Il Polesine si sta facendo giustamente conoscere per i suoi meriti storico-archeologici anche all'estero, e in gratificante misura.
Chi ancora pensasse, che la nostra provincia sia stata solo e sempre paludosa è ancora una volta smentito. Sempre più frequentemente vengono infatti alla luce testimonianze, di una terra fertile ed ospitale (già in tempi antichi), come d'altra parte da sempre sostiene il dott. Raffaele Peretto, direttore del Museo Civico di Rovigo. Egli ha avuto occasione di ribadire ciò in Germania e precisamente all'Istituto di Archeologia dell'Università di Bochum, dove è stato esplicitamente invitato, accompagnato dalla dott.ssa Simonetta Bonomi, Direttrice del Museo Nazionale di Adria, per relazionare sulle ricerche archeologiche e paleoambientali in territorio polesano.
Ricerche a cui hanno partecipato, negli scorsi mesi di settembre ed ottobre nei comuni di Ficarolo, Gaiba e Salara, anche studenti e studiosi dell'ateneo di Bochum.
In questa città, tra novembre e dicembre '90, nell'ambito della celebrazione del 25° anniversario della fondazione dell'Università di Bochum, è stata presentata anche la mostra "Le Balone, nucleo etrusco presso un ramo del Po": ovvero quell'eccezionale ritrovamento dell'87-88, datato V sec. a.C. composto da quattro sepolture corredate da suppellettili attiche ed etrusche, ed esposto nella scorsa primavera al Palazzo Roncale di Rovigo (vedi servizio sul n. 1 di "Ventaglio 90").
L'interesse sul Polesine e sui suoi rappresentanti è stato veramente consistente: tanto che un giornale locale ha eletto il dott. Peretto "L'uomo del giorno".
Ma soprattutto è stata riconosciuta l'importanza dal punto di vista archeologico di un territorio fino a qualche tempo fa considerato non degno di nota.
Invece il Polesine, specie nel campo dell'archeologia, di considerazione ormai ne gode parecchia, tanto che i ricercatori di Bochum hanno già programmato un'altra campagna di scavo, dopo quella effettuata appunto lo scorso anno, in seguito alla quale sono stati rinvenuti materiali di epoca romana.
È frattanto imminente l'avvio, con la collaborazione di istituzioni ed enti locali polesani, di ricerche più approfondite in località Chiunsano, dove sorgono le fondamenta di una grande villa rustica romana.
Queste iniziative di studio e ricerca, oltre a riconfermate rapporti culturali e di collaborazione tra istituzioni e paesi diversi, promuovono la nostra provincia in ambiti più ampi e rendono omaggio a quanti, studiosi ed appassionati, credono nel valore di questa terra.
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Come citare questo articolo
Cinzia Malin. “Il Polesine e l’archeologia”. Ventaglio Novanta, n. 3, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-polesine-e-larcheologia/