Pubblicità

AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Il corridoio ecologico di Salvaterra

Un’area di conservazione della flora e della fauna selvatica, raggiungibile tramite una pista ciclabile dal centro di Badia

di Claudio Vallarini

Ventaglio Novanta n. 39 2009 pp. 50–51

“Spunzioi e Barete da prete, non sin vede più in giro; ma gnanca Barbastrei, Pese spini, Galetini da Monte… Fossi e Cavezagne, po’, ne se sa più cossa che i sia!”¹. Sono parole amare ma sempre più frequenti, quelle pronunciate da gente di Badia Polesine. Gente che esprime, in questo modo, il crescente disappunto per l’alterazione del paesaggio agrario, divenuta evidente negli ultimi decenni del secolo scorso con gravi effetti per la biodiversità.

La scomparsa di decine di piante, uccelli, mammiferi e insetti dalle campagne polesane e da molti altri luoghi del pianeta, ma anche di quegli elementi paesaggistici tradizionali quali i fossi, le capezzagne (strade campestri) e i filari di alberi, sono una delle conseguenze dell’abbandono di alcune secolari attività che caratterizzavano questa provincia a forte vocazione rurale.

Ma l’allarme, espresso nelle umili forme dialettali di gente legata al mondo dei campi, trova purtroppo riscontro in sedi più appropriate quali nei Convegni, nelle sedi universitarie e ministeriali o nei programmi televisivi; ed anche nei libri, pronti talvolta, a denunciare le cause e proporre i rimedi per affrontarle².

Un’indagine ornitologica effettuata attorno il 2000³, denunciava la scomparsa (o la forte riduzione) da questa provincia, di circa trenta specie di uccelli, per vari motivi: a causa dell’alterazione del paesaggio agrario (Assiolo, Ortolano, Averla cenerina, Averla piccola, Upupa, Barbagianni, Cappellaccia, Allodola, Saltimpalo); in conseguenza delle modificazioni ambientali (Voltolino, Schiribilla comune, Piro piro piccolo, Cincia bigia, Averla capirossa, Zigolo giallo, Tordela), a seguito dell’intensificazione delle attività agricole (Albanella minore); per il deterioramento o dla riduzione dei luoghi di nidificazione (Mestolone, Passera mattugia, Beccaccia di mare, Barbagianni, Topino); per la crescente pressione venatoria (Re di quaglie, Tordela). Dunque una situazione assai poco confortante, per la quale è assolutamente necessario fare qualcosa.

Un altro forte appello al cambiamento, oltretutto, è giunto dal Convegno sulla biodiversità tenutosi a Montecatini Terme nel 2005, nel corso del quale è stato formulato la richiesta, ai governi, alle Istituzioni e agli Organismi Non Governativi, di adottare un maggior numero di azioni in difesa dell’ambiente e della biodiversità. I relatori stilarono un documento denominato Countdown 2010, fissando, per quella data, l’obiettivo di un miglioramento globale a favore della biodiversità (sia vegetale che animale) nelle città e, soprattutto, nelle campagne.

E proprio in questa prospettiva, anche a Salvaterra (gradevole frazione di Badia Polesine), è stato realizzato un intervento di ripristino del paesaggio agrario (in un fondo gentilmente concesso in gestione al WWF Rovigo dalla famiglia Bozzolan) che ha visto la partecipazione di agricoltori (Associazione Coltivatori Diretti e Associazione Agricoltori) e ambientalisti (WWF, LIPU, APIDA, Biancospino) uniti nella realizzazione di un’area ex-novo inserita nel “Corridoio Ecologico Salvaterra”, in Località Le Giare.

Il suddetto ambito ecologico è costituito di tre unità biotopiche collocate lungo lo scolo Valdentro: una nuova area bosco-prativa dell’estensione di un ettaro (fondo Cave Bozzolan), un frutteto biologico di oltre 10 ettari (Azienda Agricola Farinazzo), una zona umida (anch’essa di 10 ettari) formata da due corpi idrici (Valle della Buora); il percorso del C.E.S. è di circa 1800 metri.

Dopo aver effettuato un’indagine sull’avifauna locale⁴ e aver individuato le specie presenti, fu pianificato un intervento che prevedeva la realizzazione di una nuova area boscata per gli uccelli silvicoli (Merlo, Capinera, Passera mattugia, Storno, Verzellino, Cardellino, Cinciallegra, Cinciarella, Sterpazzola, Luì piccolo, Usignolo, Pigliamosche, Codibugnolo) dotandolo di piante fruttifere con sottobosco per i migratori autunnali (Turdidi) e un’altra, con prato incolto e siepi, per i passeriformi terricoli (Allodola, Cappellaccia, Beccamoschino, Cutrettola e Strillozzo). Fu inoltre prevista la collocazione di vari nidi artificiali per Upupa, Barbagianni, Passeri, Cinciallegre e pipistrelli, con la presenza di un edificio in legno quale riparo per questi delicati e misteriosi mammiferi alati.

Sabato 14 marzo 2009 una quindicina di volontari muniti di badili (e amore per l’ambiente) hanno perciò messo a dimora oltre un centinaio di piante da frutto e siepi (Cachi, Albicocco, Susino, Ciliegio, Sambuco) e un lungo filare di Salice; il prossimo autunno invece, è prevista la piantumazione di Farnia, Spincervino, Biancospino, Nocciolo e Noce e quella di erbe prative quali Cardo, Stoppione, Scolimo, Salvia pratense, Carota selvatica e altre.

Tutta la nuova area alle Cave Bozzolan, infine, è stata contornata di una capezzagna ciclabile, che facilita il raggiungimento del Corridoio Ecologico di Salvaterra in bicicletta. Partendo dal centro di Badia Polesine l’itinerario si snoda lungo via Masetti, via Loredan, via Francavilla, Piazza San Valentino (Salvaterra), via Cavallo, Fornace ‘Le Giare’. Un percorso di valenza ambientale che si collega alla Ciclovia Atestina, che si sviluppa dall’Alto Adige e, percorrendo la sommità arginale del fiume Adige, giunge sino a Rosolina, sul Mare Adriatico.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Claudio Vallarini. “Il corridoio ecologico di Salvaterra”. Ventaglio Novanta, n. 39, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-corridoio-ecologico-di-salvaterra/

Pubblicità