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STORIA - TRADIZIONI

La Grotta di Lourdes di Adria

La grotta, a grandezza naturale, fu inaugurata un secolo fa - settembre 1925 - nei pressi della Cattedrale

di Aldo Rondina

Ventaglio Novanta n. 67 2025 pp. 51–54

Premetto che prima di dare corso a questo studio mariano “Dalla Grotta di Lourdes alla Grotta di Adria”, ho cercato – avvalendomi della rete web – di conoscere il numero approssimativo oggi esistente in Italia, di riproduzioni a grandezza naturale della Grotta di Lourdes. Dalle risposte ricevute, posso dire che non sono poi molte in Italia. Questa grazia per noi polesani rappresenta nel contempo aiuto spirituale e impegno di fede.

Adria, Antica Città di Maria

Prima di affrontare il tema della “Grotta di Adria” propongo un excursus circa la presenza salvifica di Maria nella Chiesa diocesana, che si annunciò fin dai primi secoli con la formella copta – conservata in cattedrale – che traduce in immagine la sentenza pronunciata dai Padri conciliari ad Efeso nell’anno 431, attribuendo definitivamente alla Vergine il titolo di Madre del Salvatore. Questo messaggio si diffuse rapidamente per le vie del mondo; ed anche nel nostro Polesine le prime Comunità cristiane dedicarono alla Theotokos (“Madre di Dio”) altari, chiese, santuari, capitelli e tante preghiere d’intercessione. La consuetudine dunque con la Madre del Salvatore si radicò sempre più ad Adria, che da quasi due millenni conserva la Cattedra episcopale della diocesi. Questa felice coincidenza ha fatto sì che molte manifestazioni mariane (del resto presenti in tante comunità cristiane appartenenti alla nostra Chiesa polesana e in particolare ad Adria) avessero a moltiplicarsi ed aprirsi in mille forme come ho già avuto modo di esporre in alcune mie ricerche incentrate sul culto alla Vergine. Ed è proprio per questo che “ab antiquo” Adria venne chiamata “Antica Città di Maria”: espressione tanto cara ai nostri Arcipreti ma in particolare a Mons. Basilio Lodo che proclamava quel titolo con la gioia della fede. Era inevitabile dunque che quando si venne a conoscere la portata straordinaria degli eventi di Lourdes, dell’11 Febbraio 1858 1 e successive apparizioni durante le quali “una Signora vestita di bianco” si presentò come la Immacolata Concezione alla piccola contadina Bernardette Soubirous, in molti luoghi e città mariane avesse a maturare il desiderio di promuovere iniziative forti in onore della Vergine. Come segno di devozione si pensò seriamente persino di riprodurre la Grotta delle apparizioni, prendendo a modello quella naturale situata ai piedi dei Pirenei francesi, sulla sponda del fiume Gave.

La grotta delle Canossiane (anno 1911)

Questo forte impulso sorse anche in Polesine e ad Adria in particolare, nonostante in quegli anni il territorio fosse colpito da catastrofi enormi: cito soltanto la terribile alluvione dell’Adige avvenuta nel 1882. Non solo, ma in quel periodo, proprio dalle nostre parti, dove si moriva ancora di pellagra, di malaria e di tifo a causa della carenza di cibo, scoppiò la disperata protesta dei braccianti passata con il titolo emblematico de “La boje”. Eppure, nonostante tutto questo, sulla scorta di iniziative già attuate in alcuni luoghi del nostro Veneto, si ipotizzò di realizzare anche ad Adria una Grotta di Lourdes. I primi tentativi, avviati con tanta buona volontà dalle Madri Canossiane, insediatesi nel quartiere di Canareggio proprio nel 1882 su chiamata del vescovo mons. Polin, andarono però in fumo per mancanza di mezzi. Ma le Canossiane, tanto devote alla Madonna, non rinunciarono all’idea di onorare la Vergine con il segno particolare della Grotta. Finalmente nel 1910, grazie alle offerte dei fedeli (lire 1.700) in un angolo riservato del loro orto vennero avviati i lavori e la Grotta, con l’immagine di Maria, venne solennemente consacrata l’11 Febbraio 1911. Da quel momento quante preghiere, quante invocazioni vennero rivolte alla Vergine. Lo attestano i Diari compilati dalle

