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LE INTERVISTE DEL VENTAGLIO

A tu per tu con Monica Bimbatti

Imprenditrice e fondatrice col marito Alberto dell’agriturismo Valgrande, opera come docente e ricopre ruoli importanti in Confagricoltura

di Gessica Budri

Ventaglio Novanta n. 63 2022 pp. 145–147

Eccoci alla nostra rubrica dedicata ai personaggi femminili del nostro territorio che si sono adoperati per far emergere bellezze e peculiarità che ci caratterizzano.

L’incontro di questo numero del Ventaglio ci porterà a conoscere Monica Bimbatti che con il marito Alberto Faccioli gestisce l’Azienda Agrituristica Valgrande di Runzi di Bagnolo di Po.

– Monica la prima cosa che vorrei chiederti è di raccontarci un po’ di te.

“Sono nella fase in cui volentieri si salta la parte anagrafica. Ho lo spirito giovanile con la consapevolezza del tempo che passa. Sono polesana proveniente da una famiglia di agricoltori, e orgogliosamente lo evidenzio perché il contesto in cui si cresce lascia una traccia nella vita delle persone: nel mio caso il vissuto familiare ha contribuito, e contribuisce tuttora, portando informazioni che si trasformano in stimoli importanti per la mia attività. Ho un percorso scolastico di studi magistrali (scelta consapevole fin da giovane perché ho sempre amato l’insegnamento), un diploma di laurea in studi turistici e corsi diversi di approfondimento in ambito agrario per consolidare e aggiornare costantemente una formazione che attualmente spendo in ambito didattico. Svolgo attività di docenza infatti per conto dell’ente di formazione di Confagricoltura.

Ho lavorato nell’ambito della pianificazione e programmazione pubblicitaria passando poi alla gestione articolata di un’azienda agricola (quella di mio marito) che in tempi ormai lontani aveva deciso di diversificare la propria attività classica di produzione con una serie di attività tecnicamente definite connesse come agriturismo, fattoria didattica, turismo rurale. Nel corso degli anni l’attività lavorativa si completa di incarichi generati forse dalla mia curiosa personalità o dal caso”.

– Il tuo percorso femminile è dunque ricco di incarichi e ruoli…

“Sì, possiamo dire di sì: sono stata infatti consigliere d’amministrazione in una banca di credito cooperativo, componente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Rovigo, e durante so svolgimento di questo ruolo ho avuto anche il riconoscimento di “donna dell’anno 2014” per le attività svolte e l’impegno sociale. Con più mandati ho fatto, e faccio tuttora, parte della Commissione Provinciale Pari Opportunità, oltreché componente della Commissione Pari Opportunità in seno all’Amministrazione Comunale di Bagnolo di Po.

La didattica mi ha sempre appassionato: con alcuni colleghi avevo creato una rete di fattorie didattiche che sviluppavano progetti per le scuole del territorio. L’attività ha poi dovuto subire delle modifiche a seguito degli ultimi avvenimenti. Comunque, rappresento anche le fattorie didattiche -per conto della mia associazione di categoria – al tavolo regionale del Veneto”.

– La tua attività a Valgrande come ha avuto inizio?

“L’attività di Valgrande è sorta per un sogno nel cassetto di Alberto, mio marito, che già 20 anni fa aveva capito che bisognava “fare agricoltura” in modo diverso. La sua idea dell’agriturismo da sviluppare nella proprietà di famiglia ha trovato il mio supporto e anche la mia forte determinazione .

– Quali sono state le attività nel momento, le urgenze che hai dovuto affrontare?

“Come per ogni azienda, grande o piccola, che si lancia in nuove avventure, la priorità assoluta è sempre la tempistica: si ha la forte spinta dell’entusiasmo che aiuta ma al tempo stesso il timore di non essere pronti; nel mio caso, all’accoglienza degli ospiti in quella che era la prima attività pensata. C’è la necessità continua di proporre nuove iniziative che spesso nel lavoro si intrecciano con intoppi burocratici che possono diventare ricadute economiche non sempre positive”.

