica. Insetti, rettili, anfibi, rapaci e uccelli dai sgargianti colori popolano questi ambienti. Insomma, il Giardino Botanico di Caleri è uno scrigno di ricchezza ambientale e paesaggistica, che merita di essere visitato anche diverse volte in un anno per osservare la diversa fioritura della vegetazione che segue la stagionalità a partire dalla fioritura delle orchidee a primavera fino all’intensa colorazione rossastra della laguna con la Salicornia a settembre.
L’integrità di questo habitat e la sua diversità per l’enorme quantità di specie presenti, sta attirando la curiosità di molti studiosi, oltre che di turisti e amanti della natura. Ma non solo! Tant’è che l’esclusiva realtà ecologica del Giardino Botanico di Caleri ha avvicinato a sé anche l’attenzione del progetto di valorizzazione di bene naturale del mondo vivente, i cui principi si ritrovano nell’enciclica di Papa Francesco del 2015 “Laudato sì”, dove si pone l’attenzione ai più poveri del mondo e alle condizioni ambientali e climatiche in serie difficoltà.
I luoghi naturalistici di particolare interesse, vanno preservati, tutelati e resi fruibili: un’azione sostenibile ambientale che guarda alle generazioni future al fine di preservare, per loro, un mondo migliore.
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Come citare questo articolo
Roberta Marcolongo. “Il Giardino Botanico Litoraneo”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-giardino-botanico-litoraneo/