Compie vent’anni il “Ventaglio”, testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale di Rovigo il 16 maggio 1990, col nome di “Ventaglio Novanta” in omaggio all’anno in cui ha preso il via la pubblicazione.
Ma come è nata l’iniziativa, sviluppatasi in seno a Turismo & Cultura?
Lo chiediamo al direttore Lino Segantin ideatore della rivista, attestatasi fin dai primi numeri come fondamentale riferimento, a livello polesano, nell’ambito della stampa periodica di carattere culturale.
“Le idee positive – ci dice il direttore – spesse volte nascono da situazioni problematiche. Avevo lasciato la direzione del mensile “La Risposta”, in seguito al cambiamento di proprietà e di linea editoriale. Era stata un’esperienza di un quinquennio, per me interessante perché mi aveva portato a conoscere abbastanza bene il nostro territorio. Ne avevo intuito le potenzialità, allora per lo più disconosciute dall’opinione pubblica. Il Ventaglio è nato con questa idea fissa, evidenziata fin dal primo numero: sfatare i preconcetti di un Polesine marginale e senza futuro, per evidenziare gli aspetti qualificanti e diffondere il messaggio, vent’anni fa davvero controcorrente, che ‘Polesine è bello’. Oggi si potrebbe dire ‘missione compiuta’ perché è ampiamente condivisa l’idea che il territorio tra Adige e Po sia accattivante sotto il profilo paesaggistico ed inoltre sia in grado di offrire eccellenze anche nell’ambito artistico, architettonico e culturale. E la missione del Ventaglio continua…”
Come è nato l’incontro con Turismo & Cultura, caratterizzatasi fin dal primo numero come la società editrice della pubblicazione?
“E’ stata una convergenza che definirei naturale. La coop. Turismo & Cultura portava già avanti un discorso di valorizzazione del territorio con iniziative di conoscenza e la preparazione dei primi animatori turistico-culturali. Era inoltre da qualche tempo strutturata come editrice, avendo al suo attivo il volume di Giuseppe Marangoni ‘Polesine Delta del Po’, un vero e proprio bestseller, gratificato anche negli anni successivi da varie ristampe”.
Una buona accoglienza del progetto da parte di Turismo & Cultura dunque. Tutto facile?
“Le difficoltà ovviamente non sono mancate. Ricordo che quando ho portato in cooperativa il mio progetto, l’allora presidente il dott. Antonio Rossin e il direttore tuttora in carica Giuseppe Marangoni mi incoraggiarono molto, ma anche mi misero di fronte alla realtà della coop., le cui forze erano allora tutte impegnate ad avviare il primo Ostello per il turismo giovanile, nato a Gorino Sullam dalla trasformazione di un edificio scolastico abbandonato. Che fare? Ormai il dado era tratto, fortunatamente la rivista fin da subito suscitò simpatie, accogliendo interessanti proposte di collaborazioni e i necessari sostegni economici. Sul piano della realizzazione tipografica trovammo una soluzione ‘al risparmio’, grazie alla presenza dell’amico Emilio Stroppa, esperto del settore, attivatosi in prima persona in alcune fasi della lavorazione a stampa e per assicurare un buon risultato sotto il profilo grafico. Tuttora Emilio Stroppa collabora nella fase dell’impaginazione, che viene poi realizzata al computer dalla Fancy grafica di Claudia Biasissi”.
Vent’anni di Ventaglio e trenta di giornalismo, con un premio assegnatole dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto. Soddisfatto?
“E’ stata una cerimonia sentita quella che si è svolta lo scorso 26 marzo a Venezia, nel corso della quale sono stati premiati i giornalisti con trenta e cinquant’anni di iscrizione all’Ordine (medaglia d’argento per i primi e d’oro per i secondi). Interessante l’intervento del presidente Gianluca Amadori, che ha aperto la manifestazione facendo il punto sulle problematiche che caratterizzano in questi anni il lavoro del giornalista. Poi le premiazioni. Per la verità, per quanto mi riguarda, c’è stato anche un successivo riconoscimento ‘nostrano’, lo scorso 9 aprile, a cura del gruppo Autori Polesani. Un’autentica sorpresa questa, che ovviamente mi ha fatto molto piacere. Che dire? Quando arriva il tempo delle medaglie significa anche che il periodo della gioventù è ormai lontano. Ma si può anche guardare con soddisfazione alla strada percorsa e ai compagni di viaggio incontrati. E a questo proposito non posso non ricordare con rimpianto gli amici-collaboratori che ci hanno lasciato: Umberto Dalle Mulle e Gianfranco Scarpari di Adria, attivi nel settore culturale, Elio Papuzzi di Lendinara, antesignano del turismo equestre, Wadis Ferracini di Fiesso Umbertiano e Giampaolo Tiengo di Loreo, esperti del proprio territorio e Piero Cellai, rodigino trasferitosi a Pontecchio, consigliere storico della coop. Turismo & Cultura. La mia riconoscenza va ovviamente a tutti i collaboratori, alcuni davvero assidui, presenti con la loro firma fin dai primi numeri. Immutato il loro entusiasmo e prezioso il loro apporto di idee”.
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Ventaglio Novanta. “I Vent’anni del Ventaglio”. Ventaglio Novanta, n. 41, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-ventanni-del-ventaglio/