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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il coro da camera “F. Malipiero”

Un polifonico in costante crescita, tra perfezione tecnica e tensioni emotive

di Francesca Magon

Ventaglio Novanta n. 16 1998 pp. 146–149

Nel polesine batte un cuore musicale. Come disconoscerlo? Poche località vantano come Rovigo e Provincia due Conservatori, il "Ca' Venezze" a Rovigo, l"'A. Buzzolla" ad Adria, Istituti mucali, il "S. Cecilia" a Rovigo, il "Ponzilacqua" a Lendinara, una scuola media annessa al Conservatorio "Venezze", autentico "vivaio" musicale, orchestra stabile del "Venezze", un coro lirico permanente al Teatro Sociale di Rovigo e tanti altri cori in città e nel territorio provinciale, tra polifonici, a voci solo maschili o solo femminili, a voci bianche, folcloristici, molti affermati in sede nazionale e anche internazionale.

Non vanno inoltre dimenticati i numerosi complessi musicali che sorgono spontanei tra i giovani o i vari club che in varie località radunano gli amici della musica, sottolineando come ogni genere esiga passione, studio, sacrificio.

In un tale contesto è comprensibile come dalla nostra terra siano sorte stelle luminose nel firmamento della musica vocale e strumentale, in una tradizione che ancora continua: il grande direttore d'orchestra Tullio Serafin (Rottanova di Cavarzere) e i grandi soprani Rosetta Pampanini e Katia Ricciarelli, (rispettivamente a Corbola e a Rovigo). È proprio questa illustre personalità della lirica tanto amata dai rodigini, ai quali ricambia affettuose partecipazioni a manifestazioni culturali, ma anche umanitarie, proprio lei è Presidente Onoraria di un coro polifonico sorto a Rovigo qualche anno fa (nel 1989) e rapidamente affermatosi in sede nazionale.

Parlo del Coro da Camera di Rovigo "F. Malipiero" diretto dalla Maestra Monica Bolzoni, che, all'architettura in cui si è laureata, ha preferito il sublime mondo della musica, diplomandosi presso il Conservatorio Statale di Musica "G.B. Martini" di Bologna e approfondendo successivamente la propria formazione con i maestri Acciai (semiografia musicale e direzione di coro), Berrini (comparazione polifonica vocale, didattica corale e tecnica della direzione), Woodbury (tecnica vocale), Rampi (canto gregoriano), Lawren King (musica barocca). Questo, per sottolineare la qualificazione professionale di una Direttrice di Coro e per comprendere i numerosi successi in breve tempo conseguiti dal Coro da Camera "F. Malipiero". Monica Bolzoni stava studiando direzione del coro quando iniziò l'attività con un organico tutto femminile (una decina di componenti), allargato successivamente a voci miste per giungere alla formazione attuale di una ventina di cantori, entusiasti nello studio e nella riscoperta della musica sacra antica medioevale, rinascimentale e barocca, ma anche contemporanea del novecento.

Perché dedicato a Francesco Malipiero? "Innanzitutto perché questo musicista settecentesco è nativo di Rovigo, anche se la famiglia Malipiero risiedette a Venezia; poi, per il genere di musica da lui composta, che caratterizza questo Coro da Camera", ha precisato la direttrice, nel cui vario e ricco repertorio compaiono esecuzioni soprattutto di musica sacra, ma anche profana. Testi di Antonio Lotti (veneziano) e di Francesco Durante (napoletano), entrambi tra il '600 e il '700, compositori di musica sacra, sono stati trascritti e rielaborati in edizione moderna dal maestro Giovanni Acciai, famoso nell'ambiente coristico e punto di riferimento per il Coro "Malipiero", con il quale ha tenuto incontri di studio e di approfondimento sul "Miserere Mei, Deus" di F. Durante per coro e basso continuo, curato dall'Acciai stesso. Per una esecuzione sempre più perfetta del "Misere", il Coro si è avvalso anche della preziosa collaborazione del M° Francesco Finotti.

