Badia è cresciuta intorno alla sua Abbazia da cui ha mutuato il nome. Le vicissitudini storiche (sommariamente riassunte nell’apposito riquadro a pag.36) hanno portato ad una trasformazione radicale dello storico complesso, ora non più fulcro religioso né centro di produzione agricola, ma importante riferimento sul piano culturale e turistico.
Nei locali recuperati dell’antica Abbazia – l’ex refettorio, il chiostro, la cappella di Santa Maria e non da ultimo l’Appartamento dell’Abate – fioriscono progetti e occasioni per eventi culturali, cerimonie, mostre, spettacoli e importanti manifestazioni. Un’architettura composita caratterizza il complesso con la presenza di spazi aperti: un parco interno antistante alla Biblioteca con ingresso da via Cigno, uno esterno denominato parco Bruno Munari con accesso attraverso le botteghe artigiane, un terzo ingresso da piazza Vangadizza e un ampio parcheggio assicurano i facili accessi.
Rilevanti gli interventi di restauro portati a compimento, tra cui, ultimo, quello relativo alla Biblioteca, grazie al quale sono stati recuperati lo scalone, i pavimenti originali, i dipinti e le decorazioni dell’Appartamento dell’Abate.
Particolare attenzione è stata riservata alla salvaguardia delle tracce storiche. Risulta pertanto importante il lavoro finalizzato a recuperare gli antichi ambienti, assicurandone l’agibilità ed accogliendo la Biblioteca Civica, inaugurata con una cerimonia svoltasi lo scorso settembre 2020.
Una visita ai locali recuperati, e idoneamente arredati, è sicuramente interessante.
Al primo piano una reception, sette sale a scaffale aperto per la consultazione, la lettura, lo studio e una sala specifica dotata di postazioni internet per la ricerca ed emeroteca. Al piano terra il locale “archivio compact” con funzione di deposito libri e l’ultima stanza per la futura estensione libri. I locali sono attigui e comunicanti con l’Archivio “Vangadiciense”.
Le 10 sale della Biblioteca
Le sale occupate dall’Istituzione Culturale, nata nel 1969 e intitolata a Gian Girolamo Bronziero, sono ben dieci, tutte dedicate a illustri cittadini badiesi, tranne l’ottava consacrata al Gemellaggio.
La prima sala, con funzione di accoglienza, servizio di prestito e restituzione, è dedicata alla memoria del Prof. Ivan Tardivello (1924-2005) docente, artista e amante dell’arte nelle sue molteplici espressioni, appassionato di storia locale, ispettore onorario della Sovrintendenza delle Belle Arti, cofondatore della Biblioteca Bronziero e fondatore del Museo Baruffaldi.
La seconda stanza, multimediale, dotata di computers, è dedicata alla professoressa Marina Guerra (1898-1991), fondatrice nel 1969 della Biblioteca con Ivan Tardivello, Arturo Rossi e don Guido Stocco. Prima direttrice della stessa, appassionata ricercatrice di storia locale ha prodotto diverse pubblicazioni e si è adoperata per la realizzazione di eventi culturali.
La terza sala, riservata ai bambini, è dedicata a Bruno Munari (1907-1998) architetto, designer, artista e scrittore milanese. Ha vissuto a Badia Polesine l’infanzia e l’adolescenza con la famiglia che gestiva l’albergo ristorante Sant’Antonio nello straordinario Palazzo degli Estensi. Nel 1972 ha ricevuto, dall’allora sindaco, la nomina di Cittadino Illustre badiese. Una curiosità: gli arredi dedicati all’infanzia sono attribuibili al brevetto Maria Montessori.
La quarta sala, ricorda Monsignor Guido Stocco (1910-1984), indimenticato arciprete di Badia Polesine dagli anni ’60 agli anni ’80. In essa sono appesi pannelli che riproducono scorci di Badia Polesine nei primi anni del secolo scorso. È riservata alla lettura e allo studio come le successive.
La quinta sala presenta l’artista Diodato Massimo (1846-1924), docente di arte negli istituti superiori del trentino. Apprezzato pittore, ha operato in molte chiese, soprattutto, in quel territorio. Molte sue opere sono esposte nei musei e nelle gallerie di Trento, dell’Alto Garda e nella città di Bolzano. Nella sala sono esposti tre straordinari ritratti di nobili, oli su tela firmati e datati 1877.
La sesta stanza è dedicata a Eugenio Balzan (1874-1953), giornalista e padre fondatore del Corriere della sera. Dopo la sua morte, per merito della figlia Angela Lina nasce la Fondazione Internazionale Balzan “Fondo” con sede a Zurigo e Balzan “Premio” con sede a Milano. Lo ricordiamo anche per la sua straordinaria Collezione Balzan in esposizione al Ridotto del Teatro Sociale a lui dedicato.
La settima sala ricorda il prof. Arturo Rossi (1903-1985) cofondatore della biblioteca, preside di Istituti superiori dagli anni ’60 agli anni ’80 a Mantova e a Rovigo. Fu il sindaco nominato dal CLN di Badia Polesine all’indomani della “Liberazione” e fino alle prime elezioni del 1946. Particolarmente dedito alla formazione delle giovani generazioni.
L’ultimo locale superiore, il più grande, riporta i momenti più salienti del Gemellaggio (2006) compiuto dal comune di Badia Polesine con quello francese di Saint Thibault des Vignes.
A don Antonio Spagnolo (1863-1916) è dedicata la nona sala situata al piano terra. Bibliotecario, paleografo, bibliografo e scrittore, don Antonio è un personaggio straordinario cui era stata affidata la direzione della biblioteca Capitolare di Verona, la più antica biblioteca ecclesiastica del mondo.
La decima sala, sempre al piano terra, conserva un’importante raccolta di libri d’arte. È riservata alla memoria di Camillo Corrain (1936-2017), uomo di cultura, di scuola e formazione, ricercatore storico, scrittore e cofondatore del “Sodalizio Vangadiciense” Archivio storico dell’Abbazia della Vangadizza.
Un cenno merita Gian Girolamo Bronziero (1577-1630), a cui è dedicata nel suo complesso la Biblioteca. Medico e studioso divenne importante per aver pubblicato un fondamento dal titolo “Istoria delle origini e condizioni de’ luoghi principali del Polesine di Rovigo”, conservato all’Accademia dei Concordi.
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Come citare questo articolo
Annalisa Marini. “La Biblioteca di Badia”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-biblioteca-di-badia/