Gli effetti della pandemia che ha colpito indistintamente tutto il mondo nell'ultimo anno hanno ridotto drasticamente i viaggi, restringendo il raggio di tutti i nostri spostamenti, obbligandoci a scoprire le piccole bellezze nascoste, che si trovano dietro all'angolo di casa e che, proprio per questo motivo, non hanno in passato assunto particolare valore attrattivo.
Eppure il Polesine vanta un'offerta ricchissima con ben due musei archeologici nazionali, un originale allestimento presso il Museo dei Grandi Fiumi, un viaggio nel magnifico mondo dei luna park, con il colorato Museo della giostra di Bergantino, l'innovativo Museo virtuale di Garofalo, per poi perdersi nei vari musei etnografici, che raccontano la nostra storia fatta di attività rurali, pesca, navigazione, senza dimenticare la grande impresa della bonifica narrata nel Museo di Ca’ Vendramin.
Il variegato mondo del collezionismo ci ha lasciato lo scrigno della Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi con le collezioni egizia ed archeologica, la piccola ma preziosa raccolta della Collezione Balzan a Badia Polesine, ma anche la collezione di ocarine di Grillara. E ancora, a memoria della storia e dell'impegno civile, restano il Museo del Risorgimento di Lendinara e la Casa Museo Matteotti di Fratta Polesine, che vanta il titolo di monumento nazionale.
Quest'ampia offerta è rappresentata da 26 sedi museali, dislocate in tutta la provincia, riunite nel Sistema Museale Polesine, che ha ricevuto impulso grazie a un progetto del Ministero per i beni e le attività culturali denominato MUSST#2, coordinato dalla dott.ssa Alberta Facchi della Direzione regionale musei, nonché direttrice del Museo archeologico nazionale di Adria e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova Rovigo.
Le finalità del progetto sono quelle di potenziare la rete dei musei polesani, puntando soprattutto sulla promozione e sulla comunicazione in un'ottica di omogeneità e di coordinamento tra le varie strutture museali.
Il progetto Wikipedia
Una delle azioni di punta del progetto MUSST#2, è stata individuata nella promozione dei musei tramite l’enciclopedia libera ‘Wikipedia’, che vanta un’ampia fruizione ed è utile per informazioni di base, ma che, non essendo vincolata da interventi di tipo istituzionale, presenta in alcuni casi carenze d’informazioni o fonti di notizie non sempre corrette e aggiornate. Per migliorare i contenuti e dare risalto ai musei del Polesine il CPSSAE (Centro Polesano di Studi Storici Archeologici ed Etnografici), ha sottoscritto una convenzione con la Direzione Regionale Musei del Veneto, con la quale si è impegnato a modificare e implementare le voci relative ai musei polesani già esistenti in Wikipedia e a predisporne di nuove per quelli mancanti.
In prima battuta si è proceduto con l’analisi della situazione esistente che ha portato ad individuare nei due musei nazionali gli unici a disporre di una voce enciclopedica abbastanza esaustiva; altri 7 musei pur avendo una voce apposita, non risulta completa nelle informazioni; i restanti musei, in totale 17, non dispongono di una voce specifica.
L’attività, in fase ormai avanzata, ha comportato un’azione preliminare di ricerca di testi, di guide turistiche e di notizie sul web, con lo scopo di elaborare una bibliografia di base relativa a ciascuna struttura espositiva, corredata da eventuali pubblicazioni sul territorio polesano, con particolare riguardo ai comuni che ospitano le sedi museali. Già da questa prima ricognizione sono emerse alcune criticità, derivanti da una ridotta o scarsa produzione di testi specifici e di brochure, utili a far comprendere i contenuti dei vari musei.
Mancano nella maggior parte dei casi guide turistiche o pubblicazioni di vario tipo, che illustrino gli spazi museali, dando risalto al percorso espositivo e alle diverse collezioni. Questo ha reso l’avvio del progetto abbastanza complesso, in quanto uno dei “pilastri” sui quali si regge Wikipedia, è proprio quello della citazione delle fonti d’informazione, e in mancanza di testi editi ci si è dovuto rivolgere al web, constatando la ripetizione delle medesime informazioni in siti diversi.
Una fonte utile per reperire una documentazione aggiornata relativa ad alcuni musei è stata individuata nelle riviste a carattere locale, in particolare «Ventaglio 90» e «REM», soprattutto per la presenza di notizie relative ad aperture di nuove sezioni o di nuove sedi espositive. Qualora le informazioni raccolte non fossero risultate sufficientemente esaustive oppure non aggiornate, ci si è rivolti direttamente agli operatori dei musei per ulteriori chiarimenti.
La successiva stesura delle schede ha previsto in fase d’avvio la definizione di linee guida condivise tra le componenti del gruppo di lavoro, previa analisi delle modalità di comunicazione proposte da Wikipedia, che predilige l’esposizione chiara, sintetica delle varie notizie con una predisposizione dei contenuti sostanzialmente omogenea. Si sono presi come termini di confronto i musei che già dispongono di una voce esaustiva, spaziando anche in musei di particolare rilevanza nazionale, per avere un termine di paragone, sul livello di approfondimento nella descrizione dei diversi percorsi espositivi. Sono stati inoltre previsti dei collegamenti ad aree tematiche più ampie mediante “wikilink”, per approfondire voci o collegare la scheda museo ad ambiti disciplinari affini. Il lavoro è stato svolto in autonomia da parte di ogni componente del gruppo, confrontandosi mediante briefing a cadenza settimanale sui risultati raggiunti.
Gruppo di lavoro
Hanno partecipato ai lavori di stesura: Alessandra Papuzzi, Giada Rinolfi e Sara Veggian su coordinamento di Sandra Bedetti e con il supporto e la consulenza scientifica di Paolo Bellintani e di Raffaele Peretto.
Nella individuazione dei collaboratori per il progetto sono state scelte tre giovani polesane, con formazione specifica nel campo dei beni culturali, in un’ottica di sviluppo imprenditoriale, allo scopo di creare nuove figure professionali nell’ambito della cultura, particolarmente sensibili ai temi dell’innovazione tecnologica e della comunicazione mediante l’uso dei social.
Il CPSSAE, che già dallo scorso anno opera nella stesura e implementazione di schede in Wikipedia, per le aree tematiche di propria pertinenza, in particolare archeologia e protostoria in Polesine, prevede di continuare questo tipo di attività utile a promuovere il territorio polesano con le sue sedi museali e auspica che vi possa essere un’ampia adesione alla campagna annuale di “wiki loves monuments”, il concorso fotografico appositamente creato da Wikipedia per far conoscere i beni culturali nel mondo.
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Come citare questo articolo
Sandra Bedetti. “Il Progetto MUSST#2”. Ventaglio Novanta, n. 62, 2021. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-progetto-musst2/