Già tre presidenti hanno animato il Circolo della Stampa di Rovigo, un'associazione culturale che si è andata sempre più allargando negli intenti, aprendo le braccia anche a soci non strettamente addetti ai lavori, non solo a giornalisti e uomini e donne di penna, ma anche a quanti simpatizzano con la cultura locale e nazionale.
Fondato dal caporedattore del Resto del Carlino di Rovigo, Dario Nicoli, che ha promosso i primi rendez-vous culturali e cene conviviali, l'attività del sodalizio è proseguita sotto la guida del "decano" del giornalismo rodigino, Ferruccio Zapponi, che ebbe incarichi importanti al Gazzettino di Venezia e alla Domenica del Corriere. Questi sono stati gli anni di incontri con autori di valore nazionale quali lo storico veneziano Alvise Zorzi e lo scrittore triestino d'adozione Alfredo Todisco, solo per citare qualche nome importante, ma sono stati anche gli anni di revival di autori locali scomparsi, come la poetessa badiese Alda Cortella, o di presentazione dello scrittore altopolesano Pelopida Tironi.
La collaborazione con l'Accademia dei Concordi – fiore all'occhiello delle istituzioni culturali rodigine -, si è fatta più intensa e il presidente Alessandro Ubertone è stato nominato socio ad honorem del Circolo della Stampa, in una prestigiosa serata, in cui lo scrittore Ivo Prandin ha presentato il suo ultimo libro.
La collaborazione con l'Associazione della Stampa ha preso una piega più "amichevole" e simpatica, un'alleanza maggiormente compatta e il testimone della presidenza é frattanto passato nelle mani di Antonio Ricchieri.
Le attività si sono allargate sempre più, con coinvolgimento anche delle altre istituzioni culturali cittadine che vanno dalla "Dante Alighieri", presieduta da Leonilda Tiengo, al sodalizio dei "Classici", presieduto da Natalia Periotto, agli "Autori Polesani", di cui è presidente Aurora Gardin, con propositi di coinvolgimenti sempre più vasti ed operativi.
Nomi belli come quelli del pronipote di Ippolito Nievo, il misterioso Stanislao, che – con il suo libro suggestivo ed esoterico -, ci ha portato in mondi trascendenti, o come quello popolarissimo di Alberto Bevilacqua, si sono avvicendati nel folto programma di incontri con l’autore.
Gene Gnocchi è venuto a parlarci della “comunicazione”, attirando molto pubblico di giovani e soddisfacendo i palati meno raffinati, quelli dei telespettatori inclini alla battuta facile.
Intenso l’intervento sull’opera di Giovanni Guareschi, condotto con mano sapiente dallo scrittore Lugaresi, giornalista del Gazzettino.
A nostro avviso, uno degli appuntamenti maggiormente coinvolgenti è stato quello con lo scrittore-giornalista del Corriere della Sera, Matteo Collura, che con la presentazione del suo Maestro di Regalpetra, non ci ha messo soltanto addosso la voglia di rileggere tutto Sciascia, ma anche quella di conoscere più a fondo i romanzi e i saggi di Collura stesso, spronati dalla suggestione della sua bella penna schietta e venata di sobria poesia.
Non è mancata un’occhiata al mondo degli States, con la presentazione de La lettera d’amore di Cathleen Shine, un libro che è diventato il caso letterario dell’anno, pubblicato da una casa editrice raffinata come l’Adelphi, che ha saputo cogliere la novità che intriga di un romanticismo ironico e stuzzicante.
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Grazia Giordani. “Il Circolo della Stampa”. Ventaglio Novanta, n. 16, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-circolo-della-stampa/