Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Ventennale dei “Polesani nel mondo”

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 2 1990 pp. 74–77

L’Associazione costituisce il costante punto di riferimento per quanti hanno lasciato la nostra provincia

Non dimenticano la terra dei grandi fiumi i polesani che l’hanno lasciata. Uno stuolo di almeno 300.000 persone, dalla fine dello scorso secolo, si calcola sia emigrata dal Polesine a causa di gravi ristrettezze economiche o per cercare occasioni di lavoro più qualificanti e rispondenti alle loro capacità. Né a costoro dispiace essere chiamati polesani, appellativo di cui anzi vanno giustamente fieri giacché l’origine polesana non ha soltanto una valenza che ricorda situazioni di povertà, ma rappresentata, in Italia e nel mondo, soprattutto una garanzia di laboriosità, di onestà e determinazione a crescere con le proprie forze ed il proprio ingegno.

E i polesani non scordano le proprie radici e, una volta inseriti nel tessuto economico della nuova terra, tornano a guardare verso quel lembo racchiuso tra l’Adige e il Po. Tutto ciò mi si è rivelato con molta chiarezza partecipando a Badia Polesine, presso il ristorante El Salvador, ad un pranzo con emigranti polesani, tornati in veste di turisti per rinvigorire i vincoli con la terra natia.

Punto di riferimento per tutti costoro, l’Associazione “Polesani nel Mondo”, autentico cordone ombelicale tra l’attuale realtà della nostra provincia e coloro che l’hanno dovuta lasciare senza mai dimenticarla. Un’associazione quella dei “Polesani nel Mondo” nata esattamente vent’anni fa, quando si cominciò a capire che molti di coloro che se ne erano andati ambivano mantenere i contatti con i polesani residenti.

“Proprio vent’anni fa – ci dice il presidente dell’associazione Renzo Ferlini – allacciammo i primi rapporti con alcuni ex polesani che, nella nuova regione di residenza, avevano espresso il desiderio di dar vita a gruppi di incontro. I primi a muoversi in tal senso furono alcuni emigranti in Piemonte. Fu allora che, seguendo un po’ le tracce dell’associazione “Bellunesi nel Mondo”, ed appoggiandoci inizialmente al centro UCEI (oggi Migrantes) demmo vita ai “Polesani nel Mondo” con il fin da allora attivo don Valentino Tonin e l’avv. Pizzo, che per ben dieci anni ricoprì la carica di presidente.

Una volta fondata l’Associazione, iniziammo ad indire apposite riunioni, in vari centri del Piemonte, utilizzando anche appositi elenchi forniti dai comuni. Nacque così il primo nucleo piemontese di emigranti della nostra provincia, che prese il nome di “Fameja Polesana del Delta”, seguita successivamente da altri 14 gruppi simili dislocati in vari comuni della regione, dove si calcola si siano stabiliti dai 25 ai 30 mila polesani”.

Un’operazione simile fu successivamente incentivata dai “Polesani nel mondo” in Lombardia portando alla realizzazione di una decina di gruppi associati, mentre in Alto Adige si costituì autonomamente il “Club rodigino di Bolzano” che ben presto aderì all’associazione polesana. Altri gruppi attivi si trovano a Latina, costituiti da emigrati dalla nostra provincia al tempo della bonifica delle paludi pontine, mentre fuori l’Italia vi sono nuclei associati in Svizzera, Belgio, Venezuela, Uruguay, Australia, ove gli emigrati polesani confluiscono solitamente nelle associazioni che raccolgono tutti i veneti.

“È un onore per me – afferma il Comm. Ferlini – presiedere questa associazione che intende tener desto il legame tra la nostra provincia e quanti si sono trovati nella necessità o nell’opportunità di lasciarla, diffondendo spesso nel mondo il buon nome del Polesine e raggiungendo non infrequentemente posizioni di prestigio; tra gli altri voglio ricordare due sindaci di Bolzano, il dott. Bolognini e l’ing. Pasquali, e l’attuale sindaco di Latina dott. Redi, originario di Villadose.

