Si è chiusa con successo a San Bellino la quinta edizione di Cantiere Arte, festival dei beni Culturali, della creatività e dello spettacolo che dal 2015 si tiene nel piccolo comune polesano.
In occasione di Cantiere Arte il paese si trasforma nel luogo dove si sperimenta, si riflette sul concetto di arti e si valorizzano le eccellenze del territorio, mediante momenti di incontro e confronto con funzionari del Ministero per i beni e le attività culturali, docenti universitari, storici dell’arte, tecnici del restauro, musicisti, attori, scrittori e artisti.
Quest’anno il festival ha alzato il sipario con l’inaugurazione del Molino SBAM, fabbricato di archeologia industriale restaurato grazie al contributo PSR Veneto 2014/2020 – PSL GAL Polesine Adige, con l’evento “All art has been contemporary. Second edition” dedicato a dialoghi e percorsi virtuali nelle arti visive e nella musica a cura di giovani storici dell’arte e dell’architettura e di giovani musicisti jazzisti.
Presso la Biblioteca Comunale i temi della conservazione, gestione, valorizzazione dei beni culturali hanno dato voce ai musei nel territorio, ponendo l’attenzione sul pittore del Cinquecento ferrarese Benvenuto Tisi da Garofalo con un incontro a cura di Barbara Ghelfi, professore associato di storia dell’arte moderna all’Università di Bologna, e Marcello Toffanello, funzionario storico dell’arte delle Gallerie Estensi.
Di particolare interesse è stata la presentazione al pubblico dell’ultimo lavoro realizzato dalla Vetreria d’Arte Tomanin in occasione della Mostra internazionale d’arte “Maestri” di Illegio, la copia a grandezza quasi naturale della parte superiore della vetrata medievale con L’albero di Jesse della Cattedrale di Chartres. La vetrata è stata esposta per l’occasione al piano superiore del Molino SBAM ed è stata illustrata dopo una visita itinerante presso i laboratori della vetreria per le fasi di progettazione, taglio e lavorazione e decorazione seguita da un commento iconologico e teologico.
L’iniziativa di San Bellino ha richiamato un ampio numero di persone da tutta la provincia. Il festival – che gode del patrocinio della Regione del Veneto e dalla Provincia di Rovigo – ha preso forma grazie alla collaborazione tra Comune e Biblioteca, Associazione culturale L’Asino d’Oro di Rovigo e la Vetreria d’Arte Tomanin. E’ ideato e coordinato da Raffaele Campion, Assessore al Patrimonio culturale, Creatività e Attrattività (Storico dell’arte) e da Sara Caraccio, Presidente della Biblioteca Comunale (Tecnico di Restauro). Sempre presente e co-ideatrice Flavia Micol Andreasi, Presidente dell’Associazione culturale L’Asino d’Oro (Docente e storica dell’arte) e il comitato di gestione della Biblioteca di San Bellino, formato in larga parte da giovani professionisti del mondo della cultura e dell’educazione.
Un festival che si articola in tre giornate, durante le quali il paese mette a disposizione piazze, ville, parchi e palazzi diventando cornici di questo evento, considerato un appuntamento fisso dal 2015, con un seguito di pubblico appassionato che negli anni gli organizzatori hanno saputo conquistare con incontri di elevato spessore culturale e con figure professionali nel campo dell’arte, del restauro, della musica e dello spettacolo.
Delle precedenti edizioni merita di essere ricordata la presenza di Francesca Cappelletti, professore ordinario di storia dell’arte moderna presso l’Università di Ferrara e già vicepresidente del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici del Ministero, con una lectio magistralis dedicata al grande pittore rivoluzionario vissuto tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, Caravaggio. Alcune riflessioni sul concetto di restauro e di conservazione del patrimonio culturale, con gli interventi della storica dell’arte Melania Ruggini e del docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna Marco Lazzarato.
L’attenzione posta sulla promozione del territorio dedicando una serata a Gauguin, i Nabis e il Simbolismo Europeo, in concomitanza con la mostra espositiva presso Palazzo Roverella a Rovigo e con le realtà museali del territorio. Un confronto sulla gestione dei musei, nello specifico dei Musei Archeologici Nazionali di Adria e di Fratta Polesine, della Pinacoteca Nazionale di Ferrara e della Fondazione Cariparo dal titolo “Ferrara, Rovigo e Adria: terre d’acqua e di meraviglie” ha messo in evidenza l’ingente patrimonio che questi enti conservano, narrato al pubblico dai loro direttori e curatori.
Il Teatro Belli di Roma con uno spettacolo di alta qualità dedicato ad Ipazia di Alessandria, ha saputo far riflettere il pubblico sulla filosofa e scienziata greca del IV secolo, mentre nel verde giardino di Palazzo Tomanin, situato nel cuore del paese, docenti dell’Università di Ferrara, archeologi, antropologi e artisti sono intervenuti nel convegno scientifico divulgativo dedicato alla storia del vetro in Polesine, un viaggio ideale dalle produzioni di Frattesina alla Vetreria d’Arte Tomanin, dalle eccellenze antiche sino a quelle contemporanee.
Ha aperto i cancelli anche Villa Guarini, dimora del Cinquecento, all’epoca di proprietà della famiglia ferrarese dei Guarini. Qui sembra che tra il 1580 e il 1583 vi abbia risieduto Battista Guarini, autore del Pastor Fido. All’interno del vasto parco, che ospita alberi monumentali, è andata in scena una pièce teatrale curata dell’Associazione culturale Zagreo ispirata al poema omonimo di Battista Guarini, che qui lo compose sul finire del secolo e tra le ultime edizioni vi è stato un grande spettacolo di teatro urbano “La Notte delle Creature” che ha portato cittadini e visitatori ad immergersi nel mondo delle arti e dello spettacolo, percorrendo i luoghi di eccellenza del paese accompagnati dalle storie e dalle leggende di attori, figuranti mascherati e trampolieri musicisti del Molino Rosenkranz.
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Sara Caraccio, Raffaele Campion. “Cantiere Arte”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/cantiere-arte/