Irridenti specchi deformanti, sinuosi percorsi volutamente labirintici, gigantesche costruzioni scenografiche con immagini alte fino a tre metri, controsoffitti e contropareti che ricostruiscono padiglioni della Fiera tradizionale dell’Ottocento: entrare nel rinnovato Museo Storico della Giostra di Bergantino è compiere un viaggio attraverso gli spazi del gioco e della fantasia, legati, però, al cammino esistenziale dell’uomo all’interno di un percorso storico-antropologico.
Il nuovo Museo, inaugurato lo scorso 18 giugno nella sede del settecentesco Palazzo Strozzi a Bergantino, rinasce raddoppiato nel suo percorso espositivo, arricchito nei suoi contenuti culturali, dotato dei nuovi mezzi della comunicazione mediatica e interamente riallestito con fantasiose e suggestive scenografie.
In origine il Museo della Giostra nasce nel 1999 per volontà del Comune di Bergantino, che ne elabora il progetto, e della Provincia di Rovigo che acquista e restaura parte del Palazzo Strozzi per adibirlo a Museo. Lo scopo è quello di valorizzare la realtà socio-economica e culturale del territorio polesano che, a partire dagli anni ‘20, ha legato al mondo della giostra la sua storia, la sua economia e il suo riscatto da una secolare depressione economica e sociale.
Il Polesine è spesso ricordato come una delle aree meno fortunate del Veneto per il suo triste passato fatto di alluvioni ed emigrazioni. Era una terra sempre oppressa dalla povertà e dalla miseria dalla quale si scappava in cerca di lavoro prima nel Sudamerica e poi nel Nordovest industriale.
Ma nella parte più occidentale della provincia fu proprio la giostra a segnare l’avvio del riscatto di questa gente dall’indigenza e dal bisogno di emigrare.
Una fonte di benessere
La giostra, un tempo fenomeno da baraccone, diventa qui pilastro portante dell’economia di un intero Distretto, appositamente istituito dalla Regione Veneto nel 1999 ed esteso poi a cinque province venete: Rovigo, Verona, Vicenza, Padova, Treviso con più di 100 aziende e 2000 addetti, con un fatturato annuo che si aggira intorno ai 200 milioni di euro e un export che raggiunge l’80% della produzione di attrazioni ipertecnologiche, vendute in tutto il mondo (dati forniti da CNA di Rovigo). A giusta ragione la giostra oggi è comunemente considerata un’eccellenza veneta.
A Bergantino, oltre all’attività imprenditoriale di costruzione di attrazioni della più avanzata tecnologia, si è sviluppata ancor prima un’attività di gestione diretta di spettacoli viaggianti.
Si tratta di ben 50 famiglie (in passato erano 105) di spettacolisti itineranti che portano le loro giostre nelle fiere di tutta Italia dalla primavera all’autunno. Essi, però, non vanno confusi con i nomadi Sinti, che costituiscono un’etnia a se stante, hanno un’altra origine e una storia diversa.
Gli spettacolisti di Bergantino, conosciuti nell’ambiente delle fiere con il nome di “Bergantini”, costituiscono dei gruppi professionali che viaggiano per necessità di lavoro e non per una vocazione alla vita nomade. Sono degli emigranti stagionali che in passato sono stati costretti ad intraprendere un’attività itinerante di piazza per mancanza di un’adeguato sostentamento nell’ambiente d’origine
Ecco perché nel Museo di Bergantino la giostra non è solo uno strumento di divertimento, ma testimonianza di un’attività originale, qui considerata fonte di benessere sociale e oggetto d’interesse culturale.
La cultura della giostra
Sì, culturale. Se noi infatti non ci limitiamo a considerare la giostra solo come semplice mezzo di divertimento, ma la consideriamo in una prospettiva storica, comprendiamo come le realizzazioni dei nostri rappresentino il punto di arrivo di un lungo percorso evolutivo che ha le sue origini nei giochi rituali propiziatori delle società agrarie di epoche molto lontane. Scoprire tutta la storia racchiusa dentro una giostra diventa allora un’esperienza stimolante e affascinante.
La storia della giostra, inoltre, ci porta dentro alla storia millenaria della fiera nel suo contesto antropologico nazionale ed europeo. Il campo di questo tipo di cultura popolare si allarga allora a dismisura e diventa una storia infinita estremamente difficile da ricostruire nel suo percorso per la limitatezza delle fonti di documentazione: i giochi e gli spettacoli che attraversarono i secoli, per non dire i millenni, si esprimevano attraverso una tradizione orale della quale ci è giunta una scarna documentazione.
Non si può nemmeno immaginare quanto sia stato perso dei documenti relativi agli spettacoli, per esempio, della Commedia dell’Arte, del Teatro dei burattini e delle marionette, dei cantastorie, di acrobati, funamboli, saltimbanchi e teatranti, di tutto un mondo di artisti ambulanti che offrivano sulle piazze una girandola di invenzioni per sopravvivere.
E’ un mondo ricco di fascino e di magia, al quale ora rivolge la sua attenzione anche la cultura ufficiale delle Università e degli studiosi-ricercatori. E’ in corso, infatti una vera rivoluzione culturale che abbatte tanti pregiudizi del passato: ciò che un tempo veniva emarginato, perché considerato plebeo, viene oggi riscoperto e riconsiderato. Scenografie, canovacci, copioni di artisti ambulanti, diventano oggetto di studio, di ricerca e di tesi universitarie; sta nascendo, insomma, una nuova cultura molto più aperta, della quale il Museo Storico della Giostra di Bergantino vuol essere un’espressione e un punto di sintesi.
