Se negli anni settanta l'ambiente era spesso considerato un ostacolo per gli interventi di tipo industriale, da qualche tempo i più avveduti gruppi a livello mondiale hanno riconsiderato completamente le strategie di investimento, dedicando all'ambiente un'attenzione crescente. In quest'ottica intende muoversi anche l'Enel che, per portare a conoscenza del vasto pubblico i propri sforzi nel settore ambientale, lo scorso 4 Settembre ha indetto presso la Centrale di Porto Tolle un apposito incontro, a cui sono intervenuti i rappresentanti di varie amministrazioni del Veneto e i responsabili dei principali mezzi di informazione della regione.
Due le relazioni principali, tenute, con il supporto visivo di grafici e immagini di lavoro dall'ing. Dario Merluzzi, responsabile delle Stategie Ambientali dell'Azienda, e dal dott. Mario Dal Co, responsabile dell’Identity e Immagine.
L'ing. Merluzzi ha illustrato il "Rapporto ambientale 1996", i cui risultati, certificati da una autorevole società esterna quale la "Ernest & Yung", testimoniano lo sforzo dell'Enel sul fronte dell'ambiente, frutto di investimenti che raggiungono i 1.300 miliardi, pari al 18% del totale.
Particolarmente significativi risultano gli indicatori relativi alle emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto, che, complessivamente, sull'intera rete di produzione nazionale, si sono ridotte dal 1980 al 1996 rispettivamente del 59% e del 26%, anticipando i limiti posti dalla normativa nazionale ed internazionale. Interessante anche il consistente riciclaggio dei prodotti di scarto: la riutilizzazione delle ceneri di carbone è passata dal 25 al 90%, quella dei rifiuti speciali dal 15 al 29%. Di rilievo infine i programmi futuri, che puntano su una ulteriore sensibile riduzione delle emissioni in atmosfera, sulla diffusione delle fonti rinnovabili e sulla riduzione dei consumi di acqua.
Il dott. Dal Co ha presentato i contenuti e gli obiettivi del "Progetto Natura e Territorio", con il quale l'Enel mira a dare maggior impulso al rapporto con le comunità locali, attraverso la valorizzazione di aree di particolare interesse ambientale.
Un chiaro esempio di questo nuovo impegno è riscontrabile proprio presso la Centrale termoelettrica di Porto Tolle, ove l'Enel, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, ha dato vita ad un'Oasi denominata L'Albanella, dall'albanella minore, volatile che all'interno della superficie boscata ha trovato un idoneo habitat. Si tratta di un’area di 145 ettari, oggetto di un recente rimboschimento, dotata di un piccolo vivaio ove vengono coltivate essenze autoctone forestali ed arbustive. L’oasi è visitabile seguendo due itinerari didattici, percorribili a piedi o con un apposito veicolo elettrico messo a disposizione dall’Enel.
Al termine delle relazioni sono seguiti gli interventi degli invitati, con domande a vasto raggio di cui ci limitiamo qui ad un cenno relativo a quelle che maggiormente hanno avuto come riferimento la nostra provincia: l’assessore provinciale al Turismo e all’Università Antonella Bertoli ha chiesto in particolare all’Enel un impegno concreto per l’istituzione di un corso universitario in ingegneria da affiancare a quelli già in atto nel Polesine per un idoneo diploma; il sindaco di Porto Tolle Diego Percisvalle ha ricordato all’Enel le attese delle popolazioni del Delta, chiedendo in particolare la rapida soluzione del problema del Consorzio Trasportatori; il direttore della presente rivista Lino Segantin ha chiesto lumi sulla ventilata ipotesi di terminal metanifero nel delta e la conseguante conversione a metano della centrale, e ha domandato informazioni sulle periodiche notizie di stampa che vorrebbero un aumento dei casi di tumore nel delta, in possibile relazione con le emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera.
Su alcune richieste si sono avute risposte possibiliste, escludendo invece l’interesse dell’Enel per il progetto di terminal metanifero. Circa la correlazione tra fumi della centrale e manifestazioni cancerogene è stato affermato che non esistono studi in proposito, sottolineando viceversa l’efficienza del sistema di monitoraggio con centraline posizionate in vari punti del delta che a tuttoggi non hanno rilevato un peggioramento delle condizioni dell’atmosfera dovuto alla presenza della centrale termoelettrica.
La giornata presso la Centrale di Porto Tolle si è conclusa con la visita all’Oasi dell’Albanella, interessante esempio di rimboschimento di una zona del Delta.
Una realizzazione questa di cui è bene tener conto, non solo per un programma di visitazione, ma anche come utile riferimento finalizzato a moltiplicare iniziative simili. Il vasto territorio del Delta, caratterizzato in gran parte da un’agricoltura estensiva, che ha cancellato quasi completamente la presenza arborea, risulta infatti alquanto spoglio. Anche nella prospettiva di avvio del Parco devono essere pianificati idonei interventi di rimboschimento per ricostruire almeno alcuni lembi di quel bosco planiziale che per secoli ha caratterizzato l’habitat caratteristico della pianura padana.
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Ventaglio Novanta. “Enel & Ambiente”. Ventaglio Novanta, n. 16, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/enel-ambiente/