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UN RICORDO

Armando Salati (1940-2020)

Dal Cilento a Lendinara. Attività e passioni di un Segretario Comunale. Un ricordo nel primo anniversario della scomparsa

di Laura Viaro

Ventaglio Novanta n. 62 2021 pp. 107–108

Ognuno di noi lascia impronte significative del suo breve passaggio terreno, talvolta lievi o altre, spesso inconsapevolmente, più incisive e tali da evidenziare l’assenza del viaggiatore per sopraggiunta destinazione.

Di strada, nell’accezione non solo letterale del termine, il dottor Armando Salati – al quale sono dedicate queste righe in occasione del primo anniversario dalla scomparsa avvenuta il 25 febbraio 2020 – ne ha percorsa parecchia. Da Gioi Cilento, comune salernitano dove nasce nel 1940, segue i trasferimenti del padre, segretario comunale in diverse località del Cilento, professione che egli stesso svolgerà per l’intero arco lavorativo, a seguito del conseguimento della laurea in giurisprudenza nel ’63 e del successivo diploma presso la prestigiosa LUISS Guido Carli di Roma un anno dopo. Nel nativo Cilento inizierà la carriera di funzionario dello Stato, procedendo poi verso altre sedi comunali – Cappella Maggiore, Borso del Grappa, Pieve di Soligo, Lendinara, Adria e Roseto degli Abruzzi e svolgerà attività di magistratura onoraria di nuovo ad Adria e a Brescia.

Ed è proprio nell’esercizio di funzioni apparentemente relegate alla sfera delle burocratiche formalità che nasce, come per sua stessa ammissione, l’esigenza di “comprendere le persone provando a scandagliarne l’animo…radice comune di tutti gli individui… di tenere buoni rapporti con gli amministratori… con gli impiegati… e con la popolazione”. La palese attitudine all’approfondimento, apprezzata dall’empatico interlocutore nel corso di occasionali chiacchierate lungo le vie cittadine, intensificava un proficuo scambio di vedute e riflessioni, caratterizzate dalla franchezza di Armando – l’invito all’utilizzo del solo nome di battesimo era rivolto a chiunque – e alla scarsa indulgenza verso il compromesso.

La figura del dottor Salati, persona molto conosciuta in città assieme alla moglie Silvana Totaro e ai figli Francesco e Roberta, è stata ricordata dai sindaci dei comuni polesani presso i quali svolse il suo mandato come “persona competente dotata di una grande cultura giuridica e con un profondo senso delle istituzioni… intelligentemente sagace ed ironica” e ancora “attento alla bellezza della città che si era scelto, Lendinara, dove era venuto ad abitare con la famiglia” e dai numerosi cittadini anche attraverso i profili social con affettuosi commenti e aneddoti. Fervido sostenitore della legge sul biotestamento, di recente introduzione nel nostro stato, ha provveduto in prima persona all’informazione circa le procedure più agevoli, finalizzate al rispetto delle volontà individuali nel doloroso momento del trapasso rendendo pubblico e disponibile un modulo da egli stesso redatto, da presentare presso gli uffici dell’anagrafe del proprio comune.

La molteplicità di esperienze e la ricchezza di un mondo interiore dove rigore e coerenza fanno da sfondo a sentimenti di profonda umanità, sono racchiuse nella produzione letteraria di Armando Salati, a disposizione sul sito internet personale, https://www.armandosalati.it/, ulteriore motivo di menzione in queste pagine. Si tratta di racconti (molti dei quali sono stati pubblicati in quotidiani nazionali) suddivisi in tre raccolte secondo cronologia e tematiche: “Racconti cilentani”, “I racconti del Segretario” e “Altri racconti”. Sono presenti anche i commenti dei lettori, in molti casi splendide e autorevoli recensioni.

La puntuale ricostruzione storica, il gusto del dettaglio e l’efficacia espressiva nel delineare il lato ironico – a tratti sagace – delle situazioni e dei personaggi, rendono piacevole e spassosa la lettura di una prosa nella quale la partecipazione emotiva, forse abbastanza celata in generale ma ovunque percepibile, è testimone di forti radici con gli affetti più importanti e la terra di origine. Davvero capita di intravvedere “il notaio della intramontabile canzone Signorinella” non solo nel racconto “I goliardi” intessuto di spensierati ricordi giovanili ma, più in generale, in quella predisposizione d’animo che sa cogliere la poesia del tempo passato con saggezza ed eleganza.

Una personalità ben definita, uno “scrittore senza editore”, così amava definirsi, che è riuscito a farsi ricordare attraverso vari aspetti con insospettabile forza anche negli ultimi momenti di vita, forse in fedele ossequio al monito paterno “Crepa ma nun mollà!” – che sarà il titolo di uno dei più commossi racconti cilentani – allorché si apprestava a partire, scortato dalla catenina d’oro di Sant’Antonio che la madre gli mise al collo, “per andare a lavorare al nord, nel Veneto…”. Sembra a tutt’oggi di rivederlo durante le lunghe passeggiate kantiane negli orari canonici, solitario nell’aspetto ma straordinariamente socievole nell’intimo.

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Come citare questo articolo

Laura Viaro. “Armando Salati (1940-2020)”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/armando-salati-1940-2020/

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