Ciabatta fragrante, ciabatta unica e originale, ma soprattutto ciabatta naturale. E’ il buon pane di Adria, ormai conosciuto in tutto il mondo, che ha visto la sua primogenitura nel Settembre del 1982 nella città polesana. Un vanto per tutta la comunità, che, in occasione del recente tradizionale “Settembre Adriese”, ha voluto dedicare una serie di iniziative promozionali in coincidenza del trentesimo anniversario. Ma soprattutto sì è voluto rendere omaggio al dottor Arnaldo Cavallari, creatore dell’ormai mitico pane.
Cavallari, personaggio poliedrico che non avrebbe bisogno di presentazione, è uno dei polesani più noti dell’era contemporanea. Conosciutissimo in svariati campi: dall’imprenditoria, quale già titolare dei Mulini Adriesi, all’editoria, in campo sportivo ed enogastronomico; dallo sport, quale famoso pilota automobilistico, vincitore di competizioni internazionali, sino alla creazione dell’Accademia del Pane che oggi lo vede gratuitamente protagonista ogni mercoledì pomeriggio con chi desidera cimentarsi nella panificazione all’interno del suo forno sperimentale di via Cà Cima.
Nel trentennale della nascita della “ciabatta”, facciamo rivivere il ricordo dell’indimenticabile giornata con le parole dello stesso Cavallari.
“Ogni persona – racconta Cavallari – ha un desiderio con delle ambizioni nella vita. Così come furono per me le gare automobilistiche con le varie vittorie, dove il battito delle mani rappresentava una gratificazione, regalandomi enorme entusiasmo, analogamente ebbi l’idea di cimentarmi nella lavorazione del pane. Era il 1979 quando iniziai a fare il mugnaio-panettiere, recandomi spesso in Lombardia per imparare a produrre i vari tipi di pane. Facevo questo per imparare, per poi, una volta acquisita idonea esperienza, insegnare, regalando sempre come oggi, il pane prodotto. Durante una di queste prove, ebbi l’onore di conoscere – invitato da Antonio Marinoni, allora presidente nazionale dei panificatori – il professor Calvel, patron della mitica baguette francese. Fu lui ad indicarmi e suggerirmi che un buon pane, oltre alla naturalità delle farine impiegate, doveva essere lavorato aumentando l’acqua nell’impasto che di conseguenza avrebbe esaltato il gusto del prodotto finito.”
Da quell’incontro, e a seguito di numerose prove, – continua Cavallari – in presenza dell’amico Francesco Favaron, valente fornaio veronese, ne uscì un prodotto che a vista d’occhio sembrava una schiacciata, tanto che Favaron mi disse che sembrava “una savata” (una ciabatta ndr), da qui allora l’idea: si chiamerà “Ciabatta Polesana” era il 21 settembre 1982”.
Da quel momento, registrato il marchio, si avvia un cammino di diffusione della “ciabatta” che diverrà globale, cosicché in tutto il mondo il pane ideato da Cavallari verrà individuato come un prodotto italiano di eccellenza per qualità e genuinità.
La diffusione della ciabatta nel mondo ha visto Arnaldo Cavallari impegnato in prima persona per produrre con le sue mani il pane nato ad Adria in 132 panifici in Italia ed in 56 stati esteri. La diffusione è stata inoltre facilitata dall’intuizione vincente di utilizzare l’attività di pilota di rally come veicolo di marketing per il pane stesso.
E, quando si parla di primati, va ricordato altresì che il pane ciabatta è titolare dal 1988 del Guinnes dei primati del panino più lungo del mondo con 4.381,05 metri, ed anche vincitore della prima olimpiade del pane disputata nel 2007 a Lione in Francia.
Un vanto dunque per il Polesine e in particolare per Adria, per cui l’amministrazione comunale ha deliberato di riconoscere formalmente il legame storico della città con il pane ciabatta ed il suo ideatore Arnaldo Cavallari. Con l’impegno innanzitutto di attivarsi in tutte le sedi istituzionali per diffonderne la primogenitura, e di indire ogni 21 settembre (giorno in cui 30 fa nacque la prima ciabatta) una giornata di festeggiamenti. Ma anche di aggiornare la segnaletica d’ingresso alla città, che già da ora porta l’indicazione di “città che ha dato il nome al mare adriatico e città dove è nato il pane Ciabatta”. Inoltre di ricercare partner privati e pubblici per la costituzione di una fondazione per la tutela e la gestione del materiale sportivo del dottor Cavallari e della tradizione del pane ciabatta per la realizzazione di un futuro museo. Infine la costituzione di un disciplinare che assuma una validità di filiera produttiva, logistica e di promozione commerciale nel quale si “Certifica e garantisce la qualità del prodotto – e qui Cavallari è giustamente severissimo – che il frumento macinato dal mulino sia privo di additivi o migliorativi chimici e senza aggiunte di altri ingredienti, in modo che esista il “buon profumo del pane” che è il più valido indice di assoluta naturalezza del pane ciabatta di Adria.”
Durante i festeggiamenti adriesi, con mostre, degustazioni ed incontri, per dare un auspicato segno di impegno, finalizzato alla diffusione e conoscenza internazionale della città, verranno inoltre chiaramente indicati gli esercizi abilitati alla produzione e alla commercializzazione della ciabatta. E’ allo studio una targa in ceramica, oggetto di artigianato artistico realizzato dalla signora Bianca Cavallari, moglie di Arnaldo, che certifichi in questo modo che in quel luogo viene garantità la qualità del prodotto.
Insomma, un’Adria da gustare, dove la storia, la cultura e le antiche tradizioni rappresentino nell’insieme un patrimonio dell’intero territorio polesano di cui essere giustamente orgogliosi.
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Come citare questo articolo
Roberto Marangoni. “I 30 della “Ciabatta””. Ventaglio Novanta, n. 46, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-30-della-ciabatta/