Suore, i racconti trasmessi dai fedeli e dalle centinaia di ragazze che frequentarono l’Istituto. Purtroppo gli ultimi bombardamenti avvenuti alla fine della 2^ guerra mondiale che, sia pure di striscio, toccarono anche l’Istituto Canossiano di Adria, danneggiarono seriamente la Grotta che il 17 Settembre 1945 dovette essere abbattuta per motivi di sicurezza. Grande fu in quella circostanza il dispiacere dei devoti di Maria che nel mese di Maggio (ma anche in altre circostanze religiose particolari) erano soliti riunirsi per la recita del Santo Rosario. Consuetudine ancor oggi conservata presso la Chiesa dell’ex Convento. Il simulacro della B. V. venerato nella Grotta abbattuta, adeguatamente restaurata sarà collocata in una apposita nicchia ricavata presso la “Casa delle Associazioni di Volontariato” realizzata dalla locale Associazione di P.A. “Croce Verde – Adria”.

La Grotta Santuario, settembre 1925

Fatta questa doverosa premessa ci occupiamo ora dell’iniziativa che un secolo fa ha dato vita alla Grotta-Santuario adriese unica a misura naturale esistente in tutto il Polesine, sorta nell’area dell’ex Cimitero cittadino adiacente alla cattedrale per volontà di un pio sacerdote devoto della Madre del Salvatore. I lavori di costruzione, avviati formalmente nel 1924, si conclusero nel mese di settembre 1925 con il solenne Pontificale celebrato da S. Ecc. Mons. Rizzi, unitamente al Capitolo, al Clero ed a moltissimi fedeli. Le cronache parrocchiali riferiscono che dal 2 Febbraio 1924 ebbe inizio la recita del S. Rosario davanti all’immagine scolpita in marmo di Carrara della Madonna di Lourdes, appositamente realizzata per la Grotta ed esposta provvisoriamente in Cattedrale presso l’altare di San Francesco, accanto al progetto del Santuario. L’eco suscitata da quell’evento ebbe grande risonanza non solo in Diocesi ma anche in molte Parrocchie delle Diocesi confinanti. Da quel momento la adriese GrottaSantuario di Lourdes divenne meta di Pellegrinaggi da ogni parte. Si può dire che, almeno fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, siano passati migliaia e migliaia di fedeli richiamati dall’unico desiderio di pregare in un luogo mariano simile a Lourdes. Sorse in quegli anni persino un foglio a stampa dal titolo “La Grotta di Lourdes” per dare informazioni adeguate sulle attività mariane in corso ed incoraggiare i fedeli devoti della Madonna. Negli anni ‘30 del secolo scorso il Santuario divenne luogo d’incontri spirituali dell’Azione Cattolica e delle altre Associazioni parrocchiali. Non c’era incontro di preghiera che non avesse la sua naturale conclusione alla Grotta di Lourdes, ai piedi della Vergine Maria. Dopo la guerra gli incontri mariani alla Grotta-Santuario ripresero con maggior vigore. Molte foto documentano questo grande fermento religioso inculcato nei giovani e nelle ragazze dell’Azione Cattolica da pii e santi Sacerdoti (Arcipreti Pozzato, Mazzocco, Dalla Villa, Mons. Furini. Canonici: mons. Giuseppe Prearo, mons. Basilio Lodo, mons. Vittorio Casellato. Sacerdoti: Don Giovanni Toso, Don Luigi Maragno, Don Giuseppe Verza, e molti altri). Fanno tenerezza le foto che ritraggono i gruppi dei coscritti che prima d’intraprendere la via della chiamata alle armi si riunivano in preghiera davanti all’immagine della Madonna. Così i bambini della Prima Comunione, della Cresima, gli studenti e tanti, tanti giovani nel cui cuore rimase impressa l’immagine dolcissima della Madre implorata davanti alla Grotta, ai piedi del suo Santuario. Per rendere più concreto il legame spirituale con la Vergine, l’Arciprete Mons. Filippo Pozzato propose ai Pellegrini di compilare un elenco nominativo dei componenti i vari gruppi indicando il rispettivo luogo di provenienza. I fogli sarebbero stati depositati come offerta di preghiera in un apposito sacello ricavato ai piedi della Madonna. Il recupero di quelle preziose testimonianze (sono fogli un po’ sgualciti, scritti a mano od a macchina) ci offre ora la possibilità di raggiungere le Parrocchie di provenienza dei Pellegrini offrendo loro la possibilità di un contatto particolare con Maria in questo Anno Santo 2025.

