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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il primato del risotto polesano

Alla “disfida” delle tre province, due vittorie consecutive per piatti a base di riso Carnaroli del Delta

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 46 2013 pp. 167–169

Importanti affermazioni per la terra tra Adige e Po nell’ambito culinario. Due vittorie consecutive – a giugno e settembre – per risotti “made in Polesine”. Un vero successo che va raccontato.

Prima sfida

L’antefatto. L’Accademia delle Verdure dell’Adige, con sede a Lusia, era stata “sfidata” dagli amici della Strada del riso veronese a partecipare alla gara dei risotti, iniziativa che già da anni si svolge tra le province di Mantova e Verona. Sfida immediatamente accolta.

L’occasione di far ben figurare Rovigo nell’ambito della cultura del riso andava infatti subito presa al volo. Per l’Accademia delle Verdure polesana, istituita solo qualche mese prima, l’iniziativa si presentava anche come un’utile opportunità per far conoscere oltre i confini della provincia il proprio operato. Un’attività basata sull’obiettivo di valorizzare sotto il profilo culinario le produzioni della zona dell’Adige, che ha come riferimento la fascia orticola da Badia a Rovigo che gravita su Lusia.

Si trattava insomma di creare e “testare”, a livello ultraprovinciale, un piatto nato da tipicità del Polesine, valorizzando due zone produttive di pregio: il Delta, col riso Carnaroli, e Lusia, con i prodotti orticoli di stagione.

L’obiettivo non era la vittoria, ma raggiungere un buon punteggio, quale significativo riconoscimento delle qualità della cucina e dei prodotti polesani.

Bisognava insomma prodigarsi per ottenere un buon piazzamento nei confronti di realtà blasonate come sono appunto quelle di Verona e Mantova. Pertanto l’Accademia delle Verdure, assieme ad Enrico Rizzato, Chef della Trattoria Al Ponte di Lusia, si è rimboccata le maniche progettando un risotto di verdure da presentare in modo innovativo, con l’obiettivo, data la calda stagione, che fosse il più leggero possibile.

La gara si è svolta mercoledì 27 giugno presso il ristorante Il Conventino di Castel d’Ario (MN).

La “disfida”, organizzata dalla strada del riso e dei risotti mantovani – per l’occasione ribattezzata col nome “1 chicco per 3 province, gara gastronomica tra le province di Verona, Mantova e Rovigo per un risotto non convenzionale” – è subito entrata nel vivo

La delegazione polesana ha scelto il riso Carnaroli dell’azienda agricola Marangon Valentino di Porto Viro e le verdure della zona orticola di Lusia.

Il nome dato al piatto: “Risotto del Delta del Po ai colori delle verdure dell’Adige”. I giurati, seduti alle tavole imbandite nel chiostro dell’ex convento del settecento, ora adibito a ristorante, erano sessanta, di cui solo undici provenienti dalla provincia di Rovigo. Ogni giurato era fornito di una scheda sulla quale doveva riportare, per ogni piatto un punteggio dall’uno al cinque sia per la presentazione che per il gusto.

Enrico Rizzato, con la collaborazione di Andrea Focarini ed Elisa Braggion, ha preparato il risotto sul posto. Essendo di verdure, quindi presumibilmente più delicato, è stato servito per primo.

Il presidente dell’Accademia delle Verdure, Renato Maggiolo ha illustrato ai giurati le particolarità del riso del Delta e delle verdure di Lusia, sottolineando come si sia voluto mettere assieme queste due eccellenze polesane per rappresentare al meglio il nostro territorio.

Alle parole introduttive è seguita la concretezza dei fatti.

Appena i piatti del riso alle verdure hanno iniziato ad arrivare sulle tavole, i giurati hanno subito manifestato una inattesa reazione di stupita sorpresa: ammutoliti, si sono fermati per vari secondi in ammirazione del piatto. E, dopo il primo assaggio, molti hanno immediatamente dato segni di sorpreso gradimento.

E’ seguito il piatto della provincia di Mantova: un risotto con la quaglia. Poi Verona: riso sotto con l’anatra.