– Il fatto di essere donna nell’ambito di questa attività ha dei punti di forza?

“L’attività sviluppata negli anni – accoglienza, laboratori esperienziali per bambini e adulti, attività rivolte al sociale – sono servizi, prestazioni che mettono in risalto le attitudini personali di ciascun individuo, uomo o donna che sia. Il vero punto di forza è il “pathos”. Il sentimento nel nostro operare quotidiano è forza, volontà e impegno consapevole. La gestione familiare di un’azienda che si occupa di servizi ad ampio raggio richiede grande senso pratico, la capacità di trovare sempre un piano ‘b’.”

– Come e quanto ha inciso e incide la tua vita privata nel tuo lavoro? Com’è lavorare fianco a fianco con tuo marito?

“La sfera privata non entra negli spazi destinati al lavoro, nelle attività svolte con i nostri dipendenti. Abbiamo cercato di non portare le tensioni personali nel contesto lavorativo: abbiamo collaboratori che sono con noi da circa 20 anni e probabilmente siamo riusciti con i rispettivi caratteri a creare un clima sereno. Gli obiettivi si raggiungono con una squadra efficiente fatta di persone che si impegnano per superare ostacoli e difficoltà”.

– Quali sono stati i momenti più importanti nella tua carriera di donna imprenditrice?

“Il riconoscimento del mio percorso di donna impegnata è avvenuto in anni in cui sono stata molto vicina ai miei genitori per problemi di salute che hanno riguardato mio padre e il supporto di cui necessitava mia madre nella gestione di una situazione delicata. La mia famiglia mi ha dato delle possibilità e il mio cuore mi ha detto cosa era più importante in quel momento. L’evoluzione dell’agriturismo ha continuato negli anni ed è tuttora gratificante riconoscere senza falsa modestia il progetto Valgrande”.

– Di cosa ti stai occupando in questo momento, ci sono nuovi progetti?

“Continuo con le docenze FAD, ma sono coinvolta nei programmi scolastici di un istituto comprensivo locale e come gruppo di lavoro regionale si sta lavorando ad un progetto innovativo per le scuole e le fattorie didattiche: innovativo perché può essere replicabile da altri, innovativo perché coinvolgente, responsabile e rispettoso. La nostra azienda ha sempre dato spazio ad attività rivolte al sociale: disponibilità all’utilizzo degli spazi qui esistenti, calendarizzazione di incontri finalizzati alla conoscenza di una azienda agricola e all’acquisizione di piccole competenze, per esempio la realizzazione di un piccolo orto.

Siamo stati contattati per iniziare una collaborazione con un’ associazione di volontariato che si occupa di soggetti afferenti al mondo del disagio e gestiremo insieme dei momenti trascorsi in fattoria”.

– Come si potrebbe descrivere una giornata tipo?

“Lunga, mai monotona”.

– Quali consigli e suggerimenti ti sentiresti di dare a donne che vogliono seguire la strada dell’imprenditoria femminile o realizzare un sogno lavorativo?

“Non posso dare istruzioni per l’uso ma posso dire quello che faccio e penso io ogni giorno. Non pensare che siano gli altri responsabili delle tue lunghe giornate, non credere che gli obiettivi non raggiunti siano sempre sconfitte ma vederli come ostacoli nuovi da superare per arrivare. Non colorare sempre di grigio. Non cercare il di più, dare valore a quello che riesco ad ottenere ogni giorno.

Bene amici ed amiche del Ventaglio, ringrazio Monica per la disponibilità dimostrata a raccontarci la sua esperienza di donna e imprenditrice, e per aver arricchito la nostra rubrica dedicata al mondo della donna e del lavoro imprenditoriale.

Colgo l’occasione per invitare altre donne, professioniste della cultura e del territorio polesano a contattare il CeDi e raccontarci la loro esperienza di donna e imprenditrice. Ci vediamo nel prossimo numero!

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Come citare questo articolo

Gessica Budri. “A tu per tu con Monica Bimbatti”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-tu-per-tu-con-monica-bimbatti/

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