Pubblicità

ARTEOGGI

L’inquietudine di Elio Bolognese

Nell’opera dello scultore adriese si colgono momenti di forte tensione o di composta serenità

di Michela Marangoni

Ventaglio Novanta n. 11 1995 pp. 101–104

Nato ad Adria nel 1926, Elio Bolognese, è da considerare pittore per istinto e passione, anche se la sua produzione artistica si colloca in età matura, allorché nel 1979, l’autore inizia a frequentare in Cadore i luoghi del lavoro artigianale ed artistico.

Tra le montagne Elio Bolognese impara a scolpire il legno e a “interpretare” le radici degli alberi, ottenendo risultati davvero suggestivi: basterebbe ricordare il Busto di donna del ’94 così eloquente e ricco di possibili letture nel sorriso foriero di antiche memorie, o Il fiore della vita, anteriore al ’91, affascinante simbiosi tra l’uomo e la pianta, rappresentazione di un equilibrio con la terra e i suoi elementi ormai irrimediabilmente perduto, immagine carica di richiami letterari e mitologici che – forse – l’artista ha comunicato senza sapere di seguire le tracce di un ricordo spontaneo, profondo e non del tutto noto alla coscienza.

Sui tronchi prevalgono generalmente le superfici lisce e semilucide. Il ricorso agli assemblaggi è raro perché Elio Bolognese, più che rimediare ai difetti del legno, preferisce conservarli e valorizzarli.

L’inquietudine è suggerita da taluni lavori, in virtù del tema individuato e della forma scelta per rappresentarlo, come il Ferito e la Supplica del ’93 (mutili entrambi di una parte del corpo). Di grande potenza espressiva è il Deportato del ’92 dove, in origine, il pathos era accresciuto dall’uso del filo spinato, cui si aggrappava l’uomo con le braccia alzate sopra il capo, allungate oltre i canoni della proporzione dal desiderio di salire al cielo e dalla volontà di sfuggire agli orrori della umana brutalità.

Il senso del dramma si stempera altrove nella composta serenità dei volti, nella dolcezza degli sguardi, nei sorrisi accennati con grazia. E proprio i profili discreti, le chiome generose, gli occhi un poco affilati, le labbra distese sembrano assurgere a nota dominante e caratterizzante dell’arte di Elio Bolognese.

Chi avrà la fortuna di contemplare tutta la produzione dello scultore adriese, dal manufatto artigianale a quello artistico, passando attraverso la lunga e complessa esperienza del Presepe in movimento, incantevole esempio di artigianato artistico realizzato in una miriade di pezzi tra il 1984 e il 1990, noterà la tendenza ad affinare e perfezionare uno stile innato, non plasmato da scuole o accademie, estraneo a mutamenti radicali e violenti anche se, ultimamente, sembra prevalere l’interesse per i tronchi non finiti e per le superfici scanalate ma sempre lavorate e levigate con insaziabile cura e certosina pazienza.

Grazie alle opere realizzate con una tecnica ormai solidissima ed una sensibilità non comune, Elio Bolognese ha partecipato più volte alle mostre collettive di Contarina, Lendinara, Rovigo ed Adria, ed ha ottenuto il II premio “Cosmé Tura” alla galleria moderna “Alba” di Ferrara nel 1993. Nello stesso anno ha conseguito i premi speciali con diploma di merito alla XIII Mostra Concorso Internazionale dell’Adriatico “Pisaurum d’oro” e alla XIX Mostra Collettiva d’Arte organizzata dall’Assessorato di Lingua Italiana alla Cultura di Bolzano.

Dal 1 al 6 ottobre 1994 lo scultore si è presentato ai suoi concittadini con una mostra personale, allestita presso la “Sala Cordella” di Adria, ricca di una quindicina di interessanti lavori.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Michela Marangoni. “L’inquietudine di Elio Bolognese”. Ventaglio Novanta, n. 11, 1995. https://ventaglionovanta.it/archivio/linquietudine-di-elio-bolognese/

Pubblicità