A 50 anni dalla sua scomparsa, tramite questo articolo ed altre iniziative locali che saranno coordinate dalla Biblioteca Civica del Comune di Giacciano con Baruchella, si intende tenere vivo il ricordo riconoscente della Maestra Pasini, cioè di una donna e di un’educatrice che in tutta la vita – come si legge sulla sua lapide – “con sublime energia profuse bontà e amore, intelligenza e sapere nella scuola, nella famiglia, per la redenzione degli umili, alla luce dell’ideale socialista”.
L’infanzia e l’adolescenza
Nata il 27 /1/1871 a Veggiano, in provincia di Padova (paese d’origine della madre Maria Berto), Guglielma Pasini si trasferì da piccola in Polesine al seguito del padre, che, in uno dei suoi continui spostamenti, era stato nominato segretario comunale a S. Pietro Polesine, paese dove egli poi svolse le funzioni di insegnante elementare. Il padre Antonio (1833-1897), maestro ed ex volontario nell’esercito sabaudo durante il Risorgimento, spirito libero e poetico (come testimoniano alcuni scritti pubblicati dal Comune di Solesino, paese che gli aveva dato i natali), trasmise alla figlia un’eredità ricca di sensibilità sociale e umanitaria¹. Dalla madre, chiamata famigliarmente Marietta (così come il padre Toni), che contribuiva a mantenere la famiglia gestendo un’osteria nel piccolo centro altopolesano, ereditò uno spiccato senso del dovere.
Completati gli studi elementari a Castelmassa, Guglielma (chiamata anche Guglielmina) frequentò il Collegio Magistrale Nazionale di Rovigo (dove poté conoscere la vita della grande educatrice Cristina Roccati), diplomandosi nel 1890.
Maestra e madre
La sua carriera didattica iniziò il 1° settembre del 1891 quando fu assunta, quale insegnante in prova, dal Comune di Giacciano con Baruchella. Quindi fu nominata per i successivi anni scolastici, finché all’inizio dell’anno ‘94- ‘95 il Consiglio deliberò la sua “conferma sessennale”, condividendo “gli elogi meritatamente tributati all’insegnante” che aveva saputo meritarsi la stima “sia dell’autorità comunale sia della popolazione”. Poi, nel 1901, le fu rilasciato quel “certificato di lodevole servizio” dopo il quale si aveva finalmente diritto alla “conferma in vita “ e, nel nostro caso, all’avvio di una brillante carriera, coronata da vari, anche se tardivi, riconoscimenti statali.
La maestra, intanto, aveva iniziato anche a vivere in mezzo alla popolazione di Baruchella, da quando, sposando nel 1894 Placido Grisetti (1864-1936), si era stabilita definitivamente nel paese. La coppia non ebbe figli ma, diversi anni dopo, ne avrebbe adottato uno (anzi “generato alla vita dell’anima il bimbetto di un’altra donna, con atto di supremo amore” per usare le parole del Prof. Stevanin). Il bimbo, di nome Ugo, era destinato a seguire sotto il profilo umano le orme della madre e a divenire un famoso e benemerito chirurgo².
L’attività politica
Frattanto Guglielma Pasini, contemporaneamente alla sua attività di educatrice, aveva iniziato una attiva militanza socio-politica, in contatto anche con il movimento femminista e con la famosa pedagogista Maria Montessori, incontrata personalmente a Milano. Fu così che, al sorgere del Partito Socialista (1892), dopo la repressione crispina, fu una delle prime iscritte e delle prime attiviste del Polesine, terra segnata dalla grande miseria e dalla pellagra, che aveva già conosciuto – prima in Italia – lo sciopero contadino de “la boje” (1884) e, dopo il suo fallimento, una forte ondata emigratoria verso il Brasile, che in pochi anni vide partire circa 60.000 polesani a cercare fortuna oltreoceano.
La Pasini iniziò a scrivere su “La Lotta”, settimanale stampato a Rovigo e su “Il Lavoro” di Genova, giornali di area ed ispirazione socialista, ed a operare nella nostra zona, con comizi ed altro, collaborando con l’On. Badaloni e con il Dott. Gallani, nella conduzione delle lotte contadine, nel favorire la nascita delle prime “leghe di resistenza” dei lavoratori della terra.
