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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Francesco Finotti, organista di grande talento

Nonostante gli impegni internazionali, non dimentica Taglio di Po

di Roberta Fava

Ventaglio Novanta n. 18 1998 pp. 166–167

In chiesa, quando suona l'organo, durante le funzioni religiose, è come se si aprissero sacri orizzonti; il suono vibra nei cuori e canta come una rondine nel cielo di primavera. Concerti d'organo sono tenuti nei vari centri di musica sacra, in Italia principalmente negli edifici per il culto, all'estero anche nelle sale di concerto, dove non manca tale strumento.

Non è semplice accostarsi all'organo perché non è facile tenerlo in casa, perciò lo studio avviene principalmente, oltre al conservatorio, in chiesa e talvolta con varie difficoltà. Bisogna pertanto amare la musica e tale strumento per sacrificare e dedicare i propri anni a tale arte.

Francesco Finotti vive da sempre con intensità un rapporto quasi esclusivo con l'organo. È stato avviato a tale conoscenza dal padre che già suonava tale strumento nella chiesa del paese a Crespino. Ha vissuto inoltre da sempre in un clima favorevole alla musica giacché anche vari zii suonano e dirigono cori. Ha quindi frequentato molto presto l'Istituto musicale "Venezze" di Rovigo, allora sede staccata di Verona, ora autonomo da molto tempo.

Anche i suoi fratelli e sorelle non sono esenti da tale meravigliosa attività, infatti sono legati al mondo della musica e suonano vari strumenti.

Francesco Finotti nel 1975 si è diplomato in organo e composizione e da allora ha iniziato un'attività pubblica, tenendo concerti prima nel Veneto, poi in altre zone conseguendo nel 1978 il 1° Premio al concerto internazionale d'organo "F. Liszt" di Budapest. Insegna al Conservatorio "Pollini" di Padova ed è impegnato anche nel progettare organi con una nuova concezione e a ristrutturare quelli deturpati dall'usura del tempo. Portano la sua firma l'organo della chiesa di Arzignano di Vicenza, del Conservatorio di Rovigo, della chiesa S. Cuore di Busto Arsizio; ha inoltre guidato la revisione di vari organi, tra cui quello della chiesa di S. Teresina del B. Gesù di Verona ed altri in varie parti d'Italia.

La sua sensibilità l'ha portato ad avvicinarsi ai compositori di scuola straniera, in particolare a quella tedesca. Ci informa infatti che "La scrittura musicale che si è sviluppata nei secoli, in questi luoghi ha caratteristiche piuttosto precise dal punto di vista della forma e della composizione, in quanto predomina la componente contrappuntistica, combinatoria e attraverso queste varie tecniche si coglie un humus molto complesso, poliedrico, ricco di aspetti abbastanza lontani dalla mentalità latina e in particolare da quella italiana"

Infatti, secondo Finotti, "nella mentalità italiana la cosa principale è il coro, quindi domina il cantore che è esecutore vocale a cui tutto si sottomette, mentre ci dovrebbe essere un insieme di vari elementi che portino a un linguaggio articolato, in cui tutti gli elementi rappresentino un significante e un significato".

Egli si è avvicinato a Bach e ai suoi predecessori, alle figure del Romanticismo della musica tedesca e in particolare a Schumann. Ama suonare oltre a Bach, Schumann, anche Liszt, Bramhs e altri.

La sua attività l'ha portato a suonare in varie parti dell'Europa, in Messico, a Hong Kong, Tokio e nell'estate del 1997 l'ambasciatore tunisino, sotto indicazione dell'ambasciata italiana, l'ha invitato a tenere dei concerti in Tunisia. È stato invitato anche a Malta, ove nel 1994 ha partecipato alla maratona-festival nella settimana dal 1/8 agosto, in Finlandia, a Lahti, dove è stato molto apprezzato per la sua musica, considerata dai critici finlandesi " … come un'affascinante fantasia vivente, ricca di sfumature e ritmi agitati, sostenuta dai potenti suoni". La sua interpretazione è stata considerata "vivace e magistrale".

Il maestro Francesco Finotti recentemente ha inciso un CD e si sta preparando per tenere concerti a Parigi, a Malta, a Vicenza e altrove, ma non disdegna esibirsi nella chiesa parrocchiale di Taglio di Po. Lo ha fatto in occasione della ricorrenza della festa della "Madonna del Vaiolo" e di altre festività, accompagnando con l'organo il coro parrocchiale, il coro delle "Note del Fiume", il tenore Sergio Pattaro, il baritono Massimo Siviero e il soprano Anna Casellato, suscitando sempre un'intensa emozione.

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Come citare questo articolo

Roberta Fava. “Francesco Finotti, organista di grande talento”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/francesco-finotti-organista-di-grande-talento/

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