Mi accadde più volte negli anni passati, trovandomi altrove, di sentirmi dire: “Rovigo? dove si trova?” “Nel Polesine”. “Ah sì, nel Polesine, dove ci fu quella disastrosa alluvione del Po!”.
Mi mortificava sapere che la mia terra era conosciuta o ricordata solo per eventi tragici. Ma, fortunatamente, oggi non è più così: si è avuta, una salutare inversione di tendenza, a cominciare da un interesse turistico, verso il Polesine che, con il Delta del Po, è risultato degno di essere ampiamente rivalutato e menzionato tra gli ambienti umidi più caratteristici d’Europa. Non solo. Rovigo è entrato frequentemente nelle case degli italiani anche attraverso le cronache sportive di gazzette e tv, grazie ai numerosi primati dei nostri valorosi rugbysti.
E poi, al di là del notevole lustro dato alla nostra terra in più settori da Polesani noti e meno noti, ultima, ma solo in ordine di tempo, è giunta la strepitosa ed esaltante vittoria del “Gran Premio Città di Arezzo”, conseguita (prima volta per un complesso italiano, proprio dall’Insieme Vocale del Gruppo Polifonico Città di Rovigo, magistralmente diretto dal M° Giorgio Mazzucato. Un trionfo, questo, che è rimbalzato sulle pagine dei più quotati quotidiani nazionali e che ha fatto nuovamente parlare di sè la nostra terra, consacrando Rovigo come città che ama e coltiva la musica. Quale musica? C’è un prestigioso Conservatorio in città, il “F. Venezze”, che diploma validi strumentisti, che coltivano la loro passione nelle sale dell’interessante palazzo settecentesco stile veneto costruito dal polesano Agostino Ghiretti. E ci sono i componenti del Gruppo Polifonico cantori dilettanti che hanno evidenziato una preparazione tecnica e stilistica superiore ai normali canoni amatoriali, entusiasmando ad Arezzo pubblico e Giuria che, all’unanimità, hanno riconosciuto lo straordinario quintetto rodigino degno di un premio così ambito in Europa e nel mondo.
Essi, nella categoria “Gruppi vocali”, hanno dato prova di un eccezionale equilibrio di musicalità, intonazione, abilità e chiarezza declamatoria, difficile da raggiungere nell’interpretazione del repertorio rinascimentale “a cappella”. I brani eseguiti erano tutti composti tra il ’400-’500-’600: frottole, villotte (brani di carattere popolare, di intrattenimento) e madrigali (composizioni più complesse), scelti da musiche di Andrea e Giovanni Gabrieli, Marenzio, Vecchi, Banchieri, Azzaiolo, Bennet, Aleotti, Passereau e Monteverdi, di cui il madrigale “Volgea l’anima mia” è stato proposto con perfezione assoluta, tale da meritare il premio speciale “Fosco Corti” per la migliore esecuzione con organico solistico.
Con questa importante affermazione al 38° Concorso Polifonico Internazionale di Arezzo, il più prestigioso nel mondo, l’Insieme Vocale Polifonico Città di Rovigo, oltre ad un significativo compenso di denaro, ha acquistato il diritto a partecipare, con i vincitori dei cinque Gran Premi internazionali più quotati a livello mondiale, al Gran Premio Europeo di Canto Corale 1991, che si terrà in Francia a Tours. “Questo genere di concorsi – dice il M° Mazzucato, definito un vero e proprio “demonio” di bravura e di competenza – può essere tenuto solo in Europa, perché è l’Europa la culla della musica da camera”.
I cinque bravissimi giovani che fanno musica fin da bambini, si sono dunque esibiti ad Arezzo in questa ristretta formazione, partecipando per la prima volta ad un concorso e sono stati strepitosi. Un grazie, quindi, ai soprani Antonella Ferroni e Daniela Borgata, al contralto Giuseppina Spremulli, al tenore Roberto Spremulli, al basso Luca Ferracin e al loro direttore Giorgio Mazzucato per aver onorato ancora una volta Rovigo e il Polesine.
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Come citare questo articolo
Francesca Magon. “Gran premio per il coro”. Ventaglio Novanta, n. 2, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/gran-premio-per-il-coro/