Il 26 agosto 1990, a Villadose è stata inaugurata una mostra archeologica permanente sulla centuriazione romana dell'agro adriese. Villadose, comune di 5000 abitanti, si trova in Polesine fra le città di Rovigo ed Adria; in antichità tutta l'area era occupata dalla grande centuriazione romana che si estendeva da Buso, alle porte di Rovigo, fin quasi alla laguna veneta.
La scoperta della centuriazione è avvenuta recentemente grazie all'interpretazione di foto aeree ed agli studi di Rodolfo Peretto, Perluigi Tozzi, Raffaele Peretto e Camillo Corrain. Motivo di stimolo per la fondazione nel 1988 a Villadose del Gruppo Archeologico (GAV) che, come prima attività, ha deciso di approfondire le conoscenze sulla centuriazione. La considerazione del fatto che l'area centuriata non era ancora stata studiata metodicamente diede l'idea di una ricerca di superficie su un'area campione. Le scarse sedimentazioni avvenute nel territorio dall'epoca romana all'attuale, avevano fatto sì che numerosi siti archeologici venissero alla luce nel corso dei lavori agricoli di aratura e ripuntatura. Successivamente il materiale veniva letteralmente frantumato dalle lavorazioni dell'agricoltura intensiva praticata in questa zona. Era pertanto urgente fare una rilevazione prima che molti siti fossero definitivamente sconvolti e cancellati. Gli stretti rapporti di collaborazione tra i membri del Gruppo che si premurano di fornire le segnalazioni riguardanti ogni nuovo sito individuato e la fiducia e l'appoggio forniti dalla soprintendenza archeologica del Veneto, hanno permesso di portare avanti la ricerca che ha interessato una zona di circa 90 chilometri quadrati che riguarda la parte più occidentale della centuriazione.
La ricerca è stata preparata con un'accurato studio delle fotografie aeree che ha permesso di individuare i cardini, i decumani e i numerosi limites intercisivi, e di riportarli su una mappa al 10.000. È stata quindi predisposta una scheda per la raccolta delle informazioni nella quale, oltre a notizie riguardanti l'ubicazione, l'estensione e la frammentarietà dei materiali nei siti archeologici, viene data una descrizione del materiale raccolto. Sono stati quindi costituiti dei gruppi di esplorazione composti di 4-5 persone che iniziano la loro attività, stabilendo contatti con i proprietari sia per avere l'autorizzazione ad entrare nei terreni, sia per ottenere segnalazioni su eventuali ritrovamenti casuali avvenuti in passato o su lavori di sistemazione del terreno come spianamenti o riporti. Nel periodo autunnale ed invernale, quando i terreni sono liberi da colture, i gruppi perlustrano il territorio eseguendo dei percorsi nei quali i singoli componenti camminano parallelamente alla distanza di circa 40-50 metri l'uno dall'altro. Viene utilizzato anche il binocolo per individuare il materiale fittile in superficie che, nei giorni dopo la pioggia, è visibile anche da notevole distanza. Tutti i ritrovamenti e le frazioni di territorio perlustrate vengono annotati sulla mappa. Quando ci si imbatte in un sito archeologico, viene fatta una rilevazione delle sue dimensioni ed una raccolta metodica del materiale.
I reperti difficili da interpretare vengono sottoposti all'esame di un gruppo di esperti che collabora attivamente col gruppo: il direttore del museo di Rovigo dr. Raffaele Peretto, il prof. Enrico Zerbinati, la dr.ssa Alessandra Toniolo collaboratrice della soprintendenza archeologica del Veneto, la dr.ssa Simonetta Bonomi direttrice del museo di Adria ed il Dr. Saccocci direttore del museo Bottacin delle monete di Padova.
Molto proficui i risultati del Gruppo Archeologivo Villadose: fino ad oggi sono stati individuati 158 siti archeologici riferibili ad abitazioni e a sepolcreti dei coloni della centuriazione. Il 50% di questi è situato lungo i limites individuati all'aerofotogrammetria mentre gli altri sono all'interno delle centurie.
I 120 bolli di fornace su laterizi ritrovati hanno permesso di ipotizzare un quadro della loro produzione e commercializzazione. Il ritrovamento poi di 66 monete che coprono un ambito cronologico che va dal II sec. a.C. fino all'età bizantina, induce a datare l'origine della centuriazione verso la fine del I sec. a.C. e la sua persistenza per almeno 2 secoli. Le monete più tarde provengono invece da siti posti ai limiti dell'area centuriata lungo paleoalvei del Po, che verosimilmente sono stati abitati più a lungo o riabitati dopo un primo abbandono.
I numerosi manufatti portati alla luce hanno permesso di tracciare un quadro delle attività svolte dai coloni della centuriazione come la produzione dei laterizi, la costruzione delle abitazioni, la filatura e la tessitura, l'agricoltura, l'allevamento le sepolture ed i riti religiosi, ecc. A tal proposito è da segnalare il fatto che molti luoghi di culto moderni (chiese, capitelli votivi, ecc.) sono sorti proprio dai posti che anche in epoca romana erano deputati allo stesso scopo e precisamente nei punti di incrocio fra cardine e decumani. In alcuni di questi punti, ancora oggi sorgono edicole isolate in aperta campagna e lontane da abitazioni o le chiese di numerose parrocchie come quelle di Ceregnano, Cambio e Ca' Emo.
Purtroppo finora non sono state scoperte documentazioni epigrafiche su lapidi o cippi gromatici, ma soltanto una serie di cippi circolari muti.
In futuro sarebbe auspicabile, una volta completata la ricerca di superficie, approfondire le conoscenze con uno scavo nei siti ritenuti più significativi, ed a questo proposito c'è già una promessa della Soprintendenza archeologica.
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Come citare questo articolo
Enrico Maragno. “Il GAV di Villadose”. Ventaglio Novanta, n. 4, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-gav-di-villadose/