Un’attività politica che, nonostante la tolleranza dell’età giolittiana, le procurò poi accuse e contraccolpi nella sua carriera. Tra il 1905 ed il 1908 – dopo l’inchiesta aperta dal Provveditorato agli Studi di Rovigo a seguito dell’episodio della bandiera rossa regalata alla sezione socialista di Lama – dovette, infatti, lasciare l’insegnamento e fu mandata a Breslavia e a Praga, come impiegata presso il consolato italiano, circostanza che la maestra sfruttò per imparare il tedesco.
Direttrice e animatrice
Ritornata in Italia, riprese la sua carriera ottenendo poi per concorso e con una brillante classificazione la nomina a direttrice didattica nel 1912. Da questa data Guglielma Pasini cominciò a cogliere meritati riconoscimenti al merito educativo.
Come direttrice le furono affidati ben tre “circoli didattici”: Badia, Trecenta e Castelmassa, sui quali esercitò la sua vigilanza, non disgiunta da comprensione ed indulgenza; carica che esercitò fino al 1919, sottoponendosi a lunghi spostamenti in carrozza, proprio negli anni in cui era in corso la prima guerra mondiale.
Il tremendo conflitto – certamente da lei avversato per la posizione neutralista della sua parte politica – la vide comunque impegnata in prima persona per prestare aiuto ai chiamati e richiamati e alle loro famiglie, collaborando con il “Comitato di preparazione civile”, sorto anche nel comune di Baruchella. A questo proposito c’è una memoria del figlio Ugo relativa agli anni della guerra: anche se allora bambino (era nato infatti nel 1910), non dimenticò mai le scene di disperazione di madri e spose che riempivano di pianti le umili stanze della sua casa.
Oltre che fornire conforto e prodigarsi in vario modo per quanti vedevano in lei un importante punto di riferimento, la maestra Pasini diede alle stampe un volume, allo scopo destinarne il ricavato alle famiglie dei richiamati: pochi mesi dopo l’entrata in guerra dell’Italia, nell’agosto del 1915, compose infatti “Umili Martiri (dal vero)”, un volume di 17 brevi racconti, che vedono per protagonisti tutta una serie di infelici (uomini, donne e bambini) che, benché oppressi da dolori e miserie, sanno trovare in se stessi l’altruismo e la forza per aiutare persone ancora più miserabili di loro.
Il libretto riportava in epigrafe una frase significativa (“E’ troppo triste la vita perché si debba sorridere”) e la dedica al caro discepolo Augusto Zapponi (futuro insegnante capogruppo nelle locali Scuole Elementari e poi segretario comunale nel nostro Comune), allora prigioniero di guerra in Germania. Stampata dalla tipografia Zuliani di Badia Polesine, l’opera incontrò un grande favore e successo, con recensione sul “Gazzettino” di Venezia, ed il ricavato della sua vendita (cent. 75), come figurava in copertina, fu destinato “pro famiglie dei richiamati”. Per tutta questa sua attività e per aver sottoscritto il prestito nazionale, alla fine del conflitto la maestra-direttice ottenne dal Ministero della Pubblica Istruzione una medaglia di bronzo³.
Un impegno costante
Nel 1919 la maestra Pasini tornò all’insegnamento, l’attività preferita, meritando nel 1923 una medaglia d’argento e continuando con dedizione in questa sua attività – nonostante una nuova inchiesta indetta dalle autorità fasciste ed il rischio di un processo a suo carico – fino al 1936, quando, ormai sessantacinquenne si ritirò dall’insegnamento per raggiunti limiti di età, nello stesso anno in cui restò anche vedova.
Nel 1939 le fu conferita la medaglia d’oro dal ministero dell’Educazione Nazionale, e in quell’occasione ricevette un messaggio augurale dall’amico trecentano Prof. Ferruccio Martini, allora provveditore agli studi di Roma, accompagnato dalle firme di tanti colleghi ed amici.
Una volta in pensione la nostra Maestra non si riposò certamente, ma riprese ed incrementò quell’attività di insegnamento privato già intrapreso, che caratterizzò gli ultimi anni della sua vita. Tenne così ancora aperta la sua casa (Villa Guglielmina sulla montagnola nei pressi del ponte sull’Emissario, ormai non più proprietà Grisetti) a tutti, per attività socio-assistenziali e educative, ed in particolare a quanti avevano bisogno di un consiglio, e a coloro che, giovani e meno giovani, dovevano superare un esame, prepararsi ad una professione, ma erano privi di grandi mezzi.
