Uomini, Vongole e Lagune. All’insegna di questo trinomio, nella scorsa estate è stata organizzata un giornata di conoscenza della produzione di vongole nella Laguna di Caleri. L’iniziativa – relativa al progetto “Pesca Amica / Miglio Zero”, nata col sostegno del Comune di Rosolina, dell’Ente Parco ed il fattivo interessamento delle associazioni di categoria quali la Coldiretti Impresa Pesca e l’Unci Pesca – ha sortito un buon risultato, richiamando nella località balneare un interessato gruppo di giornalisti.
Va subito detto che l’elemento centrale del succitato trinomio (ovvero Vongole), rappresenta il punto focale del progetto. Le vongole della Laguna di Caleri costituiscono infatti un bene economico di fondamentale importanza per non poche famiglie della zona che nella venericoltura (coltivazione delle vongole) hanno la loro primaria fonte di rendita. Un reddito che va salvaguardato mediante la promozione del prodotto che, grazie alla sua tipicità, è stato inserito nell’Elenco Nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero per le Politiche Agricole.
Ma prima di entrare nello specifico del problema e dell’iniziativa di valorizzazione, vanno evidenziati gli altri due elementi del trinomio, ovvero Uomini e Lagune. E’ questa una simbiosi inscindibile, implicante un legame di reciproca dipendenza. La vita delle lagune è infatti subordinata ad una presenza attiva dell’uomo che deve attuare interventi di vivificazione; successivamente, dalla salubrità delle lagune deriva un’importante possibilità di ritorno economico per l’uomo, tramite la pesca e la produzione di vongole veraci.
Come vive una laguna
La genesi delle lagune è innanzitutto legata alla presenza del mare e dei fiumi. Questi ultimi portano alla foce in sospensione detriti alluvionali che nell’incontro con le maree si sedimentano dando vita ad isolotti allungati (scanni). Questi ingrandendosi via via, finiscono per creare un diaframma naturale: oltre lo scanno il mare aperto, nella zona retrostante un bacino salmastro lagunare, in cui le acque dolci si mescolano con quelle marine.
Dunque un ambiente molto particolare, una zona umida prodotta dalla natura ma caratterizzata da un equilibrio instabile perché fatalmente tende ad interrarsi dando origine ad una palude.
Si comprende pertanto come la presenza degli uomini sia fondamentale per mantenere vive le lagune. E questo oggi è facilitato grazie all’azione di draghe che periodicamente eseguono interventi di scavo, in modo da garantire l’efficienza della bocca a mare e dar vita a canali interni in grado di agevolare il ricambio delle acque. Mancando questi fondamentali interventi – in zona svolti soprattutto dal Consorzio di Bonifica Delta del Po – tutte le lagune del delta sarebbero condannate all’interramento progressivo con la graduale riduzione della circolazione delle acque e la morte delle lagune stesse. Le cui acque diverrebbero sempre più stagnanti e prive di ossigeno, determinando una moria di tutte le specie ittiche e – di conseguenza – l’allontanamento dell’uomo dalla zona non più produttiva e sempre di più insalubre.
Le vongole veraci
Uomini, Lagune e… Vongole. Assicurato il primo elemento – ovvero la salubrità della laguna, grazie a periodici interventi di manutenzione – l’anello si completa con un ritorno economico: la laguna diviene occasione di reddito con la pesca. E, tra tutto il pescato (fra le altre specie: go, passera, cefalo, branzino orata), nella Laguna di Caleri ce n’è uno di eccellenza: la vongola verace.
Un prodotto questo che richiede una cura per certi aspetti simile a quella dell’agricoltura: dalla semina alla raccolta, cosicché il binomio uomo-laguna negli ultimi anni si è sviluppato dando vita a veri e propri “orti d’acqua”. La laguna è stata divisa in appezzamenti, sotto la tutela del Consorzio Delta Nord – associato a Coldiretti Impresa Pesca e Unci Pesca – che raggruppa 9 cooperative, ognuna delle quali è in grado di assegnare ai propri associati un appezzamento lagunare ben delimitato e vocato all’allevamento delle vongole veraci. In totale sono 130 i “vongolari” associati, la cui attività garantisce un fatturato di circa 4 milioni di euro.
La vicinanza al mondo agricolo della Coldiretti ha portato a mutuare slogan “Campagna Amica / Km. 0”, con “Pesca Amica / Miglio 0”. L’obiettivo è incrementare la conoscenza e la valorizzazione della produzione della laguna di Caleri, anche in un’ottica di legame con turismo locale. Sono stati pertanto individuati dei punti di vendita in grado di favorire la commercializzazione delle vongole di Caleri, nonché ristoranti che le propongano nei loro menù.
Tutto ciò viene chiarito, durante l’escursione in barca sulle acque della Laguna di Caleri, da Alessandro Faccioli rappresentante di Uncipesca: “Occorre diffondere la conoscenza che qui si ottiene un prodotto di eccellenza, in un contesto ambientale salubre e quanto mai idoneo a garantire la bontà del prodotto. Di qui la sinergia tra Campagna Amica e Pesca Amica per valorizzare i nostri prodotti: bisogna farli conoscere ai consumatori e farli apprezzare direttamente, accorciando la filiera dalla produzione al consumo”.
Sulle peculiarità ambientali della zona e la bontà del prodotto si è soffermato anche il sindaco di Rosolina Franco Vitale, intervenuto all’avvio dell’iniziativa di promozione, nonché il vicedirettore della Coldiretti Romeo Boarettto, responsabile del progetto. Presente anche Laura Negri, assessore provinciale al turismo che ha sottolineato come il turista dei nostri giorni sia sempre più interessato al territorio nei suoi vari aspetti: importante risulta pertanto l’offerta gastronomica che deve essere proposta con un marchio di riconoscibilità.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Uomini, vongole e lagune”. Ventaglio Novanta, n. 44, 2012. https://ventaglionovanta.it/archivio/uomini-vongole-e-lagune/