Gli artisti del gruppo Arte Sentimentale si sono confrontati con la figura di San Giorgio. L’esposizione dell’apprezzato gruppo è stata allestita presso il Centro Wealth Manegement & Private Banking di Ferrara: un movimento artistico dalla connotazione estetica ben precisa, in un dialogo serrato con un messaggio che non ha mai perduto forme e valori originari.
Nato ufficialmente nei primi anni del secondo millennio, grazie ad un’idea di Amedeo Lanci, il gruppo è coordinato dal polesano Luciano Scarpante. In contrapposizione ai movimenti di “morte dell’arte” i nostri artisti hanno preferito sostituire al binomio concetto/comportamento, la polarità “sentimentale” (latino sentire) dell’arte.
Se il pittore è in tensione empatica con il mondo e non avverte soltanto le impressioni prodotte dai sensi, le figure che realizza sul supporto saranno totalmente travolte dal flusso dei sentimenti fra colori e disegno. Non sono opere che raccontano la solitudine, la diversità, il dolore o la gioia ma vanno alla scoperta dei sentimenti che quelle sensazioni producono.
L’incontro tra gli artisti di Arte sentimentale e San Giorgio è avvenuto con la mediazione concettuale di un personaggio vissuto nel XIII secolo, ovvero il domenicano Jacopo da Varagine (1228-1298). Nel capitolo LVIII della Legenda Aurea, dedicata alla vita di San Giorgio, l’autore apre una tradizione che è una sua formulazione originale e giunge fino ai giorni nostri. Mette insieme il giovane martire Giorgio e il giovane eroe che uccide il drago. Di qui nasce il percorso che investe la storia del santo patrono e il conflitto tra il bene e il male.
Eppure l’azione del santo è stata interpretata in molti modi diversi. Basterebbe semplicemente richiamare alla mente quelle categorie che lo hanno eletto come santo protettore di città e paesi per cogliere gli snodi agenti nella sua venerazione.
Se la dimensione simbolica esalta l’ortodossia della Chiesa di Cristo nei confronti dal pericolo dei Saraceni e accoglie anche l’interpretazione della vittoria della virtù contro i vizi, specie di origine sessuale, la dimensione antropologica rappresentata dalla lotta col drago è il trionfo dell’uomo sulla natura delle zone paludose, improduttive, inabitabili, sempre minacciate dalla imprevedibilità delle acque.
Sono le terre “redutte”, redente dalle lunghe bonifiche dei terreni che costituiscono il fulcro della storia del nostro territorio. Il santo protettore della città degli Estensi non può farci dimenticare che la tras padana estense era anche costituita da feudi, come quello di Trecenta, di diretto dominio del vescovo di Ferrara, e che il santo è presente come patrono in diverse chiese sulla sponda del grande fiume.
La devozione a San Giorgio tiene saldamente congiunte la città estense e il Polesine di Rovigo in un rapporto di continuità originaria che fluisce lungo l’asta fluviale del Po. Lo spazio e il tempo in quella ininterrotta venerazione rivelano alla fine la loro nascosta verità.
Dal punto di vista formale i nostri artisti riconoscono il loro coinvolgimento estetico iniziale nella rappresentazione del San Giorgio di Cosmè Tura delle portelle d’organo del Duomo di Ferrara. È l’occasione di un discorso che viene, come è abituale per questo gruppo, variamente articolato ma sempre molto ben rinvenibile nelle tele dei singoli artisti. Voci diverse di uno stesso coro.
Anche in questo caso è la presenza di un artista polesano che figura come ideatore, assieme ad Amedeo Lanci, e promotore della mostra a condurre in porto questo progetto del San Giorgio. Mi auguro che prima o poi si possa trovare uno spazio che possa accogliere la maggior parte delle opere di questo grande work in progress che non finisce di meravigliare il visitatore.
Luciano Scarpante, nel programmare l’evento espositivo, aveva dato voce al sentire di tutti con queste parole: “Dipingeremo immagini che suggeriscono la lotta contro il drago, additando quest’ultimo all’umanità intera come segno nemico e contrario, affinché lo si possa riconoscere e scacciare. Naturalmente lavoreremo da artisti sentimentali, evitando citazioni estetiche e senza rinunciare alla chiarezza del significato”.
I lavori che Falchini, Lanci, Scarpante e Wolf hanno presentato al pubblico realizzano appieno quelle loro intenzioni. Il riguardante coglie allora la narrazione della vita del martire e del guerriero.
La luce simbolica avvolge le azioni e le visioni. Sono molte le manifestazioni della seduzione del male: i colori sgargianti e ammalianti del dragone o gli strumenti musicali fonte di turbamenti. Eppure è la nuditas naturalis di un corpo quasi diafano, ispiratore di innocenza, a sottolineare la spiritualità della figura del santo, a ricordarci che la nudità primordiale dell’uomo viene da Dio, e che questa idea di bellezza, fisica e spirituale insieme, non può avere che un valore positivo. Sempre.
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Come citare questo articolo
Gianni Cerioli. “San Giorgio e l’arte Oggi”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/san-giorgio-e-larte-oggi/