Diede lezioni di italiano, di francese, di matematica, di nozioni varie (spesso anche gratuite o semigratuite) a decine e decine di ragazzi e ragazze che poi ottennero licenze e diplomi.
La sua vita laboriosa e feconda, allietata dalla presenza dei nipoti, sempre ricca di motivazioni intellettuali e morali, ebbe termine il 30 maggio del 1958. Le sue esequie, con l’intervento di autorità governative e del mondo della scuola, e di una marea di persone, tra cui molti dei suoi beneficati, testimoniarono l’ammirazione e la riconoscenza della popolazione tutta.
I riconoscimenti post mortem
Qualche anno dopo, al sorgere della locale Scuola Media, si volle intitolarla proprio a lei e sorse un Comitato per le onoranze, intenzionato ad erigere un busto in sua memoria, che raccolse sottoscrizioni di enti e di privati, ma che trovò qualche difficoltà a portare a termine il suo proposito.
Dovettero passare così diversi anni, quando, con l’aiuto dell’Amministrazione comunale, il 15 giugno del 1985, si poté finalmente inaugurare, nell’atrio del vecchio edificio che allora ospitava unitariamente Elementari e Medie, un medaglione di bronzo, opera dello scultore Arrigo Furini. L’opera d’arte (ora trasferita nel nuovo edificio) raffigura l’effigie della Maestra Pasini circondata dalla seguente scritta:
GUGLIELMA PASINI GRISETTI. 1871-1958. UNA VITA DI CULTURA. APOSTOLATO. PER GLI ULTIMI E I GIOVANI
Con il contributo di enti e privati, primo fra tutti il figlio della maestra e noto chirurgo, il Dott. Prof. Ugo Grisetti, fu anche istituita una borsa di studio intitolata a suo nome per gli allievi delle Medie.
Nel maggio 1998, il Comitato di gestione della Biblioteca, intitolata al Dott. Prof. Ugo Grisetti, ritenne opportuno – nella ricorrenza del 40° della scomparsa – onorare con una particolare pubblicazione (Guglielma Pasini, Umili Martiri e altri scritti…), la memoria di colei che gli era stata madre soprattutto nell’educazione e nel grande spirito umanitario, cioè appunto Guglielma Pasini-Grisetti, grande figura di educatrice divenuta poi per tutti la “Maestra” (o la “Signora”) di Baruchella, tanto era il suo prestigio.
Molto del materiale (foto, diplomi, scritti ecc.) allora utilizzato per una mostra, è ora esposto nell’Aula magna della locale Scuola Media, il luogo dove ogni anno – grazie ai proventi della borsa di studio – avviene la premiazione degli alunni risultati più meritevoli agli esami di terza media.
Alla premiazione, inserita di solito in una “festa didattica” è sempre invitata la maestra Maria Previato Grisetti, vedova del Prof. Ugo, che con la sua presenza e con le sue parole di educatrice, tiene viva la memoria di una donna e di una famiglia che tanto hanno dato alla nostra comunità.
NOTE
1. Dell’attività di Antonio Pasini, scrittore e cantastorie interessato alle problematiche sociali dell’epoca si è parlato in Ventaglio n. 7, pag 48 e successive, nell’articolo La boje, una edizione in versi del mitico sciopero di fine secolo
2. Con questi versi, tratti dalla poesia “PIETAS” (Per il professor Ugo Grisetti), il prof. Ario Stevanin focalizzò l’intenso rapporto di affetti e sentimenti tra Guglielma Pasini ed il figlio adottivo:
Non il sangue la madre gli trasmise, né fibre periture (chè madre non gli era per la carne), ma del suo spirito informò quello del figlio e ciò che è eterno in Ugo “suo” trasfuse: Ella, la Donna che la vita intera amando visse e consolando i cuori.
3. Oltre che alla narrativa Guglielma Pasini si dedicò anche alla poesia, come testimoniano le tre composizioni poetiche qui pubblicate.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Maurizio Tramarin. “Guglielma Pasini Grisetti (1871-1958)”. Ventaglio Novanta, n. 38, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/guglielma-pasini-grisetti-1871-1958/