Incantarsi davanti ad un suggestivo angolo naturale, o fermarsi ammirati di fronte ad una armonica costruzione dal sapore antico è certamente per tutti un'esperienza appagante e indimenticabile, che ci conferisce uno stato di piacere e tranquillità d'animo. Cerchiamo a volte di "catturare" questi momenti di intensa emozione interiore fotografando il paesaggio che ci ha colpito per poter successivamente rivivere, con la riproduzione fotografica, la magica atmosfera. Ma poi, inevitabilmente, l'immagine stampata, quand'anco di ottima qualità, rappresenta sempre un certo grado di delusione: in ogni caso ci accorgiamo che è venuto meno il sapore autentico del luogo, manca "l'anima", quella che avevamo sentito aleggiare là dove il coinvolgimento ambientale si era rivelato intenso, comunicandoci sensazioni indimenticabili.
Fatta questa premessa, è sorprendente invece scoprire come alcune composizioni pittoriche siano in grado di compiere l'inatteso miracolo di ricostruire la connessione magica tra l'immagine e il cuore. Sensazione questa che si avverte immediatamente di fronte ai quadri di Pier Angelo Quaroni, autore di tele che manifestano una prodigiosa capacità di riproporre, con tutto il loro fascino, dolci scorci della natura padana.
È in particolare il Po, con le sue acque che scorrono silenti e fascinatrici, con l'atmosfera bucolica delle sue golene dove la brezza intona dolci arpeggi con le fronde dalla livrea cangiante, con le macchie arbustive irregolari nelle forme e mutevoli nei colori che sorgono lungo le sue rive, a fornire gli elementi descrittivi per i quadri di Quaroni.
Si tratta di raffigurazioni che da un lato rappresentano un alto grado di fedeltà alla natura, ma nel contempo si caratterizzano come uniche ed originali, tanto da sembrare pure invenzioni poetiche.
È indubbio infatti che il dato esteriore, ricercato con instancabile amore del bello, costituisce il punto di partenza per le realizzazioni pittoriche di Quaroni, ma è parimenti vero che su di esso interviene una rielaborazione artistica discreta ma decisiva che, in una sintesi dei dati oggettivi e soggettivi, dà vita a inedite visioni.
Alla base di tutto c'è in Quaroni una innata disposizione dell'animo in grado di "saper vedere", di saper cogliere gli elementi salienti della natura, come essa si esprime in paesaggi dolci ed arcadici; e d'altra parte vi è la capacità di "saper raccontare con i colori" la limpida suggestione delle immagini che si fanno poesia.
L'arte di Quaroni nasce dunque da un fitto dialogo tra sentimenti dell'autore e mondo esterno. Le sue creazioni si configurano allora come "racconti" della natura, densi di forza narrativa che rendono di immediata fruizione i quadri: immagini che parlano di dolci silenzi, di piccole barche solitarie appena sfiorate dalla corrente, di canne palustri piegate da brezze leggere: plaghe ove sono banditi rumori dirompenti o arditi interventi architettonici, per lasciar spazio allo scorrere lento del tempo, ove la dolcezza è appena increspata da un leggero velo di malinconia.
Nato a Marcianengo in provincia di Pavia il 29 gennaio 1932, Pier Angelo Quaroni conduce la sua vita in stretto rapporto con il fiume Po. Egli infatti vive e lavora in due comuni rivieraschi che sorgono sulle opposte rive del grande fiume: Ferrara (Via S. Caterina da Siena 2, tel. 0532/200540) e Occhiobello in provincia di Rovigo (Via dei Gerani 9, tel. 0425/758189).
Dipinge fin dall'età dell'adolescenza ed ha partecipato ad importanti mostre nazionali collettive ed a gare di pittura estemporanea aggiudicandosi numerosi premi.
Sue opere si trovano presso gallerie, collezioni private di molte città italiane e straniere; molte presso enti e comuni, come premi acquisto di gare estemporanee.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Dolci racconti della natura”. Ventaglio Novanta, n. 11, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/dolci-racconti-della-natura/