Eseguito per la prima in assoluto nella provincia di Rovigo e per la seconda in sede nazionale, con il "Miserere" il Coro "Malipiero" si è laureato come un grande interprete di musica barocca, ossia di quella musica che ha rappresentato "le metamorfosi di stile, di forma, di linguaggio più radicali, ispirando intere generazioni di musicisti, a cominciare da Mozart", come sottolinea l'Acciai in un suo saggio.

Se il Durante è stato particolarmente studiato da questo Coro, ciò è dovuto all'attenzione particolare che il musicista napoletano ha dato agli allievi di canto, nel fornire i mezzi musicali necessari per lo sviluppo di quella vocalità "espressiva" indispensabile per la perfetta padronanza dello stile musicale tardo barocco (Acciai). E come Durante nei suoi allievi, così Monica Bolzoni mira soprattutto alla formazione professionale di cantanti non soltanto virtuosi e tecnicamente perfetti, ma soprattutto che sappiano conferire al canto il massimo vigore espressivo. Tali obiettivi specifici sono stati conseguiti mediante una continua ricerca vocale nei numerosi stage che il Coro Malipiero tiene periodicamente per perfezionarsi in tecnica della voce da trasformare nella forza comunicativa della parola. Altamente qualificati a tale scopo i Laboratori di tecnica vocale tenuti regolarmente dal Maestro americano Stephen Woodbury, controtenore di chiara fama.

L’ultimo stage è stato tenuto con il M° Casotti, durante il quale è stato effettuato anche un corso di yoga per i diversi modi della respirazione. La prof.ssa Loredana Capellazzo, membro del Coro, nonché attuale presidente della "Consulta per la Pace e i Diritti Civili" del Comune di Rovigo, sottolinea quanto siano di fondamentale importanza gli esercizi di respirazione e di emissione di voce. Essendo un coro abbastanza variabile nei suoi componenti (c'è chi lascia, chi arriva), sono basilari gli studi di tecnica, perché ogni cantante deve ricercare il proprio timbro vocale mediante approfondimenti di studio personali.

Straordinariamente eclettico, il coro Malipiero ha arricchito il suo repertorio di musiche anche profane, belle e divertenti, accompagnate talvolta dal tamburello. Ne sono un esempio significativo: la “Pavana”, “Chansons” tradizionali e trascrizione in musica di testi poetici di Ronsard e di Eluard, brani in lingua catalana mista di religioso e profano, “Coventry Carol”, religioso, diversamente dalla “Carols” tradizionali, profane e ballabili.

Il Coro maschile nel 1991, partecipando alla 165ª Stagione Lirica del Teatro Comunale di Adria, con il quale la Maestra Bolzoni ha collaborato a lungo, dirigendovi la Corale, ha eseguito il “Barbiere di Siviglia” di G. Rossini, mentre il Coro femminile aveva preparato l’“Elisir d’amore”. “Fu l’unica esperienza di brani lirici – ha affermato la prof.ssa Capellazzo – gratificante e interessante per i nuovi studi eseguiti. Infatti, nel cantare lirica bisogna caricare maggiormente la voce; mentre nella polifonia quello che conta è l’armonizzazione perfetta delle voci, nella lirica devono essere accentuati di più gli effetti, è un’altra impostazione della vocalità”.

In soli otto anni, di successi ne sono stati raccolti davvero tanti partecipando a numerosi Concerti a Rovigo, nel Territorio Provinciale e in altre località del Veneto, Lombardia e Piemonte; a rassegne come “Musica ovunque” dell’Amministrazione Provinciale di Rovigo, a Mondovì (CN) nell’ambito della rassegna corale “Palestrina-Lassus”, a S. Bonifacio (VR); a Concorsi Nazionali a Marano Vicentino (’94) a Vittorio Veneto (’95), che è tra i più importanti d’Italia con severe selezioni.