La promessa di Mons. Giuseppe Prearo

L’ardita iniziativa della costruzione di una Grotta-Santuario della stessa dimensione di quella che sorge a Massabielle, sulla riva del torrente Gave che attraversa la cittadina di Lourdes, ebbe come fautore principale un Canonico della Cattedrale innamorato di Maria: Mons. Giuseppe Prearo. Fin da quando partì per il fronte, il 4 Giugno 1915, don Giuseppe, allora giovane Cappellano in Cattedrale (aveva 31 anni), si ripromise di dedicare alla Madonna di Lourdes un Santuario non appena fosse cessata la Guerra. Al suo ritorno dopo il conflitto, si mise subito all’opera per raccogliere i fondi necessari e dare avvio all’ardita iniziativa. L’Arciprete mons. Pozzato non poteva fare altro che incoraggiarlo, essendo la Parrocchia già fortemente impegnata in altre opere. Per questo il pio sacerdote non si scoraggiò e un po’ con mezzi propri, un po’ con le offerte dei fedeli, ma anche con il generoso credito concesso dal titolare dell’impresa costruttrice Signor Gio Batta Donà, detto Titta Fasolin (factotum della Fabbriceria della Cattedrale), il progetto del Santuario-Grotta di Lourdes andò in porto e venne realizzato nei tempi previsti (25 settembre 1925) con grande profusione di cemento armato. Circa quattro anni dopo la solenne inaugurazione, esattamente il 14 luglio 1929, mons. Prearo perse la vita assieme al fratello Gino in un grave incidente d’auto accaduto in località Moggia, nei pressi della torre delle “Bebe”, sulla strada arginale del Gorzone che da Cavarzere porta verso Chioggia. Lo scoppio di una gomma fece sbandare l’auto guidata dal sacerdote ed il mezzo precipitò nel fiume sottostante portando con sé le persone trasportate. Il tragico evento ebbe ripercussioni assai pesanti sulla situazione economica dell’impresa costruttrice, che si vide improvvisamente privata degli acconti sul credito puntualmente versati da mons. Prearo. Non possiamo dimenticare la grave crisi della finanza mondiale di quel periodo: tutti abbiamo sentito parlare della “crisi del 1929” che causò la famosa “quota 90” della lira. Alla fine comunque, l’Arciprete mons. Pozzato chiuse il contenzioso con gli eredi impegnandosi a saldare il debito residuo 2 . Per il tramite di Mons. Prearo e di tutti coloro che contribuirono concretamente alla sua realizzazione, la Madonna ci ha donato il Santuario che ci riporta direttamente a Lourdes, nel luogo delle apparizioni. Con preghiere speciali, inni e canti gloriosi a Maria, i nostri predecessori nella fede resero spiritualmente fecondo questo luogo sacro, dove non mancano ancor oggi convegni mariani e feste in onore della Madre. Per molti anni il Santuario rappresentò il luogo ideale per gli incontri spirituali dell’Azione Cattolica e, in particolare, dei giovani della GIAC (Gioventù Italiana di Azione Cattolica). Esistono meravigliose foto di gruppo di tutti i soci della grande famiglia dell’Azione Cattolica delle tradizionali Parrocchie cittadine di Cattedrale e “S. M. Assunta” della Tomba. Questo legame profondo, questo impegno mariano rappresentò da sempre una peculiarità degli aderenti all’Azione Cattolica che proprio da Maria traggono l’esempio sublime dell’Amore a Gesù ed alla Sua Santa Chiesa.

NOTE 1. Le apparizioni della Vergine a Lourdes si protrassero per 17 volte dall’11 febbraio al 16 luglio 1858. 2. A fronte di una spesa preventivata di lire 125.000, pari a circa 206 milioni di vecchie lire (circa 106.000 euro) il debito residuo saldato dall’Arciprete mons. Pozzato fu di lire 46.000, pari a circa 94 milioni di vecchie lire (circa 48.500 euro).

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Come citare questo articolo

Aldo Rondina. “La Grotta di Lourdes di Adria”. Ventaglio Novanta, n. 67, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-grotta-di-lourdes-di-adria/

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