Nell'ormai relativamente lontano 1986 venne costituito a Fratta Polesine il gruppo di ricerca 'Il Manegium' per la volontà e l'impegno di pochi ma attivi soci fondatori.
La denominazione attribuita all'associazione deriva da quella antica, alto-medioevale e probabilmente di origine longobarda, del territorio comprendente gli otto Comuni del Medio Polesine. Il vocabolo latino evoca immagini di spazi aperti, di pascoli verdi, di cavalli e cavalieri, di vegetazione rigogliosa ed incontaminata, di animali domestici e selvatici, di cervi e cinghiali, di un'umanità laboriosa di allevatori, di agricoltori, di abili artigiani.
In effetti quest'immagine è stata pienamente confermata dai risultati delle ricerche effettuate nel territorio che ha come epicentro Fratta Polesine. Già da tempo i moderni lavori agricoli avevano portato in luce materiali i più svariati per forma, origine, epoca: corno e osso lavorato, oggetti di bronzo, vasellame, perline in pasta vitrea e in ambra, dell'età del bronzo; embrici, anfore, monete, oggetti di uso militare e civile in bronzo e in ferro, del periodo romano; soprattutto ceramiche, dell'ultimo medioevo e del rinascimento; e, per finire, bossoli di ottone, retaggio purtroppo infausto dell'ultima guerra mondiale.
Si deve dunque ad un gruppo di volonterosi, a conoscenza, per le ricerche già effettuate o ancora in corso, delle potenzialità storiche, archeologiche, ambientali, artistiche del territorio, l'idea di dar vita ad un "sodalizio per lo sviluppo delle attività culturali e degli studi storici, artistici e sociali dell'antico territorio del 'Manegium', con lo scopo di promuovere e favorire, con tutti i mezzi possibili, ricerche, studi, convegni, manifestazioni, indagini archeologiche e quanto altro valga a chiarire e a definire i vari problemi che interessano la zona sotto gli aspetti storici, artistici, sociali e di ogni sua altra attività culturale, nel pieno rispetto delle norme di legge vigenti". Obiettivi e finalità questi, come recita l'art. 1 dello statuto, decisamente ambiziosi e di ampio respiro. Ma la volontà e l'impegno possono tutto, o quasi, e i risultati, anche di rilievo, non sono mancati.
Il sodalizio infatti, attraverso un lavoro costante e l'attivo appoggio e contributo della Pro Loco di Fratta, di cui è un'emanazione, ha compiuto anzitutto opera di sensibilizzazione presso gli enti locali, che, come nel caso, sostanzialmente, dell'Amministrazione Comunale di Fratta, hanno risposto positivamente e con grande partecipazione.
Grazie alla collaborazione tra ente pubblico e volontariato privato è stato realizzato, con sede nell'Oratorio di S. Liberato presso Villa Labia, un"Antiquarium', elevato al rango di 'Museo Civico' [vedasi Ventaglio 90 n. 1].
E la cosa non è finita qui, perché, soprattutto per l'interessamento della Soprintendente Prof. Bianca Maria Scarfi e dell'Ispettore Dott. Luciano Salzani, e per l'attivo ed appassionato impegno dell'Assessore alla Cultura del Comune di Fratta Licia Rizzi, si sta operando con grande determinazione per giungere alla costituzione di un Museo Nazionale, con sede probabilmente nella prestigiosa, palladiana Villa Badoera.
L'attività del sodalizio, che è culminata, come detto, nel lavoro di raccolta, catalogazione ed esposizione nelle vetrine, sotto le direttive dell'Ispettore della Soprintendenza Dott. Salzani, del numeroso ed interessante materiale archeologico della civiltà protovillanoviana di Frattesina di Fratta Polesine, si è anche concretata in una prima, e per il momento unica, pubblicazione contenente vari ed interessanti saggi di autori locali, ed anche uno, sulla prima necropoli di Frattesina della Dott.ssa Maurizia De Min della Soprintendenza Archeologica del Veneto.
Aderiscono al gruppo una cinquantina di appassionati, soprattutto dell'area degli otto Comuni del 'Manegium'. I soci, riuniti in Assemblea, eleggono, ogni tre anni, tre Probiviri e il Consiglio Direttivo. Quest'ultimo è composto da 12 membri eletti e, di diritto, dai Sindaci degli otto Comuni o da un loro rappresentante, dal Presidente della Pro Loco di Fratta, dai tre Probiviri, con solo voto consultivo. Si riunisce, per Statuto, "ogni volta che sia necessario e comunque ogni due mesi", ed "elegge nel suo interno, con voto segreto: il Direttore, il Vicedirettore, il Segretario, il Bibliotecario Archivista, i Responsabili di settore (questi ultimi possono essere scelti anche fra soci non facenti parte del Direttivo)".
Come si può notare, il sodalizio, oltre ad articolarsi, democraticamente, in modo vario e completo, prevede un coinvolgimento ed un'attiva partecipazione delle Amministrazioni Comunali del territorio in cui opera. È però da rilevare che tale attiva e proficua collaborazione si è instaurata, come già detto, finora solo con l'Amministrazione Comunale di Fratta, e, in misura molto più ridotta, con quella di Villanova del Ghebbo.
In particolare, il Comune di Fratta ha messo a disposizione dell'associazione l'Oratorio di S. Liberato, divenuto poi sede del locale Museo Civico. Qui è tuttora collocata una piccola ma abbastanza articolata biblioteca e diverso materiale documentario, sotto forma di diapositive e fotografie realizzate da alcuni appassionati membri del gruppo. Ogni martedì vi si riuniscono i soci, per un sempre utile scambio di informazioni e di idee, per lavorare e fare il punto sulle attività di ricerca e documentazione.
Attualmente il sodalizio sta seguendo un programma operativo complesso, nel cui ambito vengono individuati i seguenti punti qualificanti: alfabetizzazione interna al gruppo, con possibilità di estensione ad appassionati esterni, attraverso comunicazioni e lezioni, con particolare riferimento alla bibliografia specifica; ubicazione, sulla carta topografica, dei rinvenimenti di carattere archeologico, monumentale, storico e naturalistico; standardizzazione della schedatura di tali rinvenimenti; costituzione di una banca-dati, composta da documenti, in originale o fotocopia, da fotografie e diapositive realizzate secondo un programma particolareggiato di documentazione del territorio, da materiale documentario vario; ricognizione del territorio e relativa documentazione fotografica e scritta. Sono inoltre in via di elaborazione i programmi specifici per i vari settori di ricerca in cui si articola l'associazione.
In conclusione, dopo la prima fase di entusiasmo giovanile, il gruppo sta entrando, pur tra qualche inevitabile momento di riflessione, nella fase della maturità. Ha trovato una sua collocazione ed una sua ragion d'essere nel purtroppo non molto ampio panorama delle associazioni culturali polesane, pur tra qualche incertezza e fors'anche umano errore. Anche da questi ora deve trarre forza e slancio, coinvolgendo sempre più le popolazioni e gli enti locali, per raggiungere quegli obiettivi che la ragione sociale propone. Scopo ultimo è quella valorizzazione complessiva e piena del territorio, che può essere conseguito solo da chi è profondamente inserito nel tessuto sociale locale, come appunto coloro che in tale tessuto vivono ed operano quotidianamente, conoscendone a fondo segreti e tradizioni.
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Come citare questo articolo
Francesco De Poli. “Il Manegium di Fratta”. Ventaglio Novanta, n. 3, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-manegium-di-fratta/