Col nuovo nome "Hatria", che vuole essere nel contempo un omaggio alla storia e alle tradizioni della città che lo ospita, e un segno del proprio radicamento nel tessuto cittadino, l'Istituto Alberghiero di Adria chiude con lusinghieri risultati i primi trent'anni della sua qualificata presenza nell'ambito delle scuole superiori del Polesine.
Per meglio conoscere questa realtà, ci incontriamo con il preside Paolo Buosi e con il prof. Renato Nonnato che ci tracciano una panoramica esauriente delle problematiche dell'istituto e delle opportunità che esso offre. Con il primo dei nostri interlocutori determiniamo il quadro delle attività che caratterizzano l'Istituto; con il secondo, che può essere a buon diritto considerato la memoria storica dell'Alberghiero avendo attivamente collaborato fin dalla pionieristica fase dell'avvio, ricostruiamo la storia di questa realtà scolastica, da molti considerata un autentico fiore all'occhiello per la nostra provincia.
L'idea di avviare una scuola di tipo alberghiero – ci informa il prof. Nonnato – nacque mentre fervevano i lavori di realizzazione di Albarella, l'Isola Club che ha contribuito non poco a sfatare l'idea del Polesine come terra di alluvionati, individuandone le potenzialità turistiche. I nuovi operatori turistici avvertirono l'esigenza di poter fruire in loco di un "vivaio" di giovani qualificati nell'ambito del settore alberghiero, in grado di rispondere alle innovative opportunità che si andavano prospettando.
La scuola, richiesta dal prof. Giovanni Sandonà, preside dell'Istituto Professionale per il Commercio di Adria, autorizzata dal Ministero della Pubblica Istruzione quale succursale dell'istituto suddetto, vide la luce giusto trent'anni fa nel 1967. Inizialmente come sede fu scelta Rosolina Mare, in virtù del significato turistico della località, e la scuola fu ospitata nei locali dell'albergo Alexander.
Si evidenziarono però subito difficoltà di tipo logistico, poiché la località balneare, che sorge in una zona decentrata rispetto ai poli scolastici, risultò priva di collegamenti rispondenti alle esigenze degli studenti. Inoltre, dopo il primo anno frequentato da 34 allievi, si ebbe a registrare un immediato incremento delle iscrizioni, per cui divenne impellente la necessità di trovare una sede più congeniale. La quale fu individuata ad Adria in un edificio della parrocchia della Tomba, denominato "Oasi di San Francesco", in grado di accogliere oltre 200 alunni. E fu subito un boom.
Immediatamente furono apprezzate in particolare le concrete possibilità di inserimento nel mondo del lavoro offerte dalla nuova scuola. Infatti, alla fine del biennio con il quale allora si concludeva il percorso scolastico, i giovani, preparati per il servizio cucina e sala-bar, trovavano occupazione senza alcuna difficoltà. Si poteva così constatare palesemente quanto indovinata fosse stata l'intuizione di avviare in Polesine una scuola alberghiera.
E in breve oltre 500 alunni si iscrissero al corso di studi, facendo scaturire la necessità di progettare un idoneo edificio, che vide la luce nel 1985. Di pari passo veniva inoltrata la richiesta di rendere autonomo l'Istituto, fino ad allora succursale dell'Istituto Professionale per il Commercio. La completa autonomia si ebbe dall'anno scolastico 1988-89, senza che mai venisse meno l'entusiasmo che aveva contrassegnato il primo periodo pionieristico.
Nella nuova sede, accogliente e dotata di idonee attrezzature, veniva irrobustito il piano di studi ed incentivate interessanti esperienze, anche di carattere internazionale, spesso rafforzate dai gemellaggi con altre scuole, tra cui La Rochelle e La Ciotat in Francia, un Istituto di Lampertheim in Germania ed un altro a Budapest, capitale dell'Ungheria.
L'Alberghiero di Adria è dunque un istituto che guarda con interesse all'Europa e al processo di integrazione che velocemente si sta attuando. Naturale pertanto che il percorso di studi nell'arco del trentennio di vita dell'istituto si sia ampliato e modificato in base alle nuove esigenze della società.
Se un tempo bastava l'addestramento – ci dice il preside Paolo Buosi – oggigiorno è necessario fornire una preparazione culturale molto più solida, che, anche in prospettiva, renda più duttili i futuri operatori del settore turistico-alberghiero, i quali dovranno saper rispondere a sempre nuove esigenze dei clienti e a nuove sfide del mercato.
Attualmente il ciclo di studi si sviluppa su due livelli: un corso triennale, tramite il quale si consegue la qualifica professionale di operatore ai servizi di ristorazione per il settore cucina, oppure sala bar o ancora segreteria; e ciò in relazione alla specializzazione seguita nell'ultimo anno del triennio. Il corso successivo di postqualifica, che ormai – precisa il preside – è seguito dal 90% degli studenti, permette di conseguire, a seconda dell'indirizzo, uno dei seguenti diplomi di maturità: tecnico dei servizi turistici o tecnico dei servizi della ristorazione.
Il biennio di maturità risulta particolarmente significativo per la frequenza di un percorso formativo, di complessive 600 ore (di cui un terzo in stage) la cui gestione è a carico della Regione Veneto, che assicura l'intervento in classe di esperti del settore di provata competenza specifica. Si tratta in definitiva di un qualificante approccio ai problemi concreti della realtà, dei quali vengono individuate le più idonee soluzioni, proprio grazie all'intervento degli esperti. Si intende insomma fornire ai futuri tecnici della ristorazione e dei servizi turistici non solo competenze teoriche, ma anche pratiche e gestionali. Ci si muove dunque in una prospettiva di managerialità, in modo da offrire ai giovani la possibilità di un rapido inserimento nel mondo del lavoro in strutture alberghiere o agenzie viaggi.
Si sta inoltre studiando l'opportunità di introdurre nuovi percorsi per la preparazione di figure professionali della cosiddetta "terza area", ovvero l'arte bianca (panificazione), la gelateria, la preparazione del barista-gastronomo, in sintonia con le mutevoli richieste dei tempi e del loro veloce evolversi.
Da tutto ciò emerge chiaramente come l'Alberghiero di Adria si presenti con le carte in regola per ben figurare, in quest'ultimo scorcio del secolo, tra le più significative istituzioni scolastiche non solo del Polesine, ma anche del Veneto.
Si tratta dunque di una scuola ben inserita nel territorio, e strettamente connessa con le prospettive di sviluppo turistico della nostra provincia che punta ad una valorizzazione del neo-costituito Parco del Delta. Una scuola che nel contempo apre ai diplomati anche orizzonti extrapolesani, come testimoniano i giovani che positivamente hanno trovato occupazione nei migliori alberghi d'Italia, quali il "Gritti", il "Danieli", l'"Excelsior" del Lido, gli "Hilton Hotels" e altre importanti strutture di Rimini. Una scuola infine che, richiamando alunni anche dalle province di Ferrara, Venezia e Padova, qualifica positivamente la nostra terra, la quale, grazie a questo Istituto, può vedere almeno in parte realizzata quella "funzione cerniera" tra Veneto ed Emilia, più volte inseguita sul piano della cultura e della promozione.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “I trent’anni dell’Alberghiero di Adria”. Ventaglio Novanta, n. 15, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-trentanni-dellalberghiero-di-adria/