Al termine degli assaggi si è proceduto alle votazioni e quindi allo spoglio delle schede. Il clima frattanto si faceva via via più teso. In particolare i rappresentanti dei mantovani – che credevano di vincere facile finché non hanno visto e assaggiato il risotto di Rovigo – erano ben attenti, e pronti a far anche annullare qualche scheda non completa. Nell’attesa generale le operazioni proseguivano addizionando i punti assegnati per ogni aspetto fino alla somma finale.

Risultati: Rovigo presentazione 237, gusto 211, totale 448. Mantova presentazione 210, gusto 229, totale 439. Verona presentazione 157, gusto 150, totale 307.

Vittoria per il risotto polesano.

Un successo che premia la buona volontà di quanti credono nelle eccellenze gastronomiche del nostro territorio e nel positivo connubio di saperi e sapori. Molti giurati, sorpresi dal piatto “made in Polesine” hanno chiesto il biglietto del ristorante.

Seconda sfida

La seconda sfida si è tenuta lo scorso 19 settembre ad Isola della Scala. Ancora una vittoria che quindi consolida il primato polesano e che fa comprendere che i piatti a base di riso del delta, predisposti da qualificati cuochi del Polesine, vincono.

La manifestazione competitiva per il miglior risotto si è dunque tenuta ad Isola della Scala, alla gara “Top Show del riso”, proposta in occasione della locale fiera. La trasferta del team polesano nella località veronese è stata organizzata dall’Accademia del Tartufo del Delta e dall’Accademia delle Verdure dell’Adige. Al confronto erano chiamati tre ristoranti delle province del Veneto produttrici di riso: Verona, Mantova e Rovigo.

Vanno ricordati i precedenti. Una prima gara era stata disputata durante la fiera dello scorso anno tra le strade del riso d’Italia e, già in questa prima occasione il Polesine si era classificato primo presentando due risotti preparati dall’Istituto Alberghiero di Adria, uno al tartufo del Delta e uno ai frutti di mare. La seconda vittoria (come sopra descritto) era stata ottenuta a Castel d’Ario, lo scorso giugno con la netta supremazia del ristorante Al Ponte che aveva presentato un risotto alle verdure di Lusia.

Ed eccoci alla premessa per l’ultima competizione: Mantovani e Veronesi, a cui bruciava essere stati soppiantati dagli ultimi arrivati, i polesani del riso, volevano la rivincita.

Gli è stata concessa. Mercoledì, 19 settembre, sera, nell’area riservata al Top Show all’interno del Palariso si sono dunque riuniti 92 giudici: 20 per ogni provincia più 20 accademici della cucina ed altri 12 esperti gastronomi per valutare i risotti ed altri tre piatti presentati da ogni provincia.

Verona ha presentato come antipasto una frittata di saltarelli (pesciolini di risaia) e zucchine e poi un risotto alla zucca e riduzione di vin cotto.

Mantova risotto al tastasale con puntel (costina di maiale) e per dolce la sbrisolona.

Rovigo un risotto Carnaroli del Delta con tartufo nero, sapientemente preparato da Max Bosello del ristorante Sti Gusti di Porto Viro e come secondo una fantasia di verdure dell’Adige cotte e presentata su avvolgente foglia di verza da Enrico Rizzato della Trattoria al Ponte di Lusia.

Risultato delle votazioni: Rovigo 38 voti, Mantova 30, Verona 24.

Netta la vittoria per il risotto polesano dunque! E grande la soddisfazione dei cuochi, degli organizzatori e di tutti i partecipanti polesani tra cui i sindaci di Rovigo e di Porto Viro.

Tre gare (distribuite nell’arco di un anno) e tre vittorie. Non può essere un caso.

“In Polesine – è il commento dell’esperto Renato Maggiolo – abbiamo degli ottimi prodotti, degli abili cuochi ed anche dei bravi organizzatori. Ma non riusciamo né con il riso né con le verdure, né con il pesce a dar vita ad una fiera che possa assomigliare anche lontanamente a quella di Isola della Scala che richiama nelle tre settimane più di mezzo milione di visitatori.

Bisogna pensare seriamente ad iniziative forti in grado di far giustamente apprezzare i nostri validissimi prodotti”.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Il primato del risotto polesano”. Ventaglio Novanta, n. 46, 2013. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-primato-del-risotto-polesano/

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