Ventenne, è nata nell'aprile del 1971. Viviana Segantin esordisce nel mondo della narrativa con i racconti che pubblichiamo di seguito. Avendo “respirato” aria di giornalismo fin dall'infanzia, ha iniziato a proporre episodiche collaborazioni a vari giornali già durante i primi anni dell'adolescenza.
Ottenuta la maturità in lingue (inglese, francese e tedesco) presso l'Istituto “Einaudi” di Badia Polesine, attualmente frequenta il corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne presso l'Università degli Studi di Padova.
Ci incontriamo con la giovanissima autrice per una breve intervista.
Come è nato il suo incontro con la narrativa?"
“Mi è sempre piaciuto esprimermi scrivendo; pensi che già a sette anni teveno una fittissima ‘rete’ di corrispondenza con le amichette! Questo per me è un modo non solo per mettermi in contatto con gli altri, ma anche per esplorare la mia interiorità. Lo scorso anno, il giorno successivo all’esame di maturità, terminato l’impegno che mi aveva a lungo assillata, mi sono sentita improvvisamente libera e disponibile con me stessa, ed è nato il primo racconto dal titolo “Una notizia inaspettata”. La cosa mi ha gratificato e ho pensato di continuare questo incontro con la narrativa, scrivendo nei mesi successivi altre novelle”.
Si tratta di un puro hobby o vede qualcosa di più in questa sua attività?
“L’impegno fondamentale di questi anni è indubbiamente rivolto agli studi, ma non voglio trascurare del tutto l’esperienza giornalistica e di narratrice; quello che attualmente, per forza di cose, resta un hobby, spero diventerà in futuro qualcosa di più. Per ora il mio sogno sarebbe quello di raccogliere tutti i miei racconti in un libro… ma non è così facile!”
Secondo lei i giovani sono buoni lettori?
“Purtroppo non tutti i giovani sono buoni lettori, ma è una cosa abbastanza comprensibile: io vivo nel mondo universitario, caratterizzato dall'assillo dell'esame, per cui posso dire che il rapporto col libro da parte dei miei coetanei e colleghi di studi è quasi completamente caratterizzato dai testi scolastici. Spesso, dopo una giornata passata sui libri, si cercano altri tipi di svago. La lettura disinteressata è forse un beneficio riservato a quanti hanno completato gli impegni di studio, o concesso agli studenti nei periodi di maggior rilassamento e tempo libero (non certo in prossimità di un esame)”.
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Come citare questo articolo
G. M.. “Il mio incontro con la narrativa”. Ventaglio Novanta, n. 4, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-mio-incontro-con-la-narrativa/