È quella di Pisa la torre pendente più celebre d’Italia. Ma anche nel nostro Polesine troviamo un campanile inclinato, la cui pendenza iniziò già nella prima fase della costruzione.
Completata la struttura della Chiesa di Ficarolo, nel 1777 vennero posti i primi fondamenti della "torre per le campane", vicino alla chiesa stessa.
L’esecuzione fu affidata al "mastro muratore ficarolese Giuseppe Occari", su disegno dell’architetto ferrarese Gaetano Barbieri.
Raggiunta però un’altezza di circa 44 metri la torre si inclinò verso destra, a causa di un cedimento del terreno. Le fondazioni, infatti, erano state poste vicino al punto in cui scorre sotterranea, la fossa marchesana, che anticamente attraversava tutta la piazza e sfociava nel Po.
I lavori vennero quindi sospesi, per permettere alla torre di assestarsi definitivamente.
La sporgenza, rispetto all’asse verticale, risultò essere di m. 1,36.
Dopo circa dieci anni, si ritenne che il cedimento fosse concluso e si pensò di ultimare la costruzione.
I lavori furono ripresi il 7 agosto 1786 e continuarono incessantemente fino al settembre del 1790, quando il campanile fu terminato, grazie anche alle generose offerte degli abitanti di Ficarolo.
La cella campanaria fu posta a 50 m dal suolo e l’altezza totale raggiunta fu di 38 m 68,35.
Probabilmente il campanile, che è il terzo del Veneto per altezza, era destinato ad essere ancora più alto nelle intenzioni dei costruttori, ma l’inconveniente della pendenza li costrinse a rivedere i loro progetti.
La costruzione è in muratura, senza intonaco e, fino alla cella delle campane, è suddivisa in quattro parti da altrettanti cornicioni di ordine dorico. La cella campanaria è collegata da quattro arcate, sormontate da cornici in muratura. In cima ora troviamo una croce ed una piccola palla di metallo; anticamente c’era una grossa palla di rame.
Essendo senza intonaco, la costruzione è sempre stata soggetta in modo particolare all’azione delle intemperie. Infiltrazioni d’acqua e gelo hanno provocato, col passare degli anni, un progressivo sgretolamento sopra i cornicioni, con distacco di materiali.
Dal 1790 ai giorni nostri si sono rese necessarie parecchie riparazioni; si ha notizia di una riparazione particolarmente rilevante eseguita nel 1831.
Durante la seconda guerra mondiale, nell’aprile del 1945, il campanile fu bombardato e colpito gravemente in due dei quattro pilastri che sostengono la cella campanaria. In quella occasione, la riparazione venne eseguita dal capomastro ficarolese sig. Guido Migliari, sotto la direzione del Genio Civile di Rovigo.
Più recentemente, nel Gennaio 1990, in seguito alla caduta di un pezzo di calcestruzzo ed altri frammenti staccatisi da un cornicione, si è ripresentato il problema della stabilità e della sicurezza della torre campanaria. Desta preoccupazione soprattutto il fatto che la sua pendenza, ora di m. 3,40, non si è ancora stabilizzata.
Vista la gravità del problema, l’Amministrazione Comunale ha deciso di affidare allo studio dell’Ing. Mario Zambon di Rovigo un "controllo statico della torre campanaria di Ficarolo".
Il 5 Novembre 1990 sono stati resi pubblici i risultati degli studi fatti, unitamente a prove geotecniche, disegni, fotografie e prove di laboratorio.
Nella relazione, pur affermando che la muratura della base è in buone condizioni, si giunge alla conclusione che "il cedimento differenziale è ancora in atto e che progredirà nel tempo fino a provocare il collasso della torre".
È necessario quindi intervenire per rendere più solide le fondazioni della costruzione stessa e preservarne la struttura.
Nella relazione si prevede anche una proposta di intervento di consolidamento del terreno sottostante “mediante l’esecuzione di pali tipo Jet Grouting, in modo da riportare il carico della torre direttamente sullo strato sabbioso posto a profondità di m 20. La tecnica Jet Grouting consiste nell’iniezione ad altissima pressione di miscele cementanti che aumentano la resistenza meccanica del terreno”.
La cella campanaria, dalla quale si sono recentemente staccati alcuni frammenti, necessita di restauro, ma il problema sembra abbastanza semplice e può risolversi con un "intervento di manutenzione straordinaria".
Copia della relazione è stata inviata a tutti gli enti interessati ed autorità competenti.
Finora sono stati eseguiti i lavori che riguardano la parte superiore, per impedire che si sfaldi e si sgretoli ulteriormente, ma ancora non sono stati eseguiti i lavori sul terreno.
Essendo situato in una zona densamente abitata, nelle condizioni attuali il campanile potrebbe costituire un pericolo. È necessario quindi che questo intervento venga fatto con la massima urgenza per assicurare una situazione di sicurezza.
È quanto si augura la popolazione di Ficarolo, che ha sempre seguito con interesse le vicissitudini del campanile pendente al quale è particolarmente legata.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Cecilia Rovigatti. “Il campanile pendente”. Ventaglio Novanta, n. 3, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-campanile-pendente/