L’iniziativa “A tavola con la tradizione”, nata come supporto alla divulgazione del libro “Il fuoco, il piatto, la parola” edito dalla Minelliana, si è caratterizzata come una valida fonte di promozione della cucina polesana.
Sotto il profilo della qualità, gli otto ristoratori interessati (La Vecia, Le Clementine, Minuetto, Bonello, Al Ponte, Da Luciano, Alla Rosa, Tre Pini) si sono impegnati a fondo, riscoprendo tutto il valore della propria tradizione professionale, familiare e della zona di provenienza. L’operazione, nella quale sono stati coinvolti anche artigiani di vari settori presenti sul territorio, è stata coordinata da Donatella Girotto di Turismo & Cultura, che ha curato la realizzazione del progetto assistendo ed indirizzando le scelte dei vari ristoratori per quanto riguarda la definizione del menù e l’assetto del locale.
Sotto il profilo quantitativo, l’iniziativa ha riscosso un grande successo di pubblico, tanto che le serate inaugurali sono state all’insegna del tutto esaurito. Fatto particolarmente significativo è stata la presenza di partecipanti provenienti non solo dalle diverse zone della provincia di Rovigo, ma anche da Ferrara, Legnago, Verona, Mantova, Modena, Bologna, Padova e perfino da Como.
Ogni locale ha saputo fornire un saggio di alta cucina, riuscendo nel contempo a caratterizzare lo stile complessivo dell’ospitalità sia sotto l’aspetto delle specialità culinarie che dell’accoglienza e dell’ambiente. In sostanza è stato pienamente compreso lo spirito che stava alla base dell’iniziativa: non una gara gastronomica, ma lo sforzo di ciascuno e di tutti insieme per portare la tradizione gastronomica polesana a livelli proponibili, con tutta dignità e carattere, sul piano interregionale.
Questa operazione ha dimostrato che lo spessore della tradizione esiste, esistono le professionalità, esiste anche la voglia da parte degli imprenditori più avveduti di costruire un’immagine della ristorazione polesana. In fondo la tanto declamata ristorazione trevigiana cos’era prima delle operazioni di ricupero culturale e promozionale dei Mazzotti e Maffioli?
Va inoltre sottolineato un altro aspetto caratterizzante la manifestazione: l’elemento culturale non è rimasto limitato alla ricerca nell’ambito gastronomico e alla valorizzazione di tradizioni, ma si è espresso anche attraverso l’animazione delle serate. Sono stati infatti messi in luce e portati alla ribalta di volta in volta personaggi vari, legati al mondo economico, giornalistico, culturale e dello spettacolo, che hanno saputo proporsi con la loro opera ad un livello che ha certamente superato l’ambito provinciale. Cosicché, oltre ad un circuito gastronomico, è emerso un circuito culturale solitamente poco valorizzato, fatto di letterati, attori, editori, imprenditori, professionisti polesani che operano a livello nazionale. Costoro hanno portato nei loro interventi alle serate l’aria nuova che viene dal movimento, dal contatto col più vasto mondo delle idee e dell’economia, conferendo nel contempo più naturalezza e vivacità alla convivialità e, paradossalmente, la cucina stessa se ne è avvantaggiata.
La rassegna degli ospiti è stata nutrita: Luciano Caniato poeta, Arnaldo Cavallari imprenditore, Gianluigi Ceruti ambientalista, il Centro Sperimentale di Danza di Giovanna Quilici, Emilia Verrua conduttrice radiofonica, il barone Marco Ricasoli, Renato Cecchetto attore, Salvatore Giannella direttore di Airone, Aldo Vergine regista RAI, Franco Piccinelli scrittore, Federico Fazzuoli conduttore di Linea Verde, Francesco Corbetta professore di Università, Steno Sandali compositore.
Di prammatica è stato l’intervento dei due autori del libro, Chiara Crepaldi e Paolo Rigoni, che ogni volta hanno focalizzato i loro interventi su aspetti diversi legati alla ricerca etnografica da loro condotta.
Non è mancata mai la presenza di giornalisti di vari quotidiani e settimanali, tra cui testate come Espresso e Panorama, RAI e TV private, che hanno sottolineato nei loro servizi l’aspetto originale dell’iniziativa.
Si è trattato di uno sforzo che le due associazioni organizzatrici, Minelliana e Turismo & Cultura, hanno affrontato con impegno e creatività, nella consapevolezza di aprire una nuova strada, mettendo insieme forze diverse e a volte contrastanti, quali spesso si manifestano quelle della cultura e dell’imprenditoria. Si è chiaramente affermato con i fatti che non c’è proposta nella ristorazione senza ancoraggio a precisi riferimenti culturali. Si è infine dimostrato che, con mezzi anche molto ridotti, ma con la dovuta consapevolezza è possibile fare animazione culturale e promozione suscitando curiosità e interesse, valorizzando persone e ambienti.
Non è poco.
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G. M.. “A tavola con la tradizione”. Ventaglio Novanta, n. 7, 1993. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-tavola-con-la-tradizione/