Ma un autentico trionfo risale al 1994, definito dai Coristi, “l’anno della vittoria”. Infatti, partecipando come prima esperienza al XII Concorso Polifonico di Musica Sacra a Quartiano (MI), ancora privo di una divisa ufficiale, senza l’ambizione di vincere, sereno e spontaneo e con una gran gioia di cantare, il Coro da Camera di Rovigo “F. Malipiero” ha entusiasmato la Giuria tanto da meritare tutti i Primi Premi a disposizione: Primo Premio Assoluto (su 18 cori della stessa categoria), Premio Direttore del miglior coro classificato, Primo Premio per la migliore esecuzione del brano d’obbligo, Primo Premio per la migliore esecuzione del brano a voci femminili (su 23 cori partecipanti), Primo Premio per aver conseguito la votazione più alta nel brano di libera scelta.

Che sia un Coro eccezionale lo conferma il superamento di tante selezioni, per cui lo troviamo nella Chiesa di S. Rocco a Venezia alla IX edizione di "Venezia in Coro", in una città che nell'ultima domenica di maggio risuona di musica e cori giunti da tutta Italia, disseminati in calli, piazze e campielli e, quelli ammessi, nelle Chiese.

La gioiosa versatilità del "Malipiero" si è segnalata ancora una volta quest'anno a Grignano nell'Auditorium di "S. Rocco" quando, in occasione del Carnevale, ha prodotto uno spettacolo di intrattenimento carnevalesco dal titolo "Gioco, amore e danza", con interventi coreografici del coro stesso e con la partecipazione dell'attore mimo-caratterista Giuliano Scaranello, che per tre anni ha cantanto in questo Coro. Attualmente lo studio è rivolto a brani in tedesco e uno in finlandese, ma un ultimo grosso impegno attende nel prossimo novembre ad Arezzo il Coro da Camera "F. Malipiero" per il Concorso Polifonico Nazionale "Guido Arezzo", cui è stato ammesso con l'entusiasmo e la giusta soddisfazione di chi sa di aver lavorato con passione e serietà. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il Malipiero è costituito per gran parte di professionisti diplomati in musica. Alcune coriste, Silvia Massimi, Anna Maria Baldo, Carla Frezzato, Alessandra Andreotti (contattata, tra l'altro dalla Sorbona di Parigi), tengono anche Concerti e sono impegnate in altre attività legate alla musica.

Cantare in un Coro è un'attività che si svolge di sera a conclusione di una giornata di lavoro e di studio (alcune insegnano, altre studiano all'Università), costa fatica, ancor più per chi ha famiglia e, come ogni attività di volontariato, esige donazione e sacrificio anche sul piano economico, dato l'autofinanziamento. Il Coro desidererebbe maggior considerazione da parte degli Enti Pubblici che forse per scelte politiche non sembrano sempre attenti alle esigenze dei vari gruppi culturali, per cui alcuni sono più privilegiati di altri. Anche nella scuola ci vorrebbe maggiore sensibilità per la musica corale, dalla materna alle superiori. Ma proprio alle superiori la musica viene del tutto trascurata, ad eccezione dell'Istituto Magistrale ove, grazie alla preziosa disponibilità del preside prof. Ercole Chiari, il coro si riunisce per le prove.

Per gli spettacoli musicali è stata restaurata di recente la Chiesetta "S. Michele" adiacente all'Istituto Magistrale; rimane però il problema di sedi appropriate, dal momento che una perfetta acustica è fondamentale per percepire appieno le varie sezioni vocali e intonare e armonizzare le voci.

Ma il Coro "Malipiero" non si scoraggia, puntando soprattutto sul piacere di ritrovarsi e legare insieme non solo sul piano musicale, ma anche umano. Il segreto per riuscire a far sentire della buona musica sta nel sapersi divertire, nel provare gioia di cantare, aggiunge, la prof.ssa Capellazzo.

Ne siamo convinti e per questo contiamo nella conquista di ulteriori meritati allori.

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Come citare questo articolo

Francesca Magon. “Il coro da camera “F. Malipiero””. Ventaglio Novanta, n. 16, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-coro-da-camera-f-malipiero/

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