Il Museo della Giostra non è nato dal bisogno di custodire delle collezioni che non c’erano, ma è nato da un’idea, da un progetto di valorizzazione economico-culturale di un territorio, progetto che si è realizzato attraverso la ricerca di documenti e di tutti i materiali storici serviti per creare un percorso espositivo che racconta la millenaria storia della Fiera con tutti i suoi grandi spettacoli itineranti:
la Commedia dell’Arte, che nasce nel 1500,
il Teatro dei burattini e delle marionette, che presenta i suoi primi spettacoli nel 1600,
il Circo moderno che nel 1700 dà vita a grandiose rappresentazioni mettendo insieme cavalli ed artisti della Fiera,
il Cinematografo ambulante, che nasce nella Fiera alla fine dell’800 e diverrà il Cinema, arte e industria,
infine, ultima propaggine di un lungo viaggio millenario, compare nelle fiere, nella seconda metà dell’800, la Giostra, mossa a mano o da un animale, che, successivamente motorizzata e ipertecnologica, darà vita al Luna Park moderno. Questa la meta del nostro lungo viaggio, di una lunga storia che, nelle ultime sale del percorso museale, dedicata agli itineranti di Bergantino e al Distretto Veneto Industriale della Giostra, si fa cronaca di oggi, un racconto nostro, polesano, veneto, che diventa anche nazionale e di tutti.
Il percorso museale
A dar vita al nuovo Museo della Giostra sono soprattutto le affascinanti storie che si raccontano lungo tutto il percorso culturale, a partire dai giochi e dagli spettacoli rituali delle società antiche (il Labirinto, i riti di iniziazione e della Divinazione), considerati come primitive attività fieristiche, per passare agli straordinari racconti legati alla Fiera mercantile medievale e rinascimentale, nata sui sagrati delle chiese in onore del Santo Patrono, lungo le strade percorse da pellegrini e mercanti.
All’interno della Fiera, divenuta nel tempo palcoscenico naturale degli artisti ambulanti, nascono gli spettacoli itineranti, come il Teatro delle Maschere e il Teatro dei Burattini e delle Marionette che costituiscono insieme la più bella tradizione della cultura italiana, erede di un patrimonio teatrale antico.
L’ampia Sala del Parco dei divertimenti ricostruisce un’epoca a cavallo fra ‘800 e ‘900 ed è la sala più ricca di oggetti storici e di pezzi d’antiquariato di grande valore, come gli strumenti di musica meccanica di fine ‘800, i grandiosi organi orchestrali per Fiere, destinati a suonare all’aperto davanti alle giostre con funzione di richiamo, altalene e barchette dell’800 ricche di fascino, Tiro a segno del 1845 di significato patriottico e numerosissime immagini di Fiere, di giostre e di spettacoli d’epoca.
Il nuovo allestimento aiuta i visitatori a percepire facilmente l’atmosfera di un’epoca storica, in quanto, una volta entrati dentro una sala, il “fuori” con la sua realtà del presente sembra scomparire per effetto di controsoffitti e contropareti alte fino a tre metri, sulle quali si innalzano gigantesche figure e immagini storiche che creano atmosfere suggestive di un tempo e di una realtà che sembra tornare a rivivere.
Ad accrescere il realismo della rappresentazione, accanto alle immagini spesso compaiono oggetti storici, manufatti artistici, modellini, piccoli o grandi strumenti musicali, elementi scenografici evocanti un preciso tempo storico. Funzionali a questo scopo sono anche gli strumenti della comunicazione mediatica moderna inseriti lungo il percorso: grandi schermi a scomparsa per proiezioni e numerosi monitor (touchscreen) per l’approfondimento degli argomenti trattati in ogni sala.
In ogni fiera che si rispetti non poteva mancare lo stupore, la meraviglia, la magia ed ecco allora aprirsi lungo il percorso la Galleria delle Meraviglie con immagini di grande impatto: mangiafuoco, ingoiatori di spade, giganti, nani, donne cannone, uomini con tre gambe, donne barbute, esemplari umani di un “Altrove” sospeso tra possibilità ed illusione.
E poi dall’uomo alla macchina, alle origini del Luna Park nelle grandiose Esposizioni Universali fra ‘800 e ‘900 dove la giostra, mossa a mano o da un animale, diventa una macchina di vertigine ipertecnologica. E il nostro viaggio immaginario nel tempo e nello spazio, attraverso mondi lontani e conoscenze nuove, finisce nella Sala delle fabbriche dei sogni o meglio dei laboratori dove i sogni diventano realtà nel nostro Polesine, nel Veneto, in Italia.
In sostanza, però, quel viaggio affascinante della ricerca e della scoperta, finisce per modo di dire, perché è infinito, segue il cammino dell’umanità, dalla suggestione di un passato ricco d’incanti, alla creatività di un futuro sempre più innovativo… e perciò l’avventura continua.
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Come citare questo articolo
Tommaso Zaghini. “Il Museo Storico della Giostra”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-museo-storico-della-giostra/