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ATTUALITÀ - ANNIVERSARI

I Cento anni di Amelio Forza

Nella sua lunga vita ha avuto importanti riconoscimenti nell’ambito educativo e in quello delle forze armate

di Ettore Forzato Arcioni

Ventaglio Novanta n. 49 2014 pp. 136–139

Venerdì 31 gennaio 2014 è stato celebrato il 100° compleanno del Tenente Colonnello Amelio Forza di Ariano. Un’esistenza davvero intensa la sua, impegnata in vari settori, specialmente nell’area educativa, come maestro di scuola elementare e nell’ambito delle forze armate.

Nato ad Ariano nel Polesine il 31 gennaio 1914, Amelio Forza compì regolari studi superiori in Adria e a vent’anni, nel 1934, si abilitò all’insegnamento elementare, iniziando l’anno dopo la carriera di maestro proprio nelle scuole del paese natale. A ventisette anni si sposò con la concittadina Raffaella Mantovani, di tre anni più giovane di lui, per la felicità dell’allora arciprete della chiesa dedicata a Santa Maria della Neve, Nicola Sacchetto, che fu ben lieto di benedirne l’unione.

Dopo aver frequentato il corso per Allievi Ufficiali ed aver acquisito la promozione a Sottotenente di fanteria del Regio Esercito, Forza fu impegnato, con l’inizio della seconda guerra mondiale, in zona di guerra. Inviato in Albania vi giunse proprio nel momento della capitolazione della Grecia. Quindi fu trasferito in Sardegna. Richiamato però alle armi nel 1941, nel 1942 risulta incardinato nel 139° Reggimento fanteria, venendo congedato, a guerra abbondantemente finita, solo il 1° marzo del 1946, “a mente della circolare del Ministero della Guerra n° 4154/250/2 dell’11/10/1945”. A fine conflitto poteva vantare d’aver partecipato, dal 1943 al 1945, a tutta la campagna d’Italia con il rinato Esercito. Nel grado di Tenente, partito dal Sud, battendo bandiera tricolore con scudo sabaudo, aveva infatti risalito l’intera penisola, peraltro incorporato nella 12ª Divisione, cobelligerante con le forze armate americane, come riporta nel 2008 il quotidiano polesano La Voce.

Il 1° gennaio 1944 venne promosso Capitano mentre Maggiore lo fu dal 1° gennaio 1958. Infine la promozione a Tenente Colonnello gli venne perfezionata il 2 marzo 1983, seppur a titolo onorifico, “ai sensi dell’articolo 4 della Legge 8 agosto 1980, n° 434”.

Per le operazioni belliche gli fu concessa nel 1950 la Croce al merito di guerra; mentre nel 1961 gli furono attribuite ben tre campagne di guerra: 1943 – 1944 – 1945. Il diploma d’onore, quale Combattente per la libertà d’Italia 1943 – 1945, lo ebbe il 1 giugno del 1984 a firma del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, controfirmato dal Ministro della Difesa Giovanni Spadolini, ai sensi della legge 16 marzo 1983, n° 75. Questa la motivazione: per aver partecipato “alla guerra di liberazione inquadrato in reparti regolari delle Forze Armate”.

Nel 1969 il capo dello stato, Giuseppe Saragat, con decreto datato 2 giugno, lo insignì della croce di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. L’onorificenza gli fu partecipata non solo dal prefetto di Rovigo, Luigi Bellazzi Monza, che gli motivava la concessione presidenziale quale “giusto apprezzamento delle Sue doti e dei Suoi meriti e che intende suggellare e premiare la feconda attività svolta al servizio della nazione e della società”, ma gli fu comunicata anche dal suo superiore scolastico. Il dottor Primo Guarnieri, peraltro amico e coetaneo, e – in quel tempo – Direttore Didattico proprio di Ariano nel Polesine, nonché, da poco, già Senatore della Repubblica, gli leggeva il telegramma inviato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Antonio Bisaglia, che, in quel caldo fine anno scolastico si complimentava con il novello Cavalier Forza in considerazione dei molti meriti acquisiti nel campo scolastico e civile. Il diploma venne firmato dal Cavalier di Gran Croce Efisio Marras, Cancelliere dell’ordine, che visse tantissimo e fu ultracentenario, come pure ebbe una vita militare intensissima. Quale Generale di Corpo d’armata fu infatti ai massimi livelli delle Forze Armate nazionali e molto seppe fare, anni prima, per l’Italia. Massimamente durante il periodo prebellico (1936) quand’era Addetto Militare in servizio a Berlino.

Due anni dopo, Forza, su proposta del Ministro della pubblica istruzione, Misasi, con decreto del 6 luglio 1971, a firma del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, fu insignito della Medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione per la lunga ed articolata attività svolta nell’ambito della scuola, non solo come insegnante ma anche come segretario, per più lustri, della Direzione Didattica e presidente del patronato scolastico locale. Per non dimenticare la fattiva attività dirigenziale in seno alla squadra di calcio Arianese. In verità l’onorificenza concessagli aveva una denominazione ben più articolata, eccola: Diploma di Benemerenza di 1ª classe con facoltà di fregiarsi della Medaglia d’Oro con assegno vitalizio di Benemerenza.

L’insegnamento, bruscamente interrotto per cause belliche, era stato ripreso nel 1946, quando il maestro Forza ritornò tra i banchi delle scuole elementari, e si dipanò fino al 1975, anno nel quale fu posto in quiescenza per raggiunti limiti d’età. In quell’occasione venne festeggiato dagli insegnanti del circolo di Ariano, che comprendeva pure il comune di Corbola, in uno col direttore didattico Primo Guarnieri. La notizia, pubblicata sull’edizione di Rovigo de Il Gazzettino riporta anche che a succedergli nell’ufficio di direzione delle scuola, quale segretaria, fu chiamata l’insegnante Ferrari Zanella.

Presente nell’ambito delle associazioni combattentistiche e d’arma ricevette due Attestati di Benemerenza dall’Unione Ufficiali in congedo d’Italia. Il primo, a firma del Generale Calamani, gli venne consegnato, durante le festività del 4 Novembre 1988, dal Comandante della Caserma Silvestri di Rovigo, per la sua militanza protrattasi nell’Unione Ufficiali per ben cinquant’anni, mentre un secondo attestato, a firma del Generale Muraro, datato “Roma, 4 Novembre 1999”, lo premiava per la sessantennale attività. A consegnarglielo ad Ariano Polesine venne proprio il Tenente Colonnello Salvatore Serrentino, Capo Ufficio Documentazione e Matricola del Distretto Militare di Padova. Un attestato di benemerenza, il 15 ottobre 1998, gli fu concesso pure dalla Sezione UNUCI di Adria, rinata a propria vita autonoma rispetto a Rovigo, con la seguente motivazione: “per un lustro di fattiva partecipazione a tutte le attività della sezione”.

Dal matrimonio con Raffaella Mantovani ebbe due figlie, una premortagli e la seconda, Laura, pure lei insegnante, che gli ha donato due nipoti. La moglie, purtroppo, è morta giovanissima, nel 1949.

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Come citare questo articolo

Ettore Forzato Arcioni. “I Cento anni di Amelio Forza”. Ventaglio Novanta, n. 49, 2014. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-cento-anni-di-amelio-forza/

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