Bottrighe ha riabbracciato i suoi figli. In centosessanta si sono ritrovati al paese natio per la quarta edizione del raduno dei “Butrigan nel mondo”. Attraverso il gruppo facebook “I butrigan iè in ogni canton”, si era diffuso l’invito a quanti, nel tempo, avevano dovuto lasciare la loro terra. Successo anche per questa nuova edizione biennale organizzata dal Gruppo Sportivo Bottrighe.
Sono giunti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Abruzzo, Emilia Romagna e Sardegna. Due giorni molto intensi per gli emigrati bottrighesi accolti affettuosamente dai loro compaesani e parenti. L’iniziativa ha avuto l’ennensimo grande successo, ritrovandosi con gioia nel ricordare, tra abbracci e commozioni, i tanti momenti del passato trascorsi insieme a Bottrighe.
Molti di loro si sono incontrati con vecchi compagni di classe che non vedevano da tantissimi anni, immancabile la passeggiata lungo gli argini del Po. Particolarmente commovente l’incontro con Anna Gregnanin di Cagliari, che tornava dopo quarantatre anni.
Nella giornata di pre-festa ufficiale si sono incontrati gli emigrati provenienti da più lontano, con appuntamento dinnanzi al palazzo civico. Poi la pregevole visita guidata, curata dal professor Dimer Manzolli, alla fattoria didattica “La Milana”, con l’annesso museo della “Repubblica di Bosgattia”, concluso con l’aperitivo ed il classico “pan e salame”. A seguire la cena conviviale all’hotel “Stella d’Italia” di Adria.
Il giorno seguente, nell’affollata chiesa di San Francesco, si è svolta la messa dell’emigrante, celebrata da monsignor Antonio Cappato, già parroco del paese per 41 anni e commentata da appropriati canti del locale gruppo folkloristico “Bontemponi”, gruppo che in sala polivalente ha poi intonato l’inno “Oh Bottrighe!” prima della proiezione, assai commovente, di “Memorie”, dvd realizzato da Nerino Albieri e Nicola Donà, consegnato poi a tutti i partecipanti.
Il sindaco Omar Barbierato ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, legandosi alla bella lettera inviata dal collega Roberto Montà di Grugliasco, città della cintura torinese, sottolineando l’importanza ed i legami con gli emigrati, complimentandosi con gli organizzatori, che in questo modo non dimenticano i figli della terra natale, ricordando altresì quando nel 2016, i Bontemponi, tornati a Grugliasco per la terza volta, parteciparono alle celebrazioni per l’inaugurazione di Largo Polesine.
La comitiva ha poi festeggiato con una conviviale all’hotel Olimpya del lido di Rosolina mare. Qui, tra brindisi e canti dei Bontemponi, prima del taglio della mega torta, è seguito l’omaggio floreale alla 96enne Rina Levada, la più longeva degli emigrati intervenuti, arrivata da Bologna, da parte del dottor Antonio Boni presidente del Gruppo Sportivo.
Vari gli interventi di gratitudine degli ospiti, molto emozionati, nel riconfermare in questo modo il forte attaccamento al paese natio, che mai hanno dimenticato. Qualcuno di loro si è poi soffermato qualche giorno in più per visitare Adria ed il museo archeologico nazionale, il Delta del Po e Chioggia. Loretta De Grandi, da Montemagno in Piemonte, impossibilitata a partecipare al raduno, è giunta qualche giorno dopo per incontrare amici e parenti.
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Roberto Marangoni. ““A vegno a cà””. Ventaglio Novanta, n. 60, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-vegno-a-ca/