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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il castello di Rovigo

Dall’I.T.G. “A. Bernini” una ricerca particolareggiata a disposizione della comunità

di Angelo Gandolfi e Giovanni De Poli

Ventaglio Novanta n. 16 1998 pp. 142–145

Numerosi studi e pubblicazioni, anche non recenti, forniscono un quadro abbastanza completo dello sviluppo della Città di Rovigo, e della sua vita sociale e politica, a partire dal periodo iniziale del Dominio Veneziano.

Scarsissime ed incerte informazioni invece (per lo più riportate negli scritti degli storici del passato e successivamente riprese negli studi più recenti, ma prive di riscontri in documenti originali dell'epoca) si trovano sulle origini di Rovigo e sulla sua consistenza nel periodo medioevale.

Rimangono, unico e sicuro documento, i resti del complesso del Castello: costruito su una isola della palude medio-polesana, all'incrocio delle due vie di comunicazione fluviali e stradali sugli assi Ostiglia-Adria e Este-Ferrara. Il complesso architettonico si giustifica, più che come luogo di acquartieramento per eserciti, come punto di controllo e di sosta per gli scambi commerciali che potevano avvenire tra l'entroterra veronese ed il mare. A lato del Castello un piccolo villaggio, sorto in età anteriore, di contadini e di pescatori, attorno alla antica chiesetta di S. Stefano.

Non si hanno documenti certi di quel periodo, 900-1200 d.C., ma solo resti in via di disfacimento, alterati da interventi di demolizione, di modifica e di ristrutturazione sviluppatisi nei secoli, di fronte ai quali i cittadini appaiono per lo più indifferenti, quasi a voler rifiutare il loro umile e pesante passato.

Il Consiglio di Classe del Corso S dell'Istituto Tecnico per geometri "A. Bernini" di Rovigo, all'inizio dell'anno scolastico 1995/1996 ha deliberato di effettuare una ricerca che, basandosi su dati oggettivi, fosse di supporto alle note ipotesi e potesse eventualmente prospettarne altre mai prese in considerazione.

Il lavoro intrapreso si è dimostrato subito molto complesso e difficile proprio per la mancanza di documenti certi e per la loro dispersione in luoghi diversi. In particolare è emersa, incredibile, la mancanza di una documentazione tecnica completa e rigorosa relativa al complesso edilizio, se si escludono poche recenti ricerche ed indagini parziali, e le mappe catastali, ancora di origine Austro-ungarica, ed aerofotogrammetriche, notevolmente approssimative. Una documentazione grafica precisa, particolareggiata e completa non esiste, e ciò appare una grave carenza per una Città che intenda non solo conservare l'esistente, ma anche progettare il proprio futuro ripensando al passato, da conservare e proporre alle nuove generazioni.

Il Corso S dell'I.T.G. "A. Bernini" si è quindi dato come ambizioso, anche se difficile obiettivo, quello di studiare, con l'aiuto dei moderni strumenti di rilievo e di indagine, ciò che rimane del Complesso del Castello e di assemblare in un tutto organico le informazioni presenti e passate disponibili. Non si intende con ciò criticare o sminuire la validità dei documenti esistenti e gli studi già fatti, ma solo fornire dati precisi ed inconfutabili dell'esistente, ed ipotesi sufficientemente accettabili sulla base di considerazioni di tipo tecnico, relative ai materiali impiegati, alle tecnologie costruttive, all'assetto idrogeologico ed ambientale del tempo, ed anche di considerazioni storico-sociali ed economiche.

Il lavoro si sta svolgendo in due parti:

a) un preciso e particolareggiato rilievo topografico ed architettonico di tutto il Castello e del suo rilevato, con restituzione grafica in numerose tavole, corredate da didascalie chiarificatrici volutamente semplificate, perché siano strumenti di tutti, ma tuttavia rigorosamente esatte e complete per i tecnici che volessero farne uso; di tali tavole se ne propone un esempio riferito allo stato attuale dei cosiddetti "sotterranei"; il lavoro, sia di rilievo che di restituzione grafica, è eseguito con gli strumenti più moderni in dotazione all'Istituto.

b) Una indagine, il più possibile rigorosa e completa, sulla storia della città e del Polesine, per ricostruire lo "stato di fatto" del passato (anni 900-1200) di Rovigo e dintorni, dal punto di vista: edilizio ed urbanistico, idrogeologico, ambientale, sociale, politico ed economico; lo studio si articolerà in una serie di pagine scritte, di grafici, di tavole ed anche di un plastico abbastanza dettagliato.

Il lavoro presenta difficoltà di varia natura e tempi di esecuzione non facilmente prevedibili per motivi connessi con la Struttura Scolastica, ma questo non è stato sin ora un ostacolo, anzi uno stimolo in più per dimostrare come la Scuola non sia chiusa in se stessa ma aperta alla Città, ed in grado di fornire stimoli, provocazioni e proposte agli Amministratori, memorie e motivi di riflessione ai Rodigini.

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Come citare questo articolo

Angelo Gandolfi, Giovanni De Poli. “Il castello di Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 16, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-castello-di-rovigo-2/

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