Proprio per riconoscere il significato dell’impegno degli emigrati polesani o dei loro figli, lo scorso anno è stato indetto dalla Camera di Commercio un apposito premio per i polesani che hanno onorato la provincia di Rovigo nel mondo. Sono stati insigniti del riconoscimento il pittore Giuliano Brancaleoni residente a Bolzano (nato a Baruchella), l’industriale Antonio Dall’Aglio residente in Argentina (nato a Badia Polesine), Ilva Dall’Aglio residente in Argentina (nata a Badia Polesine) segretaria generale della Federazione Veneto Argentina, l’impresario Giacomo De Grandi residente a Bolzano (nato a Bottrighe), Gino Dissette residente a Torino (nato a Rosolina), Benito Ferrati, fondatore dell’azienda “Gruppo Halgher”, residente a Milano (nato a Bottrighe), Fabio Ferro residente a Torino (nato a Loreo), mons. Antonio Gregnanin vicario giudiziale aggiunto del Tribunale regionale del Lazio, residente a Roma (nato a Ceregnano), Antonio Leziero, in servizio presso il canale 11 della televisione argentina (nato a Bagnolo Po), Mario Moretto, artigiano di Biella (nato a Porto Tolle), l’ing. Giorgio Pasquali, per 11 anni sindaco di Bolzano (nato a Fiesso U.), Roberto Previato di Biella presidente del dipartimento del Centro di Biella (nato ad Adria), Mario Resestolato, direttore a Milano della Pesclaudio (nato a Scardovari), Alberto Sandali presidente della “Braxon G” di Milano (nato a Porto Tolle), Lorenzo Spoladore, pittore e scultore a Milano (nato ad Adria), il dott. Roberto Tenani, general manager della Fideuram di Milano (nato da genitori di Polesella)”.

Il 1990, che si sta concludendo, è stato un anno importante per i “Polesani nel Mondo”. L’associazione ha inteso festeggiare il ventennale della propria nascita, con manifestazioni che hanno visto il loro clou nel mese di Aprile, apertosi con una mostra fotografica e documentaria sull’emigrazione e con una rassegna di pittura che ha unito artisti di Adria con colleghi polesani residenti in varia parti del mondo. È seguito un convegno di studio sulla mobilità del lavoro e la tendenza dei giovani ad emigrare dalla provincia. Le celebrazioni della ricorrenza si sono concluse con la posa di una lapide nel cortile del comune di Adria, con alcune manifestazioni sportive, con appuntamenti di carattere religioso e, dulcis in fundo, con un prestigioso concerto sinfonico-corale che ha sancito una sorta di gemellaggio tra il teatro di Adria e quello di Montevideo: la direzione del concerto è stata affidata al M° Paolo Rigolin che esercita la sua professione artistica in Uruguay. È stato inoltre indetto un concorso di poesia e prosa sul tema dell’emigrazione, che ha visto la partecipazione delle scuole medie e superiori della provincia.

All’associazione “Polesani nel Mondo” compete un importante ruolo sociale e civile, consistente non solo nel promuovere concretamente il mantenimento di solidi legami con la terra d’origine, ma anche e soprattutto nell’attuare i valori universali di pace e collaborazione tra i popoli. Un’attività importante dunque che si attua grazie a contributi di pubbliche istituzioni, quali la Presidenza del Consiglio, a supporto dell’attività editoriale, la Regione Veneto per la promozione di convegni e manifestazioni culturali, la Camera di Commercio, la Provincia e vari Comuni polesani che di volta in volta sostengono le più interessanti iniziative. Le quali vengono coordinate dall’ufficio di segreteria rodigino di via Fraccon, che si avvale fra l’altro dell’azione di due giovani obiettori di coscienza che, in coerenza con i loro ideali pacifisti e di solidarietà universale, hanno trovato nell’associazione polesana una concreta possibilità di azione.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il Ventennale dei “Polesani nel mondo””. Ventaglio Novanta, n. 2, 1990. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-ventennale-dei-polesani-nel-mondo/

Pubblicità