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PERSONAGGI ILLUSTRI

Amedeo Bianchi (1882-1949)

Artista di vero talento, fu attivissimo nella prima metà del XX secolo Nella natìa Badia Polesine decorò la sala consiliare del municipio

di Annalisa Marini

Ventaglio Novanta n. 64 2024 pp. 80–81

Tra i personaggi illustri del Polesine merita sicuramente un posto di rilievo il pittore badiese Amedeo Bianchi.

È uno stupore entrare nella sala del Consiglio del Comune di Badia Polesine e scoprire la meraviglia della volta dipinta in stile Liberty, recante i classici motivi decorativi ispirati alla natura autoctona, i profili dei paesaggi, gli stemmi araldici e i cartigli vuoti.

Con ammirazione osservo il dipinto a tempera e gli elementi che lo costituiscono: intrecci di rami, foglie e ghiande di querce, nodi infiniti, stemmi araldici, profili di paesaggi creati con cura e leggiadria, con colori ispirati alla natura e con abbondante impiego del color oro.

I profili narrano scorci simbolici di Badia Polesine come la “Pontesela” sull’Adigetto, il palazzo Gradenigo più comunemente conosciuto come Degli Estensi, l’ex scuola Regia, l’Abbazia della Vangadizza e la vera del pozzo nel chiostro, il cimitero monumentale, gli oratori di sant’Antonio e della Beata Vergine della Salute, il fiume Adige sugli scorci della cittadina, i mulini natanti e il ponte di legno che la univa alla vicina Masi nel padovano.

Autore di tanto splendore è stato l’artista Amedeo Bianchi nato a Badia Polesine il 24 settembre 1882 e morto a Venezia nel 1949 all’età di 67 anni. Nella sua opera il riferimento ad un modello illustre dell’arte del Rinascimento: l’illusione prospettica rappresentata da Leonardo da Vinci nella Sala delle Asse del castello sforzesco di Milano, che esprime un forte legame con la natura raffigurata dalle piante di gelso. L’opera fu pensata nei dettagli per celebrare Ludovico Sforza, detto il Moro.

Molteplici sono state le esperienze di Amedeo Bianchi maturate nel suo importante percorso artistico. Dopo aver frequentato da adolescente la scuola d'arte applicata di Badia, fondata e diretta da Dante Mazzari Azzo, studiò pittura all’Istituto d’Arte e poi all'Accademia Albertina di Torino come allievo di Pier Celestino Girardi, Giacomo Grossi e Andrea Tavernier.

Diplomatosi nel 1906 con medaglia d’oro, tornò per qualche tempo nella sua Badia, dove nel 1909 decorò, per l’appunto, la volta della sala Consiliare del Municipio, che alla fine degli anni ’80 è stata restaurata dal professor Ivan Tardivello.

Nel 1910 tenne la sua prima personale, allestita all'Accademia dei Concordi di Rovigo e nel 1911 nella stessa città partecipò alla prima Esposizione d’Arte Provinciale. Iniziata una parallela attività come insegnante, soggiornò ad Aosta e a Catania, dove nel 1913 ebbe modo di conoscere e di ritrarre Giovanni Verga.

Il francobollo commemorativo di Giovanni Verga, realizzato dall’Istituto Poligrafico dello Stato nel centenario della morte, si propone di celebrare il grande scrittore catanese scomparso. La sua riproduzione, delimitata in basso dalla stilizzazione di un libro aperto, propone il ritratto di Verga, opera esposta nella Casa Museo Verga, che venne realizzata dallo stesso Amedeo Bianchi intorno al 1913.

Successivamente l’artista badiese si spostò a Roma, prima del definitivo trasferimento a Venezia come docente di disegno nell'Istituto Nautico. In questo periodo prende parte alla Biennale di Roma del 1921, alle mostre Regionali e Sindacali del Veneto. Tiene una mostra personale a Ca’ Pesaro a Venezia nel 1922, alla Biennale di Venezia nel 1924 e per diversi anni alle Esposizioni di Torino.

Tra le sue opere ricordiamo: “Il rosario”, “Ritratto del Poeta Culcasi”, “Mia moglie ricama”, “Disegno”, “Davanti al Sylos”. L’opera “Ritratto del signor Brassoduro”, presentata all'Esposizione della Fondazione Bevilacqua La Masa venne acquistata dal Municipio di Venezia. La Camera di Commercio di Catania gli dedica una retrospettiva nel 1950.

Notevole fu la sua produzione come ritrattista e paesaggista. Nei suoi ritratti sviluppa una straordinaria intuizione psicologica.

Molti dei suoi paesaggi sono ispirati alla Valle d’Aosta, alla Sicilia, al Veneto, a Venezia e alla sua terra natìa. Due opere raffiguranti Aosta e lungo l’Adigetto firmate e datate 1908 – di proprietà del fu sindaco di Badia Polesine Gastone Fantato – sono state donate nella primavera del 2022 al comune di Badia Polesine per la sala del Consiglio con lo scopo di celebrare la memoria dell’artista polesano.

A rafforzarne il ricordo, l’Amministrazione comunale gli ha dedicato una via in zona nord, nella nuova area residenziale.

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Come citare questo articolo

Annalisa Marini. “Amedeo Bianchi (1882-1949)”. Ventaglio Novanta, n. 64, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/amedeo-bianchi-